Il principio di cassa è un criterio contabile e fiscale in base al quale i componenti positivi e negativi di reddito vengono imputati all'esercizio in cui si verifica la loro effettiva manifestazione finanziaria, ossia al momento dell'incasso dei ricavi e del pagamento dei costi.

Questo principio si contrappone al Principio di competenza economica, che invece considera i ricavi e i costi nel periodo in cui essi maturano, indipendentemente dalla data dell’incasso o del pagamento.

Il principio di cassa è tipicamente applicato ai fini tributari per le imprese minori e per i lavoratori autonomi, come previsto dall'art. 66 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, secondo cui il reddito d’impresa dei contribuenti in contabilità semplificata è determinato «dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi percepiti e quello delle spese sostenute nel periodo d’imposta».

In ambito contabile, il principio di cassa risulta di più agevole applicazione rispetto al principio di competenza economica, ma fornisce una rappresentazione meno precisa della situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa. Tuttavia, la sua semplicità lo rende adatto per soggetti di dimensioni ridotte o per attività professionali individuali.

Principio di cassa per le imprese minori

L’articolo 1, commi 17-23, della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 ha modificato l’articolo 66 TUIR introducendo a partire dal 2017 il principio di cassa ai fini della determinazione del reddito per le imprese di minori dimensioni in contabilità semplificata. Il legislatore ha modificato anche il relativo agli obblighi contabili al fine di permette alle imprese di ottemperare al neo introdotto principio di cassa. In particolare, sono stati introdotti due nuovi registri, uno per i ricavi percepiti e l'altro per le spese sostenute; nei registri IVA è stata aggiunta una sezione per i ricavi non incassati e per i costi non pagati, che, se non non compilata fa sorgere una presunzione relativa di incasso o pagamento. Per il legislatore tale principio «risponde all'esigenza di evitare gli effetti negativi derivanti dai ritardi cronici di pagamento e dal c.d. credit crunch. In tal modo, il legislatore ha inteso, altresì, avvicinare il momento dell'obbligazione tributaria alla concreta disponibilità di mezzi finanziari evitando - analogamente a quanto già previsto per le attività professionali - esborsi per imposte dovute su proventi non ancora incassati».

Il principio di cassa ha dunque sostituito il precedente criterio di competenza economica e ora costituisce il regime naturale per tutti i soggetti che adottano la contabilità semplificata va segnalato che sono previste limitate deroghe per alcune componenti di reddito come le plusvalenze e le minusvalenze, alle quali si applica ancora il principio di competenza. Le imprese minori, tuttavia, hanno sempre la facoltà di optare per l'applicazione del regime ordinario.

I soggetti passivi a cui si applica il regime sono previsti dall'art. 18 D.P.R. 600 del 1973Per un maggiore dettaglio sui soggetti passivi si può fare riferimento alla :

Impresa individuale Società di persone Enti non commerciali

Non tutte queste imprese tuttavia possono accedere al regime di contabilità semplificata, infatti devono rientrare all'interno di specifici limiti di ricavi in riferimento all'anno precedente in base alla tipologia di attività esercitata:

500.000 euro: prestazione di servizi 800.000 euro: altre attività

Al regime semplificato accedono anche i soggetti che esercitano arti o professioni, in questo caso senza limiti di ricavi.

Effetti operativi e gestionali L’adozione del principio di cassa incide in modo significativo sulla gestione finanziaria dell’impresa, poiché collega la rilevazione dei componenti reddituali ai flussi monetari. Questo comporta che l’attenzione degli operatori economici si concentri maggiormente sulla liquidità immediatamente disponibile, con effetti sulle strategie di incasso e pagamento. In particolare, le imprese che applicano tale criterio tendono a privilegiare politiche di accelerazione degli incassi e posticipazione dei pagamenti per modulare la base imponibile nel periodo d’imposta. Al tempo stesso, l’assenza di una piena correlazione tra valori economici e valori finanziari può rendere più complessa la valutazione della redditività e delle performance di periodo. Per questo motivo, il principio di cassa risulta adeguato soprattutto per realtà di dimensioni ridotte o con struttura organizzativa semplice, mentre può rivelarsi meno efficiente per imprese che richiedono strumenti di controllo economico articolati.

Principio di competenza economica Il principio di competenza economica è un criterio contabile e tributario utilizzato per determinare il momento in cui costi e ricavi devono essere imputati all’esercizio di competenza, a prescindere dalla data dell’incasso o del pagamento. Tale principio assicura una rappresentazione veritiera e corretta della situazione economico-finanziaria dell’impresa, riducendo le distorsioni che possono derivare da scelte discrezionali nella contabilizzazione dei fatti di gestione. L’applicazione del principio di competenza consente inoltre di valutare con maggiore accuratezza le performance aziendali.

Pro e contro dei due principi Il principio di cassa privilegia la semplicità operativa, poiché richiede di considerare esclusivamente il momento in cui si verifica l’effettivo movimento finanziario, ossia l’incasso o il pagamento. Tale immediatezza lo rende adatto a realtà economiche poco complesse, ma al tempo stesso può risultare inadeguato per descrivere correttamente situazioni articolate, in quanto non tiene conto della formazione del rapporto giuridico sottostante al credito o al debito.

Il principio di competenza, invece, presenta una applicazione più complessa, poiché richiede di individuare il momento in cui un costo o un ricavo maturano giuridicamente, indipendentemente dalla loro manifestazione finanziaria. Tale criterio, tuttavia, garantisce una maggiore precisione e risulta particolarmente adatto a contesti economici strutturati, come quelli delle imprese di grandi dimensioni. L’utilizzo del principio di competenza evita inoltre le sfasature temporali tipiche del principio di cassa, che possono verificarsi quando la produzione del reddito e la sua rilevanza fiscale non coincidono nel tempo a causa di ritardi o anticipazioni nei pagamenti.

Note

Bibliografia

Voci correlate Principio di competenza economica Testo unico delle imposte sui redditi Contabilità semplificata IVA Plusvalenze Minusvalenza

Collegamenti esterni Testo unico delle imposte sui redditi (DPR 917/1986) su Normattiva Agenzia delle Entrate Circolare del 13/04/2017 n. 11 - Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa

Categoria:Contabilità