Biografia I primi anni Mario Cavallé nasce nel 1895 a Milano da Francesco Cavallé (1866-1940) e Leonilde Tagliacarne (1875-1965). Nel 1912, a causa della precaria situazione economica della famiglia, a 17 anni decide di tentare la fortuna a Francoforte sul Meno, accettando un'offerta di lavoro da parte di Carlo Strauss, industriale tedesco amico di famiglia e titolare di una ditta di esportazioni. Lì Cavallé si occupa della gamma di colorazioni delle materie prime e frequenta un istituto tecnico industriale e lezioni serali di stenografia tedesca. Destinato inizialmente ad una fabbrica di Berlino, nel 1914 viene fatto rientrare dal principale in Italia, a Sesto San Giovanni, per iniziare nuove lavorazioni con modelli disegnati da lui stesso.

La Prima guerra mondiale Nonostante l'intenzione di iniziare gli studi universitari, nel gennaio del 1915 viene chiamato alle armi con un anno di anticipo, come tutta la classe del 1895, a causa dello scoppio della Prima guerra mondiale. A Verona, nel 1916, si diploma in Ragioneria all'istituto tecnico locale. In novembre è destinato ad una batteria in prima linea . Impegnato nella realizzazione di gallerie di ricovero scavate nella roccia, di notte studia per il diploma di fisica matematica, che otterrà in ottobre all'istituto tecnico di Udine.

Il 15 giugno 1918, al comando provvisorio di una batteria di artiglieria sul Col Moschin (Massiccio del Grappa), durante un'offensiva nemica non rispetta l'ordine di far saltare i pezzi, ma risponde al fuoco, coprendo l'offensiva degli arditi. Per questa azione viene insignito della Medaglia di bronzo al valor militare sul campo. Due giorni dopo, il 4 novembre, giorno della fine della guerra, viene chiamato al Comando di Armata a Innsbruck, per la conoscenza della lingua tedesca, con l'incarico di addetto stampa. Durante il periodo di occupazione italiana a Innsbruck viene promosso primo capitano.

Periodo formativo (1919-1922)

Alla fine del 1919, si iscrive alla Scuola di Applicazione per Ingegneri dell'Istituto Tecnico Superiore, poi Regia Scuola di Ingegneria del Politecnico di Milano. Come studente universitario viene autorizzato a rientrare a Milano.

Si iscrive anche alla Scuola Superiore di Architettura, quando la legge prevede due anni di distanza tra il conseguimento di lauree diverse. Frequenta gli stessi esami con professori diversi, sperando che il nome in entrambe le facoltà non venga scoperto. Solo Piero Portaluppi, assistente del preside Gaetano Moretti, è al corrente della doppia iscrizione. Per mantenersi dà lezioni private e si dedica allo studio di brevetti, passione che seguirà negli anni della professione, con soluzioni che vende alle ditte, poi applicate anche alle sale da spettacolo.

Nel 1922 chiede di seguire le lezioni dello scultore Adolfo Wildt alla Scuola del Marmo, accademia serale gratuita aperta nei locali del Circolo d'Arte e Alta Cultura di Milano, in via Amadei, poi accolta l'anno seguente nell'Accademia di Brera; frequenta la scuola per due anni, insieme a Fausto Melotti e Lucio Fontana.

Nel dicembre 1922 si laurea in ingegneria civile e chiede il riconoscimento del quarto corso della Scuola di Architettura, avendo frequentato le lezioni come uditore. La Commissione di Laurea gli consente in deroga di discutere la laurea in architettura nel novembre 1923. Il professore Arturo Danusso lo chiama come assistente incaricato in scienza delle costruzioni, incarico portato avanti fino al 1928.

La professione

Nel 1923 apre un primo studio a Milano, affittando un vecchio magazzino in via Cassolo. Il 18 maggio 1928 si iscrive all'Ordine degli Ingegneri di Milano e rimarrà iscritto fino al 13 settembre 1966. Dal 1926 lo studio è al livello seminterrato della nuova casa d'abitazione privata in via Vittadini, chiamata "La Villa del Sogno" e disegnata fin nei dettagli decorativi. Tra il 1925 e il 1927 progetta e realizza ville private, case d'abitazione, laboratori artigianali nelle zone di espansione di Milano. Nel 1926, insieme a Carlo Enrico Rava, vince il terzo premio al Concorso Nazionale per le Terme del Littorio a Roma, organizzato dalla Rivista Illustrata del Popolo d'Italia. Il 17 settembre 1927 sposa Livia Tessa, cugina del poeta dialettale milanese Delio Tessa.

