La GalleriaÈ il nome che si legge all'ingresso di Via Giuseppe Mazzini, già Casa Fadini, quindi Poiiteama Cremonesi, è un edificio di Crema.

Storia Sorgeva qui in antico una casa Fadini almeno dal 1646.; la famiglia era certamente residente in loco nel 1685 (Estimo) e nel 1742 (Annotazioni di Padre Zucchi)..

A metà Ottocento vi dimorava Gerolamo Fadini il quale, con istanza del 1862, otteneva di modificare il piano terra demolendo il portalino d’ingresso e ricavandovi due botteghe..

Il "secondo" Politeama Cremonesi Nei primi anni sessanta fu acquisito dalla famiglia Cremonesi e dopo i necessari lavori venne aperta una sala cinematografica che Giuseppe Cremonesi inaugurò il 29 dicembre 1966..

Questa sala sostituiva il precedente Politeama Cremonesi aperto nel 1908 da Angelo Cremonesi (il padre di Giuseppe) pochi metri più a monte risalendo verso Piazza Duomo, in stile liberty e con una capacità di 388 spettatori.; fu chiuso nel 1964 e venduto alla Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde che lo rase al suolo per erigere un nuovo edificio..

Il nuovo Politeama Cremonesi fu allestito su progetto di Angelo Napo Arrigoni ed era composto da una platea e una galleria per una capacità complessiva di 518 posti. L'atrio, con soffitto a cassettoni, conservava un antico camino.

La sala venne utilizzata anche per rappresentazioni teatrali e comizi: sono documentate esibizioni di Lucio Dalla, Franco Battiato e il complesso pop dei Pooh; nel 1971 Dario Fo vi rappresentò il Mistero buffo..

Il cinematografo venne chiuso nel mese di marzo 1983 perché non rispondeva più alle nuove normative di sicurezza. Mentre nel 1988 la stampa si domandava se il cinema potesse essere adeguato e riaperto, alcuni anni dopo il complesso fu trasformato in una galleria commerciale.

Personalità legate al palazzo Gerolamo Fadini: nobile e ingegnere, fu redattore de L'Amico del Popolo. assieme a Francesco Sforza Benvenuti e e Matteo Benvenuti., testata di proprietà di Silvestro Stramezzi. e antagonista de L'Eco del Popolo sostenuto dal conte Martini.

In qualità di assessore fu tra i firmatari dell'indirizzo della Municipalità di Crema al re Vittorio Emanuele II di Savoia, presentato il 13 giugno 1859.; il monarca lo nominò podestà, incarico che ricoprì, tuttavia, solo per poche settimane tra i mesi di luglio e di agosto 1859..

Caratteristiche Il piano terra dello stabile presenta tre grandi aperture arcuate inframezzate da colonne con capitello di ordine ionico, quella centrale funge da ingresso alla galleria, quelle laterali sono vetrine di esercizi commerciali.

Un disegno a penna risalente al 1862, rinvenuto e pubblicato da Mario Perolini, mostra la facciata prima degli interventi voluti da Gerolamo Fadini: al piano terra erano presenti cinque finestre con semplici cornici – in linea con quelle superiori – mentre all'estremità destra vi si apriva il portoncino circondato da una fascia a bugnato.

È sostanzialmente rimasto invariato il primo piano con cinque finestre incorniciate, le cui fasce laterali si abbassano fino al marcapiano disegnando sotto delle figure rettangolari. La sesta apertura è la porta-finestra che si affaccia sul balcone provvisto di ringhiera in ferro battuto. Il terrazzino è differente rispetto al disegno ottocentesco: attualmente si allunga fin sotto la seconda finestra da destra mentre in antico era solo poco più largo della sua porta-finestra. Tutte le aperture hanno dei piccoli timpani circolari.

Il sottogronda è caratterizzato da una serie di dentelli.

Note

Bibliografia

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