Biografia Di opinioni politiche socialiste, all’avvento del fascismo cercò di emigrare negli Stati Uniti (dove vivevano già tre fratelli) ma gli venne negato il visto d’ingresso .

Ritornato in patria, e stabilitosi a Sulmona come odontotecnico, durante il regime fascista mantenne un aperto atteggiamento di dissenso che gli valse frequenti aggressioni., diffideQuestura dell'Aquila, Gabinetto Tutela Ordine Pubblico, cat. A4, b1 fasc. 41 (1° gen. 1943)., arresti cautelativiAtto notorio a firma di Carlo Autiero, William Di Carlo, Claudio Di Girolamo, Sulmona, Municipio, 9 nov. 1981. e una proposta di internamento per disfattismo nel dicembre del ’42Questura dell'Aquila, fasc. cit. (16 dic. 1942). Si veda anche la dichiarazione del Commissario P.S. Ambrogio Gallo (29 agosto 1944): “Il Sig. Scocco Mario è stato sempre uno dei più accaniti, dei più infrenabili e dei più irriducibili antifascisti”; in: U.S. National Archives (Washington), Records of the ASC (Allied Screening Commission), R.G. 331, Claim Folder 3361 (Scocco Mario)..

A seguito dell’occupazione tedesca di Sulmona, avvenuta a partire dal 13 settembre del ’43, costituì con alcune decine di componenti la banda “Scocco”Per il cui comando gli venne in seguito riconosciuto il grado di capitano e il ruolo di vicecommissario di guerra (); scheda individuale nell'Archivio del Fondo Ricompart , allora meglio conosciuta come “organizzazione Scocco”; ., sezione cittadina della banda partigiana “Conca di Sulmona” la quale, pur compiendo inizialmente azioni armate - come l'assalto ai depositi di armi e munizioni, alcuni sabotaggi, la liberazione di prigionieri e civili rastrellati - si distinse in seguito nell'attività di resistenza cd. "umanitaria”: tramite una fitta rete di attivisti e fiancheggiatori locali - tra i quali spiccavano Roberto Cicerone e Vincenzo Pistilli. - l’organizzazione da lui guidataSul ruolo: U.S. National Archives (Washington), Allied Screening Commission (A.S.C.), R.G. 331, claim folder 3361 (Aventino Contucci, 31.8.1944; William Di Carlo, 3.9.1944; Claudio Di Girolamo, s.d. (1944); Comm. P.S. Ambrogio Gallo, 29.8.1944; Vincenzo Pansa, 3.9.1944; Maggiore S.S. Selby, A.S.C., 5.7.1945: "Scocco Mario was the leading helper of escapers in the Sulmona area, and a statement by one of the British officers he assisted is attached. The facts have also been substantiated from other sources"). The National Archives (United Kingdom), WO 208/3344 (C. H. Boucher, 26.11.1943); WO 208/5458/149 (H.G. de Burgh, 4.1.1946). ; ; (lo nomina erroneamente "Socco" ma nelle fonti richiamate il cognome è corretto); ; ; ; forniva rifugio, soccorso, vestiario, documenti falsi e denaro ai soldati inglesi e del Commonwealth, americani e francesi, fuggiti dal vicino campo di prigionia “78” di Fonte d’Amore, li aiutava ad oltrepassare la linea Gustav e a raggiungere il comando alleato a Casoli (in provincia di Chieti) presso il quale lo Scocco godeva di grande stima come partigiano e leader antifascista"Il Sig. Scocco era uno dei principali esponenti al servizio degli Alleati in Sulmona" (dichiarazione in data 1º set. 1944 di Mario Di Cesare, agente dell'American Force in servizio presso il Comando Alleato); in: ASC, R.G. 331, Claim Folder 3361, cit. tanto da essere in seguito proposto dalla Commissione Alleata di Verifica (Allied Screening Commission) per il conferimento della medaglia di Membro dell'Ordine dell’Impero Britannico (MBE)Awards (Nominal Roll), in: Allied Screening Commission, ASC(I)/AW/3/7; The National Archives (United Kingdom), WO/208/5458/149: "Signor Mario Scocco started to help Allied escaped Prisoners of War immediately after the Italian Armistice and worked tirelessly, and with a complete disregard for personal danger, until he was arrested in May 1944. As the head of an escape organisation in the Sulmona area, he arranged shelter, food and clothing for hundreds of escapers passing through the district. He organised guides for their attempts to reach Allied lines, provided clothes, money and false documents and did everything in his power to help the men to regain their freedom (...) Signor Scocco has shown, at all times, outstanding courage, resolution and fortitude; he has rendered loyal and distinguished service to the Allied Cause" (H. G. de Burgh: "Recommended by Allied Screening Commission (Italy) for Award of M.B.E. (Civil)", 4 Jan. 1946).; fu proprio facendo i nomi di Mario Scocco e Roberto Cicerone che il futuro Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi riuscì, durante l’attraversamento della linea Gustav, a superare la diffidenza delle truppe alleate a causa di alcuni timbri tedeschi presenti sul suo passaporto; . A Sulmona, Ciampi e il filosofo della Normale Guido Calogero (confinato a Scanno) erano in stretto contatto con gli antifascisti locali dai quali ricevevano informazioni sulla situazione sulmonese e sull'organizzazione delle traversate"Io ho conosciuto Calogero sotto l'arco di Porta S. Antonio, a Sulmona. C'era anche Mario Scocco e lo accompagnammo in casa di Angiolina Cipriani" (testimonianza di Carlo Autiero); in: ..