All'atto della sua costituzione, nel 1932, aderisce al Gruppo Urbanistico Lombardo del Sindacato Provinciale Fascista Ingegneri di Milano. Nello stesso anno vince il primo premio al II concorso nazionale Falk per costruzioni a struttura d'acciaio, insieme agli architetti Mazzoleni, Minoletti e Cingria, con un progetto di edificio commerciale in struttura metallica. In contatto con gli architetti razionalisti, nel 1936 cura la verifica strutturale della fontana di Cesare Cattaneo e Mario Radice alla VI Triennale di Milano, poi rimontata negli anni Sessanta in piazza Camerlata a Como.

Dal 1932 al 1964 realizza alcune architetture per sé e per committenti privati a Magreglio, sul colle del Ghisallo, e ricostruisce la Casa Comunale, disegnandone il gonfalone, su incarico dell'amico sindaco Attilio Prevost.

Le sale teatrali e cinematografiche A partire dal 1927, con il Cinema Monza a Milano, Mario Cavallé inizia la sua esperienza nella realizzazione strutturale, acustica e architettonica di sale cinematografiche, specializzazione che si intensificherà nel dopoguerra a causa dei bombardamenti, del boom della settima arte, e dei successivi adeguamenti alle norme di sicurezza delle sale. Da solo o in collaborazione svilupperà decine di progetti in Italia e all'estero, come in Francia, dove progetta alcune sale per la storica casa cinematografica Pathé. In particolare, si specializza nell'inserimento di nuove sale in edifici residenziali esistenti e abitati, definiti "interventi chirurgici in costruzioni abitate".

A Milano le realizzazioni più importanti sono il Gran Cinema Teatro Impero (1929, con Carlo Gorgoni e Alessandro Rimini), l'Astra (1941, con Alessandro Rimini), l'Ambrosiano (1943), l'Istria (1946), Manzoni (1950, con Alziro Bergonzo), Metropol e Arcobaleno (1954, con Luigi Fratino), Puccini (1955).

Nel 1947 cura con Vittoriano Viganò la ristrutturazione del Teatro Dal Verme.

Durante la progettazione del Cinema Centrale, poi Astra, la Metro-Goldwyn-Mayer gli offre un viaggio a New York sul piroscafo Rex e un periodo di parecchie settimane di studio, durante il quale visita più di venti sale cinematografiche appena terminate o in costruzione, a Broadway come in periferia, accompagnato dai tecnici che hanno partecipato allo sviluppo dei progetti.

Sperimentazioni strutturali

Nell'immediato dopoguerra, nell'ambito della ricostruzione, brevetta e realizza una serie di case emisferiche in struttura reticolare armata di cemento al Villaggio dei Giornalisti e al Villaggio Rosa di Novate Milanese.

Sempre a Milano, effettua i calcoli statici per il progetto della Torre della Permanente di via Turati (1949-53) per i progettisti Achille Castiglioni, Pier Giacomo Castiglioni e Luigi Fratino; lavora poi anche all'edificazione dello stabilimento Rizzoli di via Civitavecchia (1954).

L'insegnamento

La carriera di docente universitario al Politecnico di Milano dura quarantadue anni, dal 1923 al 1965. Inizia come Assistente straordinario di Arturo Danusso dal 1923 al 1928 nel corso di Meccanica applicata alle costruzioni. Nel 1933 ottiene l'incarico di insegnamento di Tecnica delle Costruzioni alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, anche se non ha ancora la libera docenza, che conseguirà a Roma nel 1935 in Tecnica dell'Architettura. La libera docenza verrà poi confermata nel 1940.

Al Politecnico di Milano, presso la Facoltà di Ingegneria è professore incaricato del corso di perfezionamento in Costruzioni in cemento armato di costruzioni civili e industriali (dal 1935 al 1952) e di Tecnica esecutiva delle costruzioni (dal 1952 al 1954); presso la Facoltà di Architettura è professore incaricato di Tecnica delle costruzioni II (dal 1933 al 1938) e di Tecnologia dei materiali e tecnica delle costruzioni (dal 1938 al 1965).

È collocato a riposo per raggiunti limiti di età il 1 novembre 1965.

