La chiesa di San Francesco d'Assisi è un edificio di culto di origine medievale che sorge nella parte sommitale di Polizzi Generosa ed è utilizzato come auditorium.
L’aspetto attuale è il risultato di una serie di trasformazioni seicentesche e dei lavori di restauro e di ricostruzione della copertura avvenuti nella seconda metà del XX secolo.
Storia La costruzione della chiesa viene fatta risalire al 1300 ed è da relazionarsi con la presenza nel centro urbano del francescano Gandolfo da Binasco. La fondazione del convento e della chiesa segnò l’inizio della presenza stabile dei Frati Minori Conventuali nella cittadina. Nel XIV secolo l’edificio venne ampliato grazie al sostegno della regina Elisabetta di Carinzia e del figlio, re Ludovico, e successivamente, nel 1412, con il contributo della regina Bianca di Navarra, che volle farne il principale centro monastico urbano.
Durante il XVI secolo la chiesa raggiunse il massimo splendore. Si tramanda che nel 1535 l’imperatore Carlo V, di passaggio da Polizzi al ritorno dalla spedizione di Tunisi, vi assistette alla messa. Una sostanziale riconfigurazione in forme barocche, sia all'esterno che all'interno, fu promossa nel 1645 da padre Bonaventura Notarbartolo. Dopo la soppressione degli ordini monastici seguita all'Unità d’Italia, la chiesa subì un progressivo abbandono che culminò, nel 1917, con il crollo di gran parte della copertura. I successivi interventi del XX secolo ne hanno garantito la sopravvivenza, pur con modificazioni sostanziali della copertura.
Esterni La chiesa si presenta come un volume parallelepipedo sormontato da una grande copertura a doppia falda, sostenuta da un particolare sistema di capriate lignee realizzato della seconda metà del XX secolo. Il prospetto principale è dominato da un portale barocco preceduto da una breve scalinata. Sul lato destro si innalza il campanile, accanto all’antico convento. Il fianco sinistro, rivolto verso i ruderi dell’antico castello, presenta un portale secondario ad arco a tutto sesto e una finestra stretta in corrispondenza del presbiterio.
Interni L'interno è caratterizzato da una unica grande navata. In asse con l’ingresso si trovava l’altare maggiore, dedicato a San Francesco, attorno al quale si disponevano numerose cappelle e altari di giuspatronato delle famiglie nobili locali, che vi collocavano anche le proprie sepolture, così come anche al di sotto della pavimentazione che un tempo si presentava punteggiata da lapidi. Tra quelle che vi trovarono sepoltura vi furono le famiglie Barresi, Bronte, Casale, Cirillo, Di Giovanni, Errante, Galegra, La Farina, La Matina, Miroldo, Mistretta, Paperna, Perdicaro, Porcari, Salamone, Sponselli. Alla sinistra dell'altare maggiore era collocata la cappella del SS. Crocifisso, mentre nel coro, dietro l’altare, si trovava la cappella di Sant’Antonio da Padova, di giuspatronato della famiglia Notarbartolo, ricostruita nella Chiesa Madre.
Opere d'arte La cappella di Sant’Antonio custodiva l'ancona marmorea raffigurante la Madonna col Bambino tra San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova, commissionata da Marino Notarbartolo agli scultori Giuliano Mancino e Bartolomeo Berrettaro, completata nel 1524 con la collaborazione di Francesco Del Mastro. L’opera, di altissima qualità, mostra affinità con la scuola di Antonello GaginiM. Accascina, Sculptores habitatores Panormi. Contributo alla conoscenza della scultura in Sicilia nella seconda metà del Quattrocento, in “Rivista dell’Istituto Nazionale d’Archeologia e Storia dell’Arte”, a. XVII, v. VIII, 1959..
Nel corso dei secoli la chiesa ospitò numerose opere d’arte: statue lignee e marmoree, dipinti e reliquie, tra cui un organo della fine del XVI secolo. Tra le più significative, una statua lignea della Vergine del XVIII secolo di Filippo Quattrocchi, successivamente custodita nella chiesa di San Girolamo, e una tela raffigurante L’Immacolata Concezione con angeli di Donato Creti, successivamente custodita nella chiesa di San Gandolfo la Povera.
Note
Bibliografia V. Abbate, Inventario polizzano. Arte e società in un centro demaniale del cinquecento, Edizioni Grifo, Palermo 1992. M. Accascina, Sculptores habitatores Panormi. Contributo alla conoscenza della scultura in Sicilia nella seconda metà del Quattrocento, in “Rivista dell'Istituto Nazionale d’Archeologia e Storia dell’Arte”, a. XVII, v. VIII, 1959. C. Borgese, Documenti editi e inediti su Polizzi Generosa e sul comprensorio delle Madonie, Offset Studio Editore, Palermo 1999. G.B. e F. Caruso, Notizie varie appartenenti alla città di Polizzi, libri III, 2 tomi, sec. XVIII, Biblioteca Comunale di Palermo, Qq F 45-46. D. Ciccarelli, M.D. Valenza (a cura di), La Sicilia e l'Immacolata. Non solo 150 anni, Atti del Convegno di studio. Palermo 1 – 4 dicembre 2004, Biblioteca francescana, Palermo 2006. F.D. Farella, Stradario storico di Polizzi Generosa, Palermo 1977. M.L. Germanà, Un tetto nuovo per evocare l'antico: la chiesa di San Francesco d'Assisi a Polizzi Generosa, in Tecnologia e progetto delle costruzioni in legno e legno lamellare: rivista quadrimestrale, 1996. C. Salamone Cristodaro, Polizzi del passato. Il Tabulario di Santa Margherita, Edizioni Grifo, Palermo 1990.
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