Mio fratello è figlio unico è un film del 2007 diretto da Daniele Luchetti, ispirato al libro di Antonio Pennacchi Il fasciocomunista. Lo scrittore, però, si è dissociato dal film, sostenendo che soprattutto nella seconda parte siano state tradite le sue reali intenzioni.
Il film, girato a Latina (LT), Borgo Segezia, Borgo Cervaro (Foggia) e Torino, uscito nelle sale italiane il 20 aprile 2007, ha partecipato con successo alla sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2007.
Il film trae il titolo dall'omonima canzone di Rino Gaetano.
Trama 1962. Antonio Benassi, detto Accio, dodici anni, entra in seminario convinto di voler aiutare gli ultimi, ma una scoperta improvvisa del proprio desiderio lo riporta bruscamente alla realtà: il seminario non fa per lui. Torna a Latina, la sua città, in una famiglia operaia segnata da gerarchie rigide. Il padre Ettore, la madre Amelia, la sorella Violetta e soprattutto il fratello maggiore Manrico, carismatico, primo figlio e prediletto. Accio cresce all’ombra di Manrico: è irruente, rabbioso, e sempre colpevole agli occhi dei genitori. Il rifiuto della vocazione religiosa peggiora i conflitti familiari. Fuori casa stringe amicizia con Mario Nastri, venditore ambulante, che lo introduce al fascismo. Accio, più ribelle che ideologo, aderisce al MSI, attirando il disprezzo del fratello comunista. Nonostante un brillante percorso scolastico, il liceo classico gli viene negato e viene costretto dai genitori a frequentare l’istituto per geometri. La frustrazione esplode in un episodio di violenza domestica che convince la madre che il figlio abbia “il demonio dentro”.
1967. Accio milita nel MSI, partecipando a scontri di piazza e usando la violenza come linguaggio. Manrico invece lavora in fabbrica, guidando proteste operaie. I due finiscono arrestati durante una manifestazione, ma solo Accio viene punito dalla madre, perché secondo lei Manrico lotta “per una giusta causa”. Manrico si lega a Francesca, una studentessa francese comunista. Accio ne resta affascinato: tra i due nasce un legame ambiguo, fatto di amicizia, gelosia e desiderio non detto. Alla partenza di Francesca, Accio sprofonda nello sconforto e si rifugia nel gruppo fascista.
1968. Le rivolte studentesche esplodono, ma Accio osserva da lontano. La sua fede politica crolla quando impedisce ai suoi camerati di incendiare l’auto di Manrico. Deluso dall'ideologia fascista, che non è stata in grado di aiutare gli ultimi, Accio strappa la tessera del partito, scoprendo, nel frattempo, che Mario è stato arrestato. La moglie, Bella, disillusa dalla politica del marito, seduce Accio. Tra i due nasce una breve relazione: per Accio è il risveglio del corpo e una tregua interiore. Si diploma come ragioniere e riceve da Bella una Fiat 600.
1969. A Roma, durante un concerto di sinistra organizzato da Manrico in cui suona Violetta, Accio difende il pubblico da un’aggressione fascista e picchia il caposezione. Rivede Francesca e, travolto dall'entusiasmo, la bacia, ma lei gli confessa di essere incinta di Manrico. Il bacio rimane un segreto tra i due.
Accio, intanto, rompe con Bella e si avvicina agli ideali di sinistra. Le conseguenze di una scossa di terremoto, che ha danneggiato diverse case già malconce, rivelano l’ingiustizia delle case popolari mai assegnate agli operai. Decide di schierarsi: si iscrive al PCI e milita assieme a Manrico. Durante un’azione incendiaria Accio viene abbandonato dai compagni e costretto a fuggire dai fascisti, tra i quali si trova Mario, ma quest'ultimo riesce a raggiungerlo e lo aggredisce: dopo una breve colluttazione, Mario cade a terra stramazzato. Accio fugge in Piemonte, credendolo morto, e Manrico lo aiuta a sparire. Mario in realtà è morto per infarto, ma Manrico non lo dice ad Accio, che resta in latitanza per quasi due anni. Manrico, intanto, compie il salto definitivo verso la lotta armata, e i due fratelli si separano ulteriormente.
