Quaerite primum regnum Dei (in latino, Cercate prima il regno di Dio) KV 86/73v è un'antifona a cappella in Re minore su canto fermo per basso, tenore, contralto e soprano, un tempo attribuita a Wolfgang Amadeus Mozart. Studi recenti, invece, ritengono la composizione un lavoro a quattro mani di Mozart e di padre Giovanni Battista Martini.
Storia Il 20 luglio 1770 il quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart e suo padre Leopold giunsero a Bologna, dove restarono fino alla metà di ottobre. Durante i primi giorni del soggiorno Wolfgang compose il minuetto in Mi bemolle maggiore KV 122/72t. e il Miserere in La minore KV 85/73s.. Suo padre Leopold, invece, si trovava immobilizzato a letto a causa di un infortunio a una gamba occorso durante un recente viaggio da Napoli a Roma.. A settembre Wolfgang iniziò a comporre i recitativi per l'opera Mitridate, re di Ponto, che doveva essere messa in scena a Milano per le feste di Natale..
Bologna, all'epoca, era considerata una delle capitali musicali d'Italia e, fra le varie istituzioni presenti, la più prestigiosa era l'Accademia Filarmonica, fondata nel 1666 da Vincenzo Maria Carrati. Farne parte costituiva una referenza di altissimo livello, utile per lettere di raccomandazione, concorsi o richieste di impiego. Molti musicisti, infatti, cercavano di esserne ammessi per accrescere la propria autorevolezza e per inserire il titolo nei propri curriculum. Dal 1749, inoltre, il titolo di accademico filarmonico era divenuto indispensabile per poter esercitare la professione di maestro di cappella. Il difficile esame di ammissione, per chi si presentava come compositore, consisteva nel realizzare, chiusi da soli in una stanza, un'armonizzazione a quattro voci in stile antico sopra un canto fermo, tratto dall'antifonario gregoriano, fornito dalla commissione esaminatrice..
Mozart, nonostante avesse già dato prova di eccezionali doti musicali, era completamente digiuno di nozioni sullo stile contrappuntistico antico, la cui conoscenza era indispensabile per superare l'esame e quindi, durante le ultime settimane dell'estate, prese alcune lezioni di teoria da padre Giovanni Battista Martini. Quest'ultimo, frate francescano conventuale, era uno dei più importanti musicisti, teorici e insegnanti italiani dell'epoca, noto non solo per le sue composizioni, ma anche per la vastissima cultura e la sua autorità indiscussa su generazioni di musicisti..
Leopold guadagnò la fiducia di padre Martini regalandogli una copia del suo trattato Versuch einer gründlichen Violinschule, che andò ad arricchire la già vasta biblioteca del religioso, e padre Martini ricambiò la cortesia donando a Leopold i primi due volumi della sua Storia della Musica.. Per essere ammessi all'esame era richiesta la presentazione di una domanda scritta, che Mozart consegnò il 9 ottobre 1770 insieme al violoncellista Francesco Piantanida. Il giorno stesso Mozart sostenne l'esame, componendo in mezz'ora un'armonizzazione sulla strofa Quaerite primum regnum Dei (in latino, Cercate prima il regno di Dio), tratta dal Vangelo secondo Matteo, capitolo 6, versetto 33..
La commissione d'esame era composta da diverse figure musicali di primo piano, fra cui Petronio Lanzi, Antonio Mazzoni, Bernardo Ottani, Angelo Antonio Caroli, Lorenzo Gibelli e Giuseppe Corsini.. Padre Martini non faceva parte della commissione ma era "Definitore perpetuo", ossia arbitro dell'Accademia in questioni musicali. La commissione esaminò il lavoro, lo giudicò positivamente e Mozart venne ammesso come membro dell'Accademia "" (cioè non residente a Bologna, e quindi non soggetto a particolari obblighi statutari). Il diploma ufficiale di aggregazione, scritto in latino, è conservato presso l'Internationale Stiftung Mozarteum di Salisburgo..
Prima della partenza da Bologna, inoltre, padre Martini scrisse per Mozart un attestato di stima, conservato presso il Museo internazionale e biblioteca della musica della città emiliana. All'epoca, una raccomandazione del celebre maestro era considerata il miglior lasciapassare per accedere agli ambienti musicali europei e rappresentava un sostegno fondamentale per intraprendere una carriera di successo.. Nonostante il breve periodo trascorso insieme, Mozart si mostrò sempre riconoscente a padre Martini e, negli anni successivi, ricordò con affetto l'accoglienza ricevuta a Bologna e la benevolenza del religioso, al quale continuò a rivolgersi nelle lettere sempre con profonda deferenza.
Pubblicazione L'armonizzazione su Quaerite primum regnum Dei apparve catalogata come KV 86 nella prima edizione del 1862 del Catalogo Köchel, l'elenco di tutte le composizioni musicali di Wolfgang Amadeus Mozart. Nella sesta e ultima edizione, pubblicata nel 1964, l'opera è stata spostata al numero di catalogo KV 73v. La prima edizione a stampa fu curata da Gustav Nottebohm e venne pubblicata a Lipsia nel 1880 dall'editore Breitkopf & Härtel, come parte della collana Mozarts Werke, nel volume Kleinere geistliche Gesangwerke.
Dubbi sulla paternità dell'opera La linearità del racconto riguardante la genesi della composizione iniziò a essere messa in dubbio quando Gaetano Gaspari, bibliotecario del Liceo Musicale di Bologna, sulla Gazzetta Musicale di Milano del 9 maggio 1858 accennò al fatto che, negli archivi, si conservavano più versioni diverse del Quaerite di Mozart.. Esistono infatti quattro versioni dell'opera: due conservate al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, una all'archivio dell'Accademia Filarmonica e una, copiata da Mozart probabilmente come ricordo, presso l'Internationale Stiftung Mozarteum di Salisburgo.
