Il Teatro Francesco Paolo Tosti è il teatro comunale della città di Ortona (CH), in Abruzzo, situato in posizione panoramica sulla Passeggiata Orientale e sul mare Adriatico.

Storia Origini e costruzione L’idea di costruire un nuovo teatro a Ortona risale al 1910, quando si avvertì l’esigenza di dotare la città di uno spazio moderno dedicato allo spettacolo e alla cultura. In quell’anno venne pubblicato un numero unico del giornale intitolato Il Teatro Francesco Paolo Tosti, che descriveva la struttura come «una necessità della vita civile» e come un «ornamento» per una città in crescita.

A quel tempo, l’unico spazio teatrale presente si trovava nei locali dell’ex seminario nel quartiere Terravecchia, dove debuttò anche il compositore Francesco Paolo Tosti, originario di Ortona.

Nei primi anni ’20 un gruppo di cittadini costituì una società anonima con l’obiettivo di realizzare il teatro. Dopo vari dibattiti sulla collocazione, l’area prescelta fu quella adiacente al giardino pubblico, tra largo Ripetta e via Garibaldi, su un terreno appartenuto alla chiesa di Santa Caterina.

Il 21 ottobre 1922 il Consiglio Comunale concesse il terreno alla Società anonima cooperativa “Francesco Paolo Tosti”, ma la mancanza di risorse ne impedì l’immediata costruzione. Il progetto fu poi affidato all’ingegnere Tommaso Pincione, al quale, nel gennaio 1929, il Comune assegnò gratuitamente l’area a condizione che l’intera opera fosse a sue spese.

Pincione, ufficiale della Regia Marina e ingegnere con esperienze in vari Paesi esteri, tra cui Cina, Belgio e Giappone, si impegnò personalmente nella realizzazione dell’opera. I lavori iniziarono il 6 aprile 1929 e si conclusero in meno di un anno.

Il teatro fu inaugurato il 26 febbraio 1930 con il nome di Teatro Vittoria, in omaggio alla moglie del costruttore. Alla cerimonia presero parte numerose autorità civili e politiche. Il giorno successivo si aprì la stagione lirica con il Rigoletto di Giuseppe Verdi.

Restauro e intitolazione Per circa cinquant'anni la struttura a funzionato regolarmente, per poi venir chiuso per circa vent'anni. Dopo una serie di passaggi di proprietà, solo nel 1998 è divenuto patrimonio del Comune grazie ad un finanziamento della Regione Abruzzo per l'acquisto e la ristrutturazione del teatro. Nel gennaio 2006 l'edificio è tornato al suo antico splendore.

Nel 2008 il Consiglio Comunale deliberò di intitolare ufficialmente il teatro al compositore ortonese Francesco Paolo Tosti (1846‑1916), cambiandone il nome da “Teatro Vittoria”. Dal 2018 la direzione è stata affidata alla Compagnia dell'Alba.

Architettura L’edificio si distingue per le sue linee monumentali e l’imponente facciata, realizzata secondo i canoni dell’architettura neoclassica. Al centro della costruzione spicca una struttura caratterizzata da due ordini sovrapposti di colonne accoppiate, separate da una balconata con balaustra. L’ingresso principale, maestoso e scenografico, presenta tre ampie aperture, ciascuna incorniciata da colonne in marmo levigato di Carrara.

Dal punto di vista stilistico, l’ordine inferiore richiama l’ordine toscano, sobrio e solido, mentre le colonne superiori adottano il più ricco e decorato stile corinzio composito. L’intera facciata mostra una raffinata armonia tra pieni e vuoti, valorizzata da una grande attenzione al dettaglio, visibile sia negli infissi che nelle ampie vetrate. Queste ultime, realizzate a fuoco con motivi allegorici, conferiscono alla facciata un notevole slancio verticale e creano due suggestive zone di luce e colore.

Ai lati del corpo centrale si sviluppano due ali simmetriche, ciascuna dotata di una terrazza con balaustra identica a quella del nucleo centrale. Questi corpi laterali riprendono lo stesso linguaggio architettonico e decorativo del corpo principale, contribuendo all’unità stilistica dell’intera costruzione.

Sulla sommità dell’edificio, al centro del coronamento, è collocata una statua in bronzo raffigurante Apollo con la cetra, simbolo delle arti. Ai suoi lati, tra le decorazioni dell’attico, si trovano le tradizionali maschere teatrali della tragedia e della commedia. Completano l’apparato decorativo due grandi aquile in bronzo poste sopra i timpani laterali, ai piedi di altrettanti portabandiera. Elementi in bronzo si ritrovano anche nei candelabri artistici distribuiti lungo le balaustre del loggiato e delle terrazze laterali.

Fin dalla sua inaugurazione, l’edificio è stato riconosciuto come un simbolo cittadino e un importante punto di riferimento culturale, come testimoniato dalle fonti storiche dell’epoca.

Dal punto di vista funzionale, la struttura si articola in tre sezioni principali:

il corpo centrale, che ospita la sala per il pubblico e gli spazi di disimpegno; le due ali laterali, destinate a biglietterie, uffici e caffetteria; l’area scenica, comprensiva del palco, dei camerini e delle zone tecniche per le attrezzature.

Funzione e utilizzo Il teatro ospita stagioni di prosa, concerti, spettacolo per ragazzi e rassegne regionali e nazionali, a cura della locale Compagnia dell'Alba.

Note

Altri progetti

Categoria:Architetture di Ortona Ortona