Una documentazione dei suoi lavori professionali è nelle numerose pubblicazioni autoprodotte e curate personalmente che descrivono ogni 3-4 anni le nuove realizzazioni con dettagli su aspetti strutturali e impiantistici e foto di cantiere. Tra queste sono anche studi di calcolo strutturale applicati alla fisiologia medica, interesse coltivato già dai primi anni di studio, come Il Pantheon. Studi sul problema statico della copertura (1934), La statica del sistema tibio-femorale (1934), Studi sulla stabilità della volta cranica (1937). All'attività professionale di ingegnere e architetto Mario Cavallé ha sempre affiancato la passione per la scultura, la pittura e l'incisione, esponendo in diverse mostre.

Nel 1972 Vincenzo Colonnello editore pubblica l'autobiografia, scritta all'età di quasi ottant'anni e intitolata Una vita, che racconta i primi anni di studio e di guerra e l'inizio della carriera.

Mario Cavallé muore a 86 anni nel 1982 nella sua casa di via Vittadini a Milano, dove è sepolto al Cimitero Monumentale.

Progetti principali I lavori documentati nell'Archivio privato di Mario Cavallé (AMC Milano) curato da Luigi Spinelli (Politecnico di Milano) sono circa duecento. Di questi, 86 cinema, 64 edifici d'abitazione, 16 tra edifici e spazi pubblici, 10 fabbricati industriali, 18 progetti strutturali e infrastrutturali, 2 quartieri urbani, 6 edifici sacri o funerari.

Tra i lavori principali:

Cinema teatro Caffè Trianon Giardino, Milano, 1925 Padiglione della Russia alla Fiera Campionaria di Milano, 1925 Casa e studio Cavallé "La Villa del Sogno", Milano, 1925-33 Gran Cinema teatro Impero, Milano, 1927-29 Palazzo Savoia, Milano, 1928 Albergo Luxor e cinema teatro Puccini, Milano, 1929-32; 1955 Cappella Malandra, poi Chiesa di S. Maria di Tutti i Santi, Bettola di Rosate, 1930-33 Progetto per grandi magazzini di vendita, vincitore al II° concorso nazionale Falk per costruzioni a struttura d'acciaio, 1931-33 Cinema teatro Roma, poi Rouge et Noire, Milano, 1934 Oratorio della Parrocchia di S. Maria del Caravaggio, Milano, 1935 Struttura della Villa Pozzani, Osservatorio Catina, Bonassola, 1935-36 Cinema teatro Nuovo Commenda, Milano, 1935-36 Primo e secondo Cinema teatro Ducale, Milano, 1935-38; 1942-47 Villa Cavallé, Magreglio, 1936-38 Primo e secondo Cinema teatro Orfeo, Milano, 1936-38; 1944-49 Cinema Centrale, poi Astra, ed edificio per uffici, Milano, 1936-41; 1956 Cinema Universale con struttura autarchica, poi Europa, Milano, 1939-40 Villa Perelli, poi Arfelli Baracchini, Residence Touring, Milano Marittima, 1940-41, 1942 Cinema teatro Dal Verme, Milano, 1946-47 Dodici case emisferiche e due case a fungo al Villaggio dei Giornalisti, Milano, 1946-50 Cinema e teatro Manzoni, Milano, progetto strutturale e distributivo, 1946-50 Cinema Adria, Brescia, 1946-51 Villa emisferica girevole in acciaio, Magreglio, 1947; 1959-64 Supercinema Cristallo, Sassuolo, 1948-52 Cinema Astor, Milano, 1948-55 Strutture del Palazzo della Permanente, Milano, 1949-53 Cinema Lux, Parma, 1949-54 Cinema apribile Giardino, poi Capitol, Rho, 1950-52 Cinema teatro Nuovo e edificio residenziale, Lecco, 1952-58 Tele-cinema Pathé Saint-Marcel, Parigi, 1954-55 Strutture dello stabilimento Rizzoli, Milano, 1957-60 Cinema Zunni Amusement Center, Tripoli, 1968-74

Pubblicazioni principali Mario Cavallé, Otto anni di lavoro (1925-1933), volume primo, edizione fuori commercio, La Grafica Artistica, Milano 1934 Mario Cavallé, Il Pantheon. Studî sul problema statico della copertura, La Grafica Artistica, Milano 1934 Mario Cavallé, La statica del sistema tibio-femorale. Indagine critica sulle tensioni indotte nella posizione eretta comoda, La Grafica Artistica, Milano settembre 1934 Mario Cavallé, Il Cinema Teatro Roma in Milano, Tipolito Sacchi, Milano, ottobre 1934