Attivo nell’ambito della ricerca contemporanea, noto per le sue opere basate sul concetto di piegatura; ha inoltre operato come scenografo e costumista per il teatro e la televisione, collaborando con la Rai.

Biografia Berlingeri si avvicinò alla pittura fin da giovanissimo, formandosi nello studio del professor De Leo, già docente all'Accademia di Liegi. Negli anni Sessanta si trasferì in Piemonte, dove si dedicò alla decorazione di chiese, approfondendo la conoscenza dei materiali e delle tecniche pittoriche tradizionali.

Durante gli anni Settanta visse tra la Calabria, sua terra d'origine, e Roma, dove lavorò come scenografo e costumista per il teatro e la televisione, collaborando con registi come Enrico Vincenti e Roberto Guicciardini. Parallelamente ricoprì il ruolo di responsabile del settore arte dei centri culturali CIF della Calabria, promuovendo attività di diffusione artistica e culturale. In questo periodo sviluppò una ricerca pittorica sperimentale, basata sull'uso di materiali non convenzionali – calce, cartastraccia, cemento – e sull'intervento di elementi naturali come pioggia, vento e fuoco.

Nel 1986 fu invitato a partecipare all'XI Quadriennale di Roma, nella sezione Ricognizione Sud – una possibile campionatura. Tre anni dopo, nel 1989, presentò la mostra personale Nero, bianco, rosso, blu alla Galleria d'Arte Moderna di Paternò, in cui introdusse dittici e trittici. Nel 1990, al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, espose la serie Opere recenti, dove comparvero per la prima volta i dipinti piegati che diverranno il nucleo centrale della sua ricerca.

Negli anni Novanta Berlingeri consolidò la propria presenza nel panorama artistico italiano, esponendo più volte alla Fondazione Mudima di Milano e prendendo parte a rassegne collettive dedicate alla pittura contemporanea. Nel 2003 l'editore Skira pubblicò una monografia a lui dedicata, curata da Tommaso Trini con contributi critici di Filiberto Menna e un'intervista con Arturo Schwarz.

Nel 2005 il Castello Aragonese di Reggio Calabria e il Complesso monumentale di San Giovanni di Catanzaro ospitarono la grande antologica Materia 1975–2005, curata da Philippe Daverio e Doris von Drathen, accompagnata da un catalogo Skira.

Negli anni successivi espose in numerosi contesti internazionali: nel 2006 presentò il ciclo Corpi al MUDIMAdrie di Anversa, mentre nel 2007 le sue opere furono protagoniste di una mostra itinerante in Brasile, con tappe al Museu de Arte Contemporânea de Goiânia, al Museu de Arte Moderna da Bahia e al Museu de Arte Moderna de Rio de Janeiro.

Nel 2008 prese parte alla 11th International Cairo Biennale, e l'anno seguente alla rassegna Italian Shape nel distretto 798 Art Zone di Pechino.

Nel decennio successivo Berlingeri ha continuato a esporre in Italia e all'estero. Nel 2012 ha presentato Ghiacci ed ombre, curata da Marco Meneguzzo, presso la Fondazione Rocco Guglielmo e la Casa della Memoria Mimmo Rotella di Catanzaro, e Andar per stelle, curata da Luca Beatrice, al Centro culturale Altinate/San Gaetano di Padova.

Tra il 2013 e il 2015 ha partecipato a diverse collettive, tra cui Artisti nello spazio da Lucio Fontana ad oggi (Catanzaro) e Rigorismo all'Istituto Italiano di Cultura di New York.

Nel 2014 realizzò la mostra Compenetrazione, in dialogo con maestri del Seicento, alla Galleria nazionale di Cosenza, e nel 2017 inaugurò la personale Galleria Italia presso il Consolato d'Italia a Miami.

Nel 2018 prese parte alla rassegna Contributi al Novecento alla Fondazione Stelline di Milano, mentre nel 2019 il MARCA – Museo delle Arti di Catanzaro gli dedicò la retrospettiva Forme nel tempo, a cura di Maurizio Vanni.

Nel 2022 espose al Palazzo della Cultura di Reggio Calabria la mostra Visibile e invisibile, curata da Domenico Piraina e Cesare Biasini Selvaggi, con catalogo edito da Silvana Editoriale.

Scenografia e costumi Parallelamente alla ricerca pittorica, Cesare Berlingeri svolse un'intensa attività di scenografo e costumista per il teatro e la televisione, soprattutto negli anni Settanta e Ottanta, collaborando con registi come E. Vincenti e R. Guicciardini.

Per la televisione curò scenografie e costumi in diverse produzioni della RAI, tra cui Faust da Christopher Marlowe (1977), per la regia di L. Castellani, e Il tamburo del lupo (1981), per la regia di T. Nieddu.

Nel 1981 realizzò le scene per La lunga notte di Medea, interpretata da Piera Degli Esposti e diretta da Werner Schroeter.

Stile e tematiche L'opera di Cesare Berlingeri si articola attorno al concetto di piegatura, intesa come gesto fisico e mentale che unisce pittura, scultura e memoria del tempo.

Secondo Tommaso Trini, la piegatura rappresenta una metafora del tempo pittorico, in cui il gesto racchiude e preserva l'esperienza del dipingere come atto mentale e corporeo. Per Philippe Daverio, la ricerca dell'artista si radica nella materia come forma di pensiero, espressione di una cultura mediterranea che riconosce nella sostanza fisica un principio spirituale e poetico.

Doris von Drathen ha interpretato la piegatura come un gesto di sospensione, in cui il quadro, ripiegato su sé stesso, diventa spazio di interiorità e di memoria collettiva. Anche Alan Jones ha sottolineato l'aspetto arcaico e rituale del lavoro di Berlingeri, definendolo un ritorno allo shock dell'eterno, in opposizione alla logica del nuovo dell'arte contemporanea.

Marco Meneguzzo ha evidenziato il legame tra la piegatura e la figura umana, interpretando la tela come pelle e corpo, e riconoscendo nell'opera un processo di riconoscimento dell'umano in ogni forma visibile.

Nel complesso, la poetica di Berlingeri si colloca tra astrazione e corporeità, tra gesto e pensiero: la tela piegata, come ha osservato Maurizio Vanni, diviene traccia di una materia silenziosa, luogo in cui il colore conserva la memoria del fare e del vedere.

Opere in collezioni pubbliche Rilievo bianco (1978), MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli. Piegare il giallo n.1 / Piegare il nero n.2 / Piegare il blu n.3 (1994), MA*GA – Museo Arte Gallarate. Museo d'Arte delle Generazioni Italiane del '900 di Pieve di Cento Piegare le stelle (2014), Luciano Benetton Collection – Imago Mundi. Poche stelle (2009), Galleria Nazionale di Cosenza. Giallo di cadmio piegato (2019), Collezione Farnesina – MAECI.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

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