1971. Francesca, giunta per liberare Accio dalla clandestinità, gli propone di aiutarla a crescere Amedeo, il figlio che ha avuto da Manrico e il quale si rifiuta di riconoscerlo. Accio però rifiuta, sentendosi usato come una ruota di scorta, e torna a Latina.
1973. Passano due anni, e Manrico, quasi dal nulla, chiede ad Accio di portargli a Torino una borsa di soldi. Accio capisce subito che non servono alla famiglia, perché quando telefona a Francesca lei fa finta di non conoscerlo. I fratelli si incontrano in un bar, dove Accio confessa a Manrico di sapere la verità ma che nonostante questo gli vorrà sempre bene. I due si abbracciano. In quell'istante, Francesca giunge al bar, ma la polizia irrompe e arresta Francesca come complice. Manrico tenta di fuggire via con i soldi, ma viene ucciso dalle forze dell'ordine.
Accio torna a Latina con Amedeo, dopo che ne ha ottenuto l'affidamento, e rivela alla famiglia la tragica notizia. La famiglia piange Manrico, e Amelia finalmente riconosce l’innocenza morale del figlio minore. Deluso da ogni ideologia, Accio sceglie di agire: si intrufola nel municipio, trafuga i documenti delle assegnazioni e consegna le chiavi delle case popolari agli aventi diritto, compresa la sua famiglia.
Dopo che è riuscito a consegnare le case a tutti quanti, compreso alla sua famiglia, Accio osserva il mare dal balcone della casa. Vede sé stesso bambino sorridergli: è riuscito finalmente ad aiutare gli ultimi.
Riconoscimenti
2007 - David di Donatello Miglior sceneggiatura a Daniele Luchetti, Sandro Petraglia e Stefano Rulli Miglior attore protagonista a Elio Germano Miglior attrice non protagonista a Angela Finocchiaro Miglior montaggio a Mirco Garrone Miglior fonico di presa diretta a Bruno Pupparo Nomination Miglior film a Daniele Luchetti, Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini e Marco Chimenz Nomination Miglior regista a Daniele Luchetti Nomination Miglior produttore a Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini e Marco Chimenz Nomination Miglior attore non protagonista a Riccardo Scamarcio Nomination Miglior colonna sonora per un film drammatico a Franco Piersanti Nomination Migliori costumi a Maria Rita Barbera 2008 - Nastro d'argento Migliore sceneggiatura a Daniele Luchetti, Sandro Petraglia e Stefano Rulli Migliore montaggio a Mirco Garrone Nomination Regista del miglior film a Daniele Luchetti Nomination Migliore produttore a Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini e Marco Chimenz Nomination Migliore attore protagonista a Elio Germano Nomination Migliore attrice non protagonista a Angela Finocchiaro Nomination Migliore fotografia a Claudio Collepiccolo 2007 - European Film Awards Nomination Miglior attore a Elio Germano 2007 - Globi d'oro Miglior film a Daniele Luchetti Miglior attore rivelazione a Elio Germano Nomination Miglior regista a Daniele Luchetti Nomination Miglior attrice a Angela Finocchiaro Nomination Miglior musica a Franco Piersanti 2007 - Ciak d'oro Miglior attore protagonista a Elio Germano Migliore montaggio a Mirco Garrone Migliore scenografia a Francesco Frigeri Migliori costumi a Maria Rita Barbera Nomination Miglior attore non protagonista a Luca Zingaretti Nomination Migliore attrice non protagonista a Angela Finocchiaro Nomination Migliore attrice non protagonista a Anna Bonaiuto Nomination Miglior produttore a Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini e Marco Chimenz Nomination Miglior sceneggiatura a Daniele Luchetti, Sandro Petraglia e Stefano Rulli Nomination Miglior colonna sonora a Franco Piersanti 2007 - Festival del Cinema Europeo di Siviglia Giraldillo de Plata Sección Oficial
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
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