La val Tidone è una valle dell'Appennino ligure, formata dal torrente Tidone, posta tra le province di Pavia e Piacenza.
Geografia fisica La valle è formata dal torrente Tidone, che nasce dalle pendici del monte Penice a circa , nei pressi della località Casa Matti di Romagnese, e termina tra le località di Grintorto di Agazzano e Fabbiano di Borgonovo Val Tidone, dove il torrente inizia a scorrere nella pianura Padana..; confina a oriente con la val Luretta, la val Tidoncello, la val Chiarone e la val Trebbia, a occidente con la val Bardonezza, la val Versa, la valle Scuropasso, la val Coppa e la val Staffora.
Valichi È messa in comunicazione con la val Coppa tramite il passo del Carmine, con la val Trebbia tramite il colle della Crocetta e con la val Tidoncello tramite il passo Ca' del Diavolo..
Monti
Il monte più alto della val Tidone è il monte Penice (), dalle cui pendici nasce il torrente Tidone, la cui vetta, si trova tra la val Trebbia e la val Staffora. Sullo spartiacque con la val Trebbia si trovano il monte Castello (), la Pietra Corva (), il monte Pan Perduto (), il Groppo () e il monte Pradegna ().
Sullo spartiacque con la val Tidoncello si trovano il monte Lazzarello () e il Pian del Poggio (). Nella zona del torrente Chiarone si trovano il monte Aldone (), il monte Bono () e il monte Ciarello (). Tra la val Tidone e la val Staffora si trovano il monte Alpe (), il Poggio di Alpe (), il monte Zuccarello (), il monte Calenzone () e il monte l'Olmo ().
Idrografia
Il corso d'acqua principale della valle è il torrente Tidone, lungo e con un bacino idrografico di circa .
I principali affluenti del Tidone sono:
Torrenti in sinistra idrografica:Morcione: nasce tra il monte Calenzone e la Costa d'Alpe e sfocia nel Tidone a Le Moline, a valle di Zavattarello.Rio Molato: Nasce nei pressi di Pometo e sfocia nel Tidone nei pressi della diga del Molato, che prende il nome dal corso d'acqua.Gualdora: Nasce poco distante da Tassara. e sfocia nel Tidone nei pressi di Trevozzo, entrambe frazioni di Alta Val Tidone..
Torrenti in destra idrografica:Tidoncello: nasce sulla Croce delle Mogliazze, sull'estremità sudorientale del bacino del Tidone, nel comune di Alta Val Tidone e sfocia nel Tidone a valle di Nibbiano.Chiarone: nasce presso Marzonago, scorre incuneato tra il Tidoncello e il Luretta e sfocia nel Tidone nei pressi di Pianello Val Tidone.Luretta: affluente principale del Tidone, forma l'omonima valle e sfocia nel Tidone in pianura, nei pressi di Agazzino, non lontano dalla foce del Tidone nel Po.
Laghi
Nella medio-alta valle, tra i comuni di Alta Val Tidone e Zavattarello, il Tidone forma il lago di Trebecco, che prende il nome dall'omonima frazione del comune di Alta Val Tidone, che era in origine comune autonomo. Il lago è stato originato dalla costruzione, ai fini irrigui e di idroelettrici, della diga del Molato, avvenuta tra il 1921 e il 1928 su progetto dell'ingegner Augusto Ballerio e inaugurata in quello stesso anno alla presenza dell'allora capo del governo Benito Mussolini.
La diga, costruita in calcestruzzo armato è alta e lunga considerando il solo fronte e considerando alcune strutture adiacenti. Il lago, che aveva una capacità originaria di 12,5 milioni di metri cubi, poi ridottasi a 10,5 a causa del progressivo interramento, è lungo e raggiunge una larghezza massima di .
