La Castagna è un ippocastano monumentale sito in piazzale Chiesa San Vincenzo Martire a Casorzo Monferrato in provincia di Asti. Storia

La tradizione vuole che l'albero sia coevo alla chiesa parrocchiale di San Vincenzo, edificio sacro posto nelle immediate vicinanze dell'ippocastano, ultimato nel 1736. Nella storia del paese sono ricordate due figure legate all'albero: il «Magnan» e il «Molitta», personaggi che stagionalmente sostavano ai suoi piedi affilando le lame per gli abitanti e stagnando le padelle. Si racconta che, in particolare, il Magnan, ancora negli anni Trenta, accendesse un fuoco in una cavità alla base dell’ippocastano per fondere lo stagno; negli anni Sessanta il foro dove veniva effettuata questa operazione fu occluso con dei mattoni che oggi risultano quasi completamente inglobati nella corteccia dell’esemplare.

Durante la Resistenza l’albero, per la sua posizione sopraelevata, venne utilizzato dai partigiani come una sorta di torre d'avvistamento per segnalare i movimenti delle truppe tedesche.

Per via della sua longevità, negli anni l'esemplare di ippocastano è assurto a simbolo delle tradizioni e della storia del paese di Casorzo.

La Castagna fa parte dell’elenco degli alberi monumentali italiani con identificativo 01/B991/AT/01.

Descrizione L'esemplare di Aesculus hippocastanum, dell'età presunta di oltre 200 anni, si presenta alto 16 metri e con una circonferenza del fusto a petto d'uomo di 4 metri. Mostra una buona vigoria nonostante la vetustà, con un possente fusto dal quale, a circa tre metri d’altezza, si impalcano sette branche principali che formano un’ampia e piena chioma globulare. Ancorato stabilmente al suolo, a circa 30 centimetri dal colletto è visibile un’antica ferita chiusa con mattoni e malta, sulla quale si è formato un callo di cicatrizzazione.

Note

Bibliografia

Altri progetti

Casorzo Monferrato Categoria:Casorzo Monferrato Categoria:Ippocastani monumentali