La chiesa di San Giorgio Martire, sorge a Serricella di Acri in provincia di Cosenza.
È sede dell'omonima parrocchia dell'arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.
Storia Le origini della parrocchia sono legate all’antica chiesa di San Giorgio nel rione Picitti di Acri. Nel 1914, nell’ambito della riorganizzazione della diocesi di San Marco Argentano e BisignanoLa parrocchia di San Giorgio Martire ha fatto parte dell'ex diocesi di Bisignano. Questa nel 1818 venne unita alla Diocesi di San Marco Argentano. Nel 1979 venne invece fu annessa alla diocesi di Cosenza, a cui oggi ancora fa parte con il nome "Cosenza-Bisignano", il vescovo monsignor Salvatore Scanu trasferì il beneficio parrocchiale nella contrada Serricella, oltre il fiume Mucone. Tale motivazione fu motivata dalle difficoltà incontrate dagli abitanti delle aree rurali, in gran parte coloni al servizio delle famiglie nobiliari locali, nel raggiungere la parrocchia di Santa Maria Maggiore del rione Padia ad Acri, attraverso una rete di strade mulattiere impervie. Tale situazione rendeva complessa la partecipazione alle celebrazioni liturgiche e l’amministrazione regolare dei sacramenti, nonché lo svolgimento delle esequie.
Al momento del trasferimento, l’unico edificio di culto presente nella zona era una cappella gentilizia dedicata a San Luigi GonzagaLa posizione precisa della chiesa e le sue origini sono perlopiù ignote. Secondo alcune testimonianze orali era stata edificata nel 1820. Si fa risalire l'origine di questa località detta porcili, a una lingua di terra posta a ridosso della montagna nella località odierna di Canaletta. In questa zona erano presenti appunto le stalle della famiglia Giannone e quindi probabilmente anche la cappella privata., appartenente alla famiglia Giannone situata in località Porcili, di dimensioni ridotte, fatiscente e collocata in posizione secondaria rispetto alle principali vie di comunicazione: risultava quindi inadeguata alle esigenze della nuova parrocchia. Il primo parroco, don Domenico Conte, avviò l’organizzazione pastorale del nuovo territorio e promosse la costruzione di una chiesa più ampia e funzionale; inizialmente le celebrazioni si svolsero nella cappella esistente e successivamente in un’abitazione privata. In alcune lettere rivolte al vescovo, don Domenico descrisse l’edificio come un ambiente piccolo, con un semplice altare e una tela raffigurante San Luigi; "pieno di fessure" quindi fatiscente, inoltre faceva notare anche che la posizione isolata della cappella rendeva difficoltosa la preghiera quotidiana e la cura pastorale in particolare nei riguardi degli ammalati che difficilmente potevano ricevere il SS. Sacramento.
Nel 1922 fu realizzata una cappella provvisoria sul sito dell’attuale edificio, in uso fino al completamento della chiesa parrocchiale, della canonica e del campanile. I lavori in tutto durarono dal 1916 al 1927. Il suolo per la costruzione della chiesa, un ampio vigneto, fu donato da un contadino del luogo, Pasquale Fusaro detto Pacchiuzzo. L'edificio fu innalzato grazie al sussidio dei papi Benedetto XV, Pio XI, del vescovo Scanu, dei fedeli emigrati in America, ma anche grazie ai risparmi personali del sacerdote e alla sua opera di raccolta fondi porta a porta nelle famiglie della zona. L'edificio fu realizzato e decorato da maestranze di Bisignano, uno di questi il maestro Francesco Calabria. La chiesa fu solennemente dedicata e consacrata nell'aprile 1930 dal Vescovo Salvatore Scanu.
Descrizione
La chiesa è articolata su tre navate ed è di modeste dimensioni, con una lunghezza di circa 16 metri e una larghezza di 14 metri. La facciata, di impostazione semplice, presenta un rosone centrale con vetrata istoriata, finestre laterali in corrispondenza di ciascuna navata, un portale ad arco semicircolare e alcune lesene, e si conclude con un ampio timpano. Sul lato sinistro si innalza il campanile, caratterizzato da una struttura slanciata e sobria, dotato di due campane azionate a corda e sormontato da un tetto piramidale a falde inclinate, tipico delle aree montane, poiché consente lo scivolamento della neve e riduce il carico statico sulla struttura.
L’interno, realizzato in stile neoclassico, è scandito da tre archi per lato che separano la navata centrale dalle laterali; un arco trionfale introduce al presbiterio, che ospita l'altare moderno in mosaici, l’ambone e la sede del celebrante, con un crocifisso ligneo di notevoli dimensioni posto sulla parete di fondo. Le pareti laterali della navata centrale, decorate da lesene e cornicioni, riporta nelle varie sezioni, spezzate, le frasi del Vangelo: "Venite ad me omnes" sulla destra e "Ego Sum Via Veritas et Vita" sulla sinistra. Alla destra dell’altare, su una colonna decorata in prossimità dell’arco trionfale, si trova il tabernacolo. In origine, la parete absidale era occupata da un altare in stucchi policromi risalente alla costruzione della chiesa, rimosso nei primi anni settanta in seguito agli interventi di adeguamento liturgico. Tra le opere e gli arredi conservati si segnalano statue di San Giorgio, San Michele Arcangelo, la Madonna della Pace, Santa Lucia, San Pio da Pietrelcina e Santa Barbara, un armonium, un organo elettrico, un confessionale ligneo e un tabernacolo repositorio. Il soffitto è realizzato con una decorazione a cassettoni, mentre alcune pareti ospitano dipinti su tavola di autori locali, raffiguranti episodi della vita di Cristo. Al lato destro dell'altare è posta una cappella contenente alcune delle statue della chiesa, mentre al lato sinistro è posto il sancta sanctorum originariamente destinato ad un coro.
Galleria d'immagini
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Chiese di Acri (Italia) Categoria:Chiese dedicate a san Giorgio Categoria:Chiese dell'arcidiocesi di Cosenza-Bisignano Categoria:Chiese della provincia di Cosenza