Lolaratumab, venduto con il nome commerciale di Lartruvo, è un anticorpo monoclonale sviluppato da Eli Lilly and Company per il trattamento dei tumori solidi. Ha per target molecolare il recettore alfa del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF, da Platelet-Derived Growth Factor), un particolare tipo di tirosin chinasi presente sulla superficie cellulare di alcune forme neoplastiche.
Farmacocinetica Ha un volume di distribuzione medio di 7,7 litri; la sua emivita nell'organismo è di circa 11 ore.
Usi È utilizzato in combinazione con la doxorubicina per il trattamento di pazienti adulti con sarcoma dei tessuti molli avanzato non curabile con chirurgia o radioterapia, che non siano stati precedentemente trattati con la doxorubicina stessa.
In uno studio clinico randomizzato condotto su 133 pazienti con sarcoma dei tessuti molli, la combinazione tra olaratumab e doxorubicina ha migliorato la mediana della sopravvivenza libera da progressione della malattia, portandola dai 4,1 mesi dei pazienti trattati con la sola doxorubicina ai 6,6 mesi (p = 0,0615, poco sotto la soglia della significatività statistica, fissata a 0,05); e la sopravvivenza globale, invece, è passata da 14,7 a 26,5 mesi (p = 0,0003, dunque un risultato altamente significativo sul piano statistico). Tuttavia, uno studio giunto in fase 3 non ha fatto riscontrare alcun vantaggio nell'aggiunta dell'olaratumab alla terapia standard con doxorubicina. Pertanto, nel gennaio 2019, sia la Food and Drug Administration (FDA) che l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) hanno ufficialmente sconsigliato di somministrare l'anticorpo a pazienti con sarcoma dei tessuti molli. Nell'aprile 2019, in particolare, l'EMA ha richiesto esplicitamente la revoca dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale. Successivamente la casa farmaceutica produttrice dell'olaratumab, Eli Lilly and Company, ha bloccato l'iter di valutazione ed eventuale approvazione della messa in vendita del farmaco negli Stati Uniti d'America.
Effetti collaterali Gli effetti collaterali più probabili della combinazione olaratumab/doxorubicina, secondo gli studi clinici, sarebbero la neutropenia di entità media o grave nel 55% dei pazienti analizzati; mialgie e dolore osseo severi sono stati invece osservati nell'8% dei pazienti. Effetti collaterali più lievi, piuttosto frequenti, sono stati linfopenia, cefalea, diarrea, nausea e vomito, mucosite e reazioni locali di ipersensibilità.
Note
Categoria:Anticorpi monoclonali Categoria:Chemioterapici