Parchi La val Tidone è interessata dalla presenza di alcune zone naturalistiche: Parco del castello Dal Verme: parco di interesse comunale esteso per intorno al castello Dal Verme di Zavattarello, situato su un rilievo collinare tra il corso del Tidone e quello dei suoi affluenti Morcione e Calghera. Il parco include una serie di territori collinari, in parte coperti da boschi e in parte dedicati all'agricoltura. Giardino botanico alpino di Pietra Corva: situato a sulle pendici della Pietra Corva, tra i territori comunali di Romagnese e Alta Val Tidone, venne fondato nel 1967 dal veterinario e naturalista Antonio Ridella con l'obiettivo di conservare la presenza di piante caratteristiche delle alte quote provenienti da varie parti del mondo, tra le quali la rara Meleagride. A partire dal 2004 il giardino è sede del centro studi dell'Appennino settentrionale. Giardino botanico Caplez, giradino botanico situato a circa , nel comune di Alta Val Tidone, che si estende per e ospita al suo interno circa varietà botaniche di diversa provenienza. Parco del Castello di Verde, area formata da un bosco di su un rilievo tra la val Tidone e la val di Nizza, dominata dai resti del castello medievale ospita il Giardino delle farfalle, progettato e gestito con la collaborazione del dipartimento di Ecologia dell’Università di Pavia, al cui interno sono presenti diverse specie rare di lepidotteri.
Storia La vallata fu abitata fin dalla Preistoria: lungo la valle del torrente Chiarone sono stati ritrovati resti di insediamenti databili tra il V e il III millennio a.C.. Altri ritrovamenti, avvenuti tra la zona della Rocca d'Olgisio e la piana di San Martino sono invece databili alle età del bronzo e del ferro.
In epoca romana la zona fu densamente abitata, resti di abitati romani sono stati trovati nei pressi del cimitero di Pianello, nei pressi di Trevozzo e Nibbiano (chiamato dai romani Curte Neblani), e nella zona della foce del rio Cavaglione nel Tidone, non lontano da Caminata. In età tardo-antica e alto medievale si svilupparono insediamenti, tra i quali quello della piana di San Martino, situato nel comune di Pianello Val Tidone e diventato sede di campagne di scavi archeologici tra la fine del XX secolo e l'inizio del XXI secolo.
Nei secoli immediatamente precedenti e successivi all'anno Mille vennero costruiti in tutta la valle diversi castelli, tra i quali quello di Nibbiano, quello di Pianello e quello di Zavattarello: questi castelli furono, nei secolo successivi coinvolti nelle aspre lotte tra guelfi e ghibellini. Intorno alla metà del XII secolo, la valle vide il passaggio di Federico Barbarossa che distrusse i castelli di Pianello e Corano.
Nella seconda metà del trecento, dopo essere passata sotto il dominio visconteo, l'alta valle fu assegnata alla famiglia Dal Verme, che già possedeva i centri di Bobbio e Voghera, rimanendo, comunque sempre assoggettata al ducato di Milano. Nel 1449 il duca di Milano Francesco Sforza creò, nella bassa valle, il feudo della contea di Borgonovo, che comprendeva in val Tidone territori di Borgonovo e Agazzano, nonché i territori di Piozzano e Ziano, ricadenti solo in parte nella vallata, e che fu assegnata nel 1451 a Sforza Secondo Sforza.
Negli anni successivi la parte medio-bassa della valle venne via via annessa al ducato di Parma e Piacenza che estese il suo dominio su Pianello nel 1646 e sulla contea di Borgonovo nel 1679. Con il trattato di Aquisgrana, firmato nel 1748, la valle fu divisa politicamente tra il ducato di Parma e Piacenza, che controllava la bassa e media valle fino a Nibbiano e e lo stato sabaudo, che controllava l'alta valle da Caminata, nonché Bobbio; la dogana tra i due stati venne posta tra Nibbiano e Caminata.