Secondo diversi musicologi, fra cui Robert W. Gutman e Philippe Autexier, dal confronto fra i manoscritti apparirebbe chiaro che il primo, contenente diversi errori, non avrebbe potuto ottenere l'approvazione della commissione d'esame.. Il primo elaborato, nel quale la grafia di Mozart si riconosce con chiarezza ed è leggibile la firma «» (la sigla mp sta per manu propria cioè "di proprio pugno"), è infatti penalizzato dal fatto di essere composto in stile galante, un linguaggio musicale che il giovane padroneggiava con sicurezza, invece che nello stile contrappuntistico antico richiesto dalla commissione esaminatrice.. Di seguito, la prima versione della composizione:
Il secondo manoscritto reca, in alto, l'iscrizione «» e riporta numerose cancellature, correzioni, riscritture e aggiunte. Un'analisi tecnica, inoltre, rivela la presenza di due grafie, quella di Mozart e quella di padre Martini, e di due inchiostri diversi. Il terzo elaborato, invece, nei contenuti è identico al secondo, però è scritto in bella e la grafia è solamente quella di Mozart. L'intestazione recita in alto «» e, alla fine, «». Quest'ultima versione è quella che il giovane compositore consegnò alla commissione d'esame. Il quarto manoscritto, infine, è una copia del terzo, realizzata da Mozart e portata da lui a Salisburgo, probabilmente per ricordo. Quest'ultimo reca l'iscrizione, aggiunta da Leopold Mozart e con la data sbagliata: «». Di seguito la seconda, la terza e la quarta versione, identiche, della composizione:
Versione Manoscritto Iscrizioni Stile Grafia della partitura Ubicazione Annotazioni 1 Scritta da Wolfgang Amadeus Mozart: «Amadeo Wolfgango Mozart mp» Stile galante Wolfgang Amadeus Mozart Bologna, Museo internazionale e biblioteca della musica Nuova composizione 2 Scritta da padre Giovanni Battista Martini: «» Parzialmente basato sulla composizione precedente, ma con notevoli correzioni in stile antico Wolfgang Amadeus Mozart e padre Giovanni Battista Martini Bologna, Museo internazionale e biblioteca della musica Rielaborazione della precedente 3 Scritta da mano sconosciuta: «» e, alla fine, scritta da Wolfgang Amadeus Mozart: «» Stile antico Wolfgang Amadeus Mozart Bologna, archivio dell'Accademia Filarmonica Copia della precedente. Consegnata alla commissione d'esame 4 Scritta da Leopold Mozart: «» Stile antico Wolfgang Amadeus Mozart Salisburgo, Internationale Stiftung Mozarteum Copia della precedente. Portata da Mozart a Salisburgo
Secondo diversi musicologi, fra cui Mario Armellini, Romano Vettori, Elisabetta Pasquini e Diana Re, padre Giovanni Battista Martini avrebbe riconosciuto lo straordinario talento musicale del giovane Mozart, ma avrebbe nutrito qualche dubbio sulle sue capacità di superare l'esame di ammissione all'Accademia Filarmonica e, perciò, avrebbe deciso di aiutarlo. Qualche tempo prima dell'esame, sempre secondo gli studiosi, padre Martini si sarebbe fatto dare dalla commissione il compito e, una volta da solo con Mozart, gli avrebbe chiesto di risolverlo. Il risultato, in stile galante e con diversi difetti, sarebbe la prima versione della composizione.
La seconda versione sarebbe il frutto del lavoro congiunto di Mozart e del frate, il quale, lasciando comunque a Mozart la libertà di comporre, avrebbe poi operato notevoli correzioni. Il terzo manoscritto, infine, è la versione ufficiale, identica alla seconda ma interamente ricopiata in bella e firmata da Mozart, consegnata poi alla commissione d'esame.
Infatti secondo Gaetano Gaspari, bibliotecario del Liceo Musicale di Bologna: «Poiché la detta Antifona a quattro parti sul canto fermo non riuscì gran fatto conforme alle regole di cosiffatto stile, perciò il P. Martini prevedendo che l'esperimento tal quale uscì dalla penna di Mozart non sarebbe forse stato accettato da' quei rigidi accademici, o sarebbero per lo meno sorte delle difficoltà per l'ammissione, la rifece egli stesso dal principio la fine, facendola passare per lavoro di Mozart, onde poi senz'ostacolo alcuno fu questi onorato del diploma di Maestro compositore e Accademico Filarmonico»..
Note
Bibliografia
Beatrice Buscaroli Fabbri (a cura di), Le camere della musica, Bologna dei Musei, assessorato alla cultura del Comune di Bologna, 1999.
Giorgio Piombini (a cura di), Padre Martini. Cultura e musica nel Settecento europeo, atti del convegno di studi, Bologna, 1984.
Giuseppe Vecchi (a cura di), Mozart, Bologna, l'Accademia, i Filarmonici e i maestri coevi, atti del convegno di studi tenutosi a Bologna presso l'Accademia Filarmonica in occasione del secondo centenario della morte di Mozart, Bologna, 1992. Luigi Verdi (a cura di), Mozart a Bologna. I luoghi, i personaggi e l'esame all'Accademia Filarmonica, catalogo della mostra tenuta presso il foyer del Teatro Comunale di Bologna in occasione della rappresentazione de Le nozze di Figaro, Bologna, 1997.
Collegamenti esterni
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