La deesis di Cartignano è un affresco di Armanino da Modena realizzato nel 1237 che si trova nel Castello Cinquecentesco dell'Aquila. Era originariamente collocato nell'abside della chiesa di Santa Maria di Cartignano a Bussi sul Tirino. Fa parte della collezione permanente del Museo Nazionale d'Abruzzo.

Storia L'affresco, facente parte del ciclo decorativo della chiesa di Santa Maria di Cartignano, decorava il catino absidale dalla sua realizzazione fino al distacco, avvenuto per ragioni conservative nel secondo dopoguerra. A partire dal XVI secolo la chiesa subì alterne fasi di abbandono e, poiché l'area su cui sorge fu ripetutamente interessata da fenomeni alluvionali e frane, venne definitivamente abbandonata nel corso del XVIII secolo subendo crolli parziali ed infestazione da parte della vegetazione.

Nel 1805 l'abate Giuseppe Giustino Di Costanzo descrisse il ciclo di affreschi nel proprio manoscritto Odeporicon, che però vide la luce solo nel 1913, seppur rimaneggiato, per mano di Alfonso Cappelli nella pubblicazione ''Di Costanzo e il suo Odeporico'': già a quel tempo però non tutte le trascrizioni furono verificabili a causa di nuovi crolli e dell'avanzato stato di deterioramento di alcune pitture, in particolare del piedritto sinistro ove si trovava la firma dell'autore.

All'inizio del XX secolo si sollevarono numerosi appelli per salvare gli affreschi considerati ancora leggibili e per ripristinare la stabilità delle strutture rimanenti della chiesa. L'intervento di distacco avvenne tardivamente nel 1950 e riguardò solamente l'affresco della calotta: furono giudicate ormai non più recuperabili le altre scene che circondavano la deesis, tanto che si possono osservare in alcuni punti le sinopie preparatorie e per buona parte solamente le ampiezze dei registri decorativi. L'affresco fu poi trasferito nel Castello Cinquecentesco dell'Aquila, sede dell'allora neonato Museo Nazionale d'Abruzzo, inaugurato nel 1951. All'interno del castello, negli spazi espositivi, fu ricavato un catino con la stessa forma della struttura di provenienza per alloggiare l'opera riassemblata e restaurata.

A seguito del sisma del 2009 e degli interventi di consolidamento del Castello Cinquecentesco che hanno determinato il trasferimento del museo nella sede temporanea dell'ex mattatoio comunale a Borgo Rivera, l'affresco non è più visibile al pubblico ed è stato oggetto di un intervento di restauro nel 2025, in attesa della riapertura del museo nella sede originaria.

Descrizione L'affresco della calotta, rappresentante la deesis, fino al 1950 sovrastava le decorazioni dell'abside della chiesa di Santa Maria di Cartignano, composte da una teoria di santi con al centro l'immagine della Beata Vergine, ed ai suoi lati, disposti all'interno di arcatelle dipinte, san Pietro, san Paolo, san Marco, sant'Amico, sant'Agata e san Benedetto.

La scena è dominata al centro dal Cristo Pantocratore in trono, benedicente con una mano alla greca, nell'altra reca il Vangelo aperto sul versetto "EGO SUM LUX MUNDI"; ai suoi lati le due figure in preghiera della Madonna a sinistra e di San Giovanni Battista a destra raffigurati tra alcuni arbusti. Le tre figure sono coronate dal cielo stellato in cui sono presenti a sinistra il sole e a destra la luna, e contornate in alto da una cornice a decorazione floreale ed una iscrizione ormai poco leggibile; in basso un'altra iscrizione meglio conservata riporta "ANNO MILLESIMO DUCENTESIMO XXX VI XIINCO R+GENTILE FECIT FIERI HOC OPUS R+JACOBUS R+PETRUS".

A sinistra, sotto il capitello si trova ciò che è rimasto dell'iscrizione autografa di Armanino da Modena, che fino al XIX secolo riportava queste parole in base alla trascrizione di Di Costanzo: "MAGISTER ARMANINUS DE MOTINA FECIT HOC OPUS" ed è ormai in gran parte illegibile a causa delle intemperie a cui è rimasta esposta fino al momento del distacco.

Note

Bibliografia

Guglielmo Matthiae, Il castello dell'Aquila ed il Museo Nazionale Abruzzese, Istituto Poligrafico dello Stato, 1959 Mario Moretti, Museo Nazionale d'Abruzzo nel castello cinquecentesco dell'Aquila, Leandro Ugo Japadre, 1968

Voci correlate

Deesis (tema iconografico) Cristo Pantocratore Chiesa di Santa Maria di Cartignano Castello Cinquecentesco (L'Aquila) Museo Nazionale d'Abruzzo

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Collegamenti esterni

https://museonazionaledabruzzo.it/ https://www.treccani.it/enciclopedia/armanino-da-modena_(Enciclopedia-dell'-Arte-Medievale)/ https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/2803/Armanino%20da%20Modena%2C%20Cristo%20in%20trono%20tra%20la%20Madonna%20e%20san%20Giovanni%20Battista

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