La valle tornò ad appartenere alla stessa entità statale nel 1860, con l'annessione dei territori del ducato di Parma e Piacenza al regno di Sardegna, risultando divisa tra le province di Pavia e Piacenza. Nel 1923, nell'ambito della soppressione del circondario di Bobbio, i comuni di Caminata, Ruino, Romagnese, Trebecco e Zavattarello vennero scorporati dalla provincia di Pavia e assegnati alla provincia di Piacenza unendo tutta la vallata all'interno della provincia piacentina. Questa divisione comportò numerose proteste degli abitanti dei centri dell'alta valle, desiderosi di rimanere in provincia di Pavia. Le proteste culminarono nella marcia su Bobbio e nell'indizione di alcuni referendum che, tenutisi il 27 febbraio 1925 videro la vittoria della fazione che chiedeva il ritorno in provincia di Pavia. Nel 1926 in parziale accoglimento dei risultati dei referendum i comuni di Romagnese, Ruino e Zavattarello vennero annessi alla provincia di Pavia, mentre i comuni di Trebecco e Caminata rimasero parte della provincia di Piacenza e nel 1928 vennero privati della loro autonomia, venendo aggregati al comune di Nibbiano. Il comune di Caminata venne, poi, ricostituito nel 1950.
Tra il 2018 e il 2019 vennero costituiti due nuovi comuni nella vallata: Alta Val Tidone, nato dalla fusione di Caminata, Nibbiano e Pecorara e Colli Verdi, nato dalla fusione di Canevino, Ruino e Valverde.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture civili Rocca Municipale di Pianello Situata nel centro del paese di Pianello, è adibita a sede degli uffici comunali. Venne eretta nel XIV secolo dai Dal Verme come "palazzo di città" sui resti di una precedente fortificazione risalente al X secolo distrutta dall'imperatore Federico Barbarossa nel 1164. Annessa alla Rocca Municipale è la sede del museo Archeologico della Val Tidone, fondato dell'Associazione Pandora in collaborazione con la soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna e l'amministrazione comunale, che raccoglie reperti archeologici provenienti dalla val Tidone e val Luretta, dall'età neolitica al medioevo.
Architetture militari Castello di Castelnovo Costruito nel XIV secolo poco distante dalle rovine di un preesistente castello citato per la prima volta poco dopo l'anno mille, presenta una pianta trapezoidale con torri poste su tre dei quattro angoli della struttura e accesso tramite ponte levatoio sormontato da un'ulteriore torre. Il castello è circondato da un parco con piante secolari accessibile tramite un viale alberato risalente all'Ottocento e inaugurato alla presenza di Maria Luigia d'Austria.
Castello di Corano Costruito in epoca ignota, venne distrutto nel XII secolo dalle truppe del Barbarossa e, ancora, nel 1241 da re Enzio. Ricostruito, venne occupato dalle truppe pontificie nel 1372 per, poi, venire rapidamente riconquistato dai Visconti. Nel 1417 venne incendiato dal conte di Carmagnola durante un'azione contro la famiglia Arcelli. L'edificio è costituito da un fabbricato monoblocco con struttura a forma di trapezio a cui è addossata, sul lato minore, una torre, che riporta le tracce di uno scomparso ponte levatoio e che, probabilmente, è di costruzione precedente rispetto al resto dell'edificio. Castello di Nibbiano Documentato per la prima volta in un atto risalente al 1029, fece parte sino al XIV secolo dei beni del monastero di San Colombano di Bobbio, poi, nel 1335 entrò a far parte dei possedimenti dei marchesi Malvicini Fontana. Nel 1765 divenne proprietà degli Azara. Durante il XIX secolo subì la trasformazione a palazzo residenziale; in seguito a questi importanti rimaneggiamenti l'unica parte superstite dell'edificio medievale è la torre. Castello di Romagnese Eretto ad opera della famiglia Dal Verme tra il XIV e il XV secolo, sulle rovine di una preesistente casa-torre risalente all'epoca del dominio dei monaci dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, presentava originariamente una struttura a U, della quale sopravvive una sola ala, che presenta una forma trapezoidale. Oltre a questa struttura del complesso originale è rimasta anche una torre, caratterizzata dalla merlatura guelfa. Il castello ospita gli uffici del comune di Romagnese e il locale museo civico di arte contadina.