La Casa Olmo, già Gambazocca, Giavarina, è un edificio storico di Crema. Storia Lo stabile ha origini antiche poiché in questo luogo di proprietà di Venturino Gambazocca il notaio Stefanino da Martinengo, il 21 dicembre 1392, compilò un atto nel contesto di una vicenda intricata intrapresa con Latino e Giovanni Vimercati e il conventino di Sant'Antonio...

La famiglia è documentata anche nello stemma dipinto su alcune tavolette lignee da soffitto di origini quattrocentesche.

In un atto del 1662 si evince che gli edifici erano due, appartenenti ad altrettanti fratelli, uno prospiciente la Contrada di Porta Ombriano (l'odierna Via XX Settembre) e uno affacciato sul Cantone dei Galbignani; nellEstimo del 1685 vi risiedeva Calcidio Gambazocca fu Francesco..

Nel 1734 Angiola Gambazocca, maritata con il conte Mario Benvenuti, vendette l'edificio a Lorenzo Giavarina con strumento rogato dal notaio Giacomo Antonio Guarini.

La famiglia Giavarina appoggiò nel 1859 l'insediamento di un Circolo patrio promosso dal conte Enrico Martini., di ispirazione liberale., durato una decina d'anni e forse legato alla massoneria ed affiliato al Grande Oriente di Torino.

L'ultimo Giavarina fu il dottore in legge Alcide, morto nel 1872 senza figli legittimi, per cui nominò quale erede il figlio naturale Agostino Ghisetti il quale aggiunse al proprio cognome quello del padre..

Nel 1960 Arturo Ghisetti Giavarina vendette lo stabile alla famiglia Olmo. Caratteristiche

L'edificio si sviluppa circondando l'angolo tra Via Galbignani e Via XX settembre, di altra proprietà.

La porzione quattrocentesca verso Via Galbignani venne demolita nel 1965 e andarono perduti un salone d’ingresso sostenuto da colonne con volte a vela e il portalino d'ingresso originale con cornice in cotto, poi ricostruito in stile; anche due finestre del primo piano, di dimensioni differenti rispetto a quelle del precedente edificio, vennero circondate da una cornice in cotto; le tavolette da soffitto vennero recuperate. Proprio queste componenti artistiche rappresentano uno degli elementi di pregio di questo edificio giunti fino a noi, soprattutto per la numerosa serie di soggetti zoomorfi e verosimilmente risalenti agli ultimi decenni del XV secolo.

L'affaccio su via XX Settembre è oggi piuttosto sobrio: presenta un portale in pietra posto a destra sopravanzato da un balcone con elaborata ringhiera in ferro battuto.

Questa ala si sviluppa anche lungo un vicoletto, oggi laterale di Via XX Settembre, un tempo denominato Cantoncello dei Gambazocchi (significativo dell'appartenenza dello stabile a questa antica famiglia), successivamente denominato Vicolo della Croce Bianca dal nome di un'osteria..

Note

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