Condottiero arabo tra i più in vista dell'epoca, godeva di rapporti privilegiati con grandi sovrani come al-Malik al-Kamil e Federico II di Svevia. Fu uno dei capi militari musulmani durante la settima crociata, trovando la morte nella battaglia di Mansura.

Biografia Fahr al-Din nacque in Siria attorno al 1184 in una famiglia di mistici sufi di lontane ascendenze persiane. Il padre, Sadr al-Din, era un funzionario dell'amministrazione degli Ayyubidi ed era ritenuto tra i mistici siriani più importanti, e per questo la famiglia assunse il titolo di Shaykh al-Shuyuk (in lingua araba sceicco degli sceicchi).

Grazie alla fama e all'influenza del padre, Fahr al-Din entrò alla corte dei sultani ayyubidi, entrando in stretta confidenza con il sovrano d'Egitto al-Malik al-Kamil, che gli affidò importanti missioni diplomatiche, prima verso il califfo al-Mustansir, e infine verso l'imperatore Federico II di Svevia, che negli anni 1220 si stava mostrando sempre più interessato ad intraprendere una nuova crociata. Il rapporto tra Federico e Fahr al-Din fu particolarmente stretto, e fu con ogni probabilità uno dei fattori che portò alla buona riuscita della pace di Giaffa del 1229, storico accorto tra cristiani e musulmani che permise una risoluzione pacifica della crociata guidata dallo Svevo. Fahr al-Din e Federico rimasero per lungo tempo in contatto, pare legati da sincera amicizia, e il cronista crociato Jean de Joinville riporta che l'imperatore avrebbe armato cavaliere l'abile diplomatico arabo, permettendogli l'uso nelle sue insegne dell'aquila imperiale.

Rimase funzionario di al-Kamil fino alla sua morte nel 1238. Allora si trovava a Damasco, e si affrettò a rientrare in Egitto per assumere il controllo della politica locale, ma fu invece imprigionato dal nuovo sultano al-'Adil II, non intenzionato a seguire la politica paterna di conciliazione coi cristiani. Fu liberato nel 1240 dal nuovo sultano al-Salih Ayyub, che anzi gli accordò la sua piena fiducia e lo nominò comandante dell'esercito egiziano. Fu quindi lui a rispondere all'invasione cristiana dell'Egitto durante la settima crociata guidata da re Luigi IX di Francia a partire dal 1249. Fahr al-Din si trovò allora in una situazione particolarmente critica: in contemporanea all'invasione cristiana, il sultano morì e la vedova Shajar al-Durr gli concesse la reggenza dell'Egitto in nome del nuovo sultano minorenne al-Muazzam Turanshah.

Il suo incarico tuttavia fu di breve durata. All'inizio del 1250 l'emiro Baybars difese la città di Mansura contro l'attacco mosso da Luigi IX, e Fahr al-Din accorse presto in soccorso della città assediata. Nella conseguente battaglia di Mansura il reggente d'Egitto trovò la morte nel corso dei furiosi combattimenti, che comunque si risolsero in una disfatta cristiana e nel fallimento finale della crociata, con la cattura dello stesso Luigi IX e di buona parte dei comandanti cristiani. Nella fattispecie, Fahr al-Din rimase ucciso nelle fasi iniziali della battaglia, quando i crociati mossero un attacco a sorpresa contro il suo accampamento, uccidendolo e ottenendo un successo solo momentaneo.

Note

Voci correlate Pace di Giaffa

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