Lo Sposalizio mistico di santa Caterina è un dipinto a olio su tela (88 x 70 cm) di Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, databile al 1620 circa e conservato presso la Gemäldegalerie (Berlino) di Berlino. Storia Il dipinto è menzionato da Carlo Cesare Malvasia nella biografia di Guercino, sotto l’anno 1620, come «una Madonna e S. Caterina al Cavaliere Piombino di Cento». L’arciprete Girolamo Baruffaldi lo ricorda come «lo sposalizio di s. Caterina martire per il cav. Piombini» e ne conferma la datazione al 1620.
Il quadro fu successivamente acquistato dal cardinale Niccolò Albergati Ludovisi, arcivescovo di Bologna dal 1645 al 1651, che lo ottenne dalla famiglia Piombino di Cento per offrirlo in dono a papa Innocenzo X, Giovanni Battista Pamphilj. Quest’ultimo giudicò inopportuna la nudità del Bambino Gesù e incaricò Pietro da Cortona di ricoprirla con un drappo dipinto, intervento che l’artista eseguì con riluttanza, come attesta una lettera di scuse indirizzata a Guercino. Non si conoscono le circostanze in cui il dipinto uscì dalle collezioni pontificie né le sue successive vicende fino al luglio 1778, quando Richard Joseph Sullivan in una lettera lo menziona nella raccolta Methuen di Corsham Court, nel Wiltshire. È molto probabile che l’acquisto sia stato effettuato da Paul Methuen, noto collezionista inglese, poiché il mediatore Yates, di cui egli si avvaleva abitualmente per l’acquisto di opere d’arte, risulta coinvolto nella transazione.
Per alcuni anni non si hanno notizie dell’opera; intorno al 1838 entrò nella collezione di Henry Gilbert di Devizes, ma dopo il 1846 se ne persero nuovamente le tracce.
Ricomparve sul mercato nel 1958, quando Sir Denis Mahon la acquistò e fece rimuovere il ridipinto senza danno per la tela. Nel 1971 l’opera fu pubblicata tra le nuove acquisizioni della Gemäldegalerie di Berlino-Dahlem. Descrizione e stile Il dipinto raffigura la Madonna col Bambino e santa Caterina d’Alessandria nel momento del suo matrimonio mistico. La Vergine, vista a mezza figura, sorregge il Bambino Gesù nudo in piedi sulle ginocchia e gli fa compiere il gesto di infilare l’anello al dito di santa Caterina. La giovane martire è rappresentata di profilo, inginocchiata, con il capo leggermente sollevato verso Gesù e le mani protese a ricevere l’anello. Le tre figure occupano quasi interamente lo spazio della tela, raccolte entro una stretta cornice luminosa che esalta la morbidezza dei volti e il chiaroscuro dei panneggi. Il manto azzurro e il velo bianco della Vergine contrastano con la veste dorata e il mantello foderato di pelliccia di santa Caterina, cui allude la ruota, appena accennata in basso. L’intimità del gruppo è sottolineata dal fondo scuro e dal tono domestico della scena, dominata da una luce calda che scivola sulle carnagioni e sui tessuti.
Denis Mahon ha rilevato in questo dipinto una tendenza del Guercino, tipica di questi anni, verso una maggiore complessità compositiva, ottenuta mediante la compressione delle figure entro lo spazio del riquadro e la disposizione diagonale dei corpi, che rompe la staticità del formato rettangolare della tela. Il confronto con il disegno preparatorio conservato all’Ashmolean Museum di Oxford (The Virgin and Child with Saint Catherine, inv. WA1846.146) pubblicato da Massimo Pulini, consente di seguire da vicino le decisioni dell’artista: rispetto all’idea più semplice del foglio, dove le tre figure appaiono distinte e regolari nello spazio, nella versione su tela Guercino abbassa la santa, solleva il Bambino Gesù e ne accentua il movimento; elimina il drappo lungo il margine destro e getta in ombra il profilo di santa Caterina, ottenendo un insieme più compatto e dinamico. La scena, pur attraversata da una sottile costruzione formale, mantiene l’immediatezza affettiva che caratterizza la pittura giovanile del maestro, fondata sulla tenerezza dei gesti e su una luce calda e vibrante che modella dolcemente volti e panneggi.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Dipinti del Guercino Guercino Categoria:Dipinti nella Gemäldegalerie di Berlino