Il termine irritabilità (dal latino irritabilis), oppure eccitabilità, denota, in biologia, la capacità di un organismo vivente di rispondere agli stimoli esterni. Fu coniato da Francis Glisson (1597–1677) e ulteriormente definito da Albrecht von Haller (1708–1777), assumendo particolare rilevanza nella storia della medicina.

Storia del concetto Glisson definì l'irritabilità come un'eccitabilità naturale delle fibre muscolari, diversa da una reazione puramente meccanica, di tipo elastico. Si deve invece a Lorenzo Bellini (1643–1703) l'introduzione del concetto di stimolo (1683).

Nel 1752 Haller riprese la terminologia di Glisson, rinvenendo nell'irritabilità una caratteristica vitale degli organismi. Lo stesso Glisson, del resto, l'aveva integrata in una concezione fisiologica della vita, e può essere quindi considerata un precursore della «teoria dell'irritabilità».

Accanto a quest'ultima, Haller introdusse anche il concetto di sensibilità, pervenendo sperimentalmente alla scoperta che l'irritabilità è una proprietà specifica dei muscoli, mentre la sensibilità lo è del sistema nervoso.

Egli distingueva in tal modo tra la capacità del muscolo di rispondere agli stimoli o di accorciarsi, dalla sensibilità intesa invece come fenomeno di sensazione e conduzione dei nervi.

Secondo questa teoria, irritabilità e sensibilità sono dunque fenomeni «innati» degli esseri viventi (vires insitae, o innatae), essendo aspetti peculiari che differenziano i componenti organici dalla materia inanimata. Dagli insegnamenti di Glisson, Haller, e altri come Stahl, si affermò l'epoca del vitalismo, basata sul principio dinamico della «forza vitale», che durò all'incirca dal 1750 alla metà del secolo successivo.

Principali esponenti di questo indirizzo medico-filosofico saranno tra gli altri William Cullen, John Brown, Giovanni Rasori, nel contesto della medicina romantica.

A Johannes Peter Müller si deve in particolare la legge delle reazioni specifiche, secondo cui i diversi organi reagiscono ognuno in accordo con la loro peculiare natura, indipendentemente dalla tipologia dello stimolo da cui vengono attivati, sicché ad esempio l'organo della vista produrrà sensazioni luminose, l'udito quelle sonore, ecc. Ai fratelli Eduard ed Ernst Heinrich Weber viene invece attribuita la scoperta degli stimoli inibitori.

Particolare importanza assunse inoltre lo studio degli stimoli elettrici nell'ambito del galvanismo, per le ricadute che ebbe sulla nascita e lo sviluppo dell'elettrofisiologia.

Rudolf Virchow ampliò infine il significato del termine non solo alla normale reazione fisiologica agli stimoli, ma anche ai fenomeni morfologici dello sviluppo, a quelli psicologici, oltre che alle risposte patologiche, ritenute anomale o eccessive, agli stimoli dolorosi. Simili reazioni eccessive dovute a particolari condizioni come lo stress attengono al significato psicologico di irritabilità.

Note

Voci correlate Galvanismo Irritabilità (psicologia) Vitalismo

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