La Maschinenpistole 28 (conosciuta anche con i nomi di MP28-II o MP18/28 o ancora MP28-Haenel) fu una pistola mitragliatrice tedesca progettata da Hugo Schmeisser e prodotta a Pieper in Belgio dalla Haenel alla fine degli anni '20, diretta evoluzione del mitra MP18 della prima guerra mondiale e della SIG M1920.

L'arma venne adottata dagli eserciti di diversi paesi in tutto il mondo e rimase in produzione dal 1928 al 1940, venendo sostituito dai meno costosi MP-38 e MP-40, mentre fu la base progettuale (mescolata a componenti di MP-40) per produrre nel 1941 la Schmeisser MP 41 utilizzata dalle SS e dalle forze rumene.

Storia Durante la prima guerra mondiale la Germania (assieme all'Italia con il suo MAB-18) era stata tra i pionieri dell'utilizzo delle pistole mitragliatrici, con l'ideazione e la produzione dell'ottimo, per l'epoca, MP18 che aveva dimostrato una grande efficacia nelle mani delle Stosstruppen durante le ultime battaglie della guerra, ma era entrato in produzione troppo tardi e soprattutto a costi troppo elevati, per cambiare effettivamente il destino delle vicende belliche sul campo di battaglia. Tuttavia l'efficacia di tale arma convinse i vincitori del conflitto a introdurre una clausola nel Trattato di Versailles che vietasse alla Germania di produrre pistole mitragliatrici con le quali armare il proprio esercito.

Ciò tuttavia non fermò gli ingegneri tedeschi dallo studiare e migliorare ulteriormente i progetti, ricorrendo a degli espedienti per continuare la produzione dell'arma: nel 1920 Bergmann, che era stato l'ideatore assieme a Schmeisser dell'MP18, cedette i brevetti del suo mitra alla svizzera SIG che riprese la produzione dell'MP18 praticamente senza grosse modifiche, a parte l'adozione di un caricatore dritto e la modifica della tacca di mira. L'arma venne prodotta in diversi calibri (7,63x25 mm Mauser, 7,65x21 Parabellum) e fu adottata dalla Finlandia, Giappone e alcuni reparti cinesi.

Dalla metà degli anni '20 Hugo Schmeisser decise di rimettere mano al progetto della sua arma e, dopo alcuni anni di studio, nel 1928 si ebbe la definitiva presentazione dell'arma con diversi miglioramenti che ne migliorarono l'efficienza e la sicurezza: Tuttavia, a causa delle clausole del Trattato di Versailles, la produzione del nuovo mitra non poteva avvenire in Germania dunque, come era stato per l'MP-18, questa avvenne in uno stato estero, precisamente in Belgio negli stabilimenti di Pieper della Haenel.

Con il cambiamento del clima politico e la denuncia del Trattato di Versailles nel 1935 da parte del nuovo Cancelliere Adolf Hitler, la C.G. Haenel di Suhl riprese la produzione interna, fornendo l’arma alle forze di polizia e di sicurezza del Reich.

Tecnica La pistola mitragliatrice MP28 è un mitra basato sul meccanismo a massa battente che derivava sia internamente che esternamente dall'MP-18. Le principali modifiche riguardavano l'aggiunta di un selettore di fuoco a bottone posizionato sopra il grilletto, cosa che permetteva di passare dal tiro semiautomatico a quello totalmente automatico. Un'altra modifica apportata fu la sostituzione della molla di recupero più robusta e con un passo diverso, con in contemporanea la sostituzione dell'asta di guida con una più spessa e l'aggiunta di un sistema di percussione migliorato e un sistema di sicura rafforzato.

Queste modifiche vennero adottate per risolvere i problemi dell'MP-18 che, per quanto una buona arma, aveva una molla di recupero e l'asta di guida troppo leggere, cose che con un fuoco continuato tendevano a deformarsi causando degli inceppamenti e possibili rotture.

Fu cambiato inoltre il caricatore: infatti il caricatore a tamburo "lumaca" TM-08 della Luger venne sostituito con un caricatore a scatola di tipo Schmeisser da 32 colpi, più efficiente e meno ingombrante.

Queste modifiche andarono a rendere l'arma più affidabile, rendendola meno soggetta ad inceppamenti e più sicura da utilizzare. Inoltre abbassando leggermente il rateo di fuoco resero il rinculo inferiore e dunque l'arma divenne più controllabile, a vantaggio della precisione.

L'arma venne camerata per utilizzare il 9x19 Parabellum, tuttavia ne vennero sviluppate versioni, sia per il mercato civile che per l'esportazione, camerate nei calibri 7,63x25 mm Mauser (principalmente per il mercato asiatico, come la Cina) che per il .38 ACP/.380 AUTO, anche se queste ultime versioni furono prodotte in serie limitata e destinate principalmente al mercato civile e alla Spagna.

Utilizzatori

Germania — impiegato in numerosissime unità di polizia, negli apparati di sicurezza (Sicherheitspolizei/SD) e in reparti co-optati quali alcune unità della Waffen-SS e reparti costieri della Kriegsmarine; in servizio in varie forme tra gli anni venti e la Seconda guerra mondiale. Portogallo — produzione/assemblaggio su licenza presso Pieper e adozione in alcune versioni (talvolta indicate come modelli Mi/34 o varianti locali). Cina — copie e produzioni locali ispirate al progetto Bergmann/SIG che rimasero in servizio in vari arsenali cinesi tra le decadi 1920–1940. Spagna — esemplari esportati e utilizzo da forze e milizie durante gli anni ’30 (esportazioni/forniture all’epoca della guerra civile e del riarmo). Giappone e Etiopia — segnalati come paesi che ricevettero esemplari o copie del progetto MP 28 (forniture limitate o copie su base commerciale). Cile: ricevette partite di MP 28 per la polizia e i Carabineros, probabilmente tramite canali commerciali tedeschi negli anni ’30. Brasile: utilizzò alcuni esemplari per la polizia militare e per la guardia portuale; armi simili furono viste anche durante la rivolta costituzionalista del 1932. Uruguay e Argentina: piccole quantità furono acquistate da corpi di polizia e unità di frontiera; l’arma fu apprezzata per la semplicità meccanica e il costo inferiore rispetto ai mitra Thompson americani. El Salvador: segnalazioni di impiego da parte della Guardia Nacional e della polizia negli anni ’40, probabilmente provenienti da lotti di esportazione portoghesi o spagnoli.

Note

Altri progetti

Categoria:Pistole mitragliatrici