Nel resoconto della fuga (Escape Report) datato 26 novembre 1943 del generale Boucher, ex comandante della ventesima brigata indiana, detenuto a Sulmona insieme a vari altri generali tra cui il generale di divisione Klopper, (sconfitto e catturato da Rommel a Tobruk) e ai generali Vallentin, Williams ed Anderson - che di lì a poco furono aiutati ad attraversare le linee. - si legge di Scocco: “Il principale antifascista del posto, un uomo di prim’ordine (che) all’indomani dell’armistizio ha organizzato la fuga di un numero veramente considerevole di prigionieri inglesi, ed ha aiutato i prigionieri in ogni modo possibile” "The main Anti-Fascist leader there. He is a first-class man, he organised the escape of a very considerable number of British P/Ws following the Armistice, and has helped P/Ws in every possible way”; in: Account of Escape of IA 778 Brig. Boucher, C.H., D.S.O., Indian Army, The National Archives (United Kingdom), WO (War Office), 208/3343; ..

A qualche settimana dalla liberazione di Sulmona, avvenuta attorno al 13 di giugno del '44, il locale Comitato di liberazione nazionale dichiara: “Promotore e capo di una perfetta organizzazione patriottica, si deve allo Scocco se centinaia e centinaia di prigionieri anglo-americani fuggiaschi dal campo di concentramento di Sulmona e provenienti da tutte le parti d’Italia furono forniti di viveri, abiti civili, di ogni possibile conforto e persino, molti di essi, di carte d’identità false. Allo stesso Scocco … si deve il grande merito di aver salvato … centinaia di prigionieri condotti alle linee alleate per mezzo di provette guide della Maiella"Comitato patriottico locale per la liberazione nazionale, dichiarazione a firma del Tenente Claudio Di Girolamo, s.d. [ma estate del '44]; in: ASC, R.G. 331, Claim Folder 3361, cit..

Tra i principali collaboratori di Mario Scocco figuravano i già nominati Roberto Cicerone (detto “Pazzone”) e Vincenzo Pistilli, l’amico Carlo Autiero, Paolo Balassone, William Di Carlo, Carmine Tirimacco e alcune esperte guide di montagna (Domenico Silvestri, Alberto Pietrorazio, Gino Ranalli, Amedeo Liberatore, Mario Pelino Grande) che per decine di volte fecero da guida ai gruppi di rifugiati lungo i sentieri che attraverso il Guado di Coccia conducono da Campo di Giove a Casoli, dove risiedeva il Comando Alleato.

Una delle azioni più eclatanti dell’organizzazione fu la pianificazione e il compimento di un piano di fuga di nove ufficiali britannici, ricoverati presso l’ospedale civile di Sulmona (allora nel complesso monumentale dell'Annunziata), destinati come prigionieri di guerra ad essere internati più a nord , che nel mese di novembre vennero fatti fuggire, nascosti in varie abitazioni e successivamente aiutati ad oltrepassare il fronte di guerraI particolari in: Account of Escape of Brig. Boucher, cit.,; ; ; ; ; .. Il successo dell'operazione accrebbe la rabbiosa sorveglianza del Comando tedesco"Il comandante tedesco, in preda all'agitazione, esplodeva di rabbia alla notizia di questo stratagemma italiano e dava ordini per una immediata perlustrazione di tutta la città, casa per casa. Ma, rendendosi conto che sarebbe stato impossibile scoprire i fuggiaschi di notte, in qualche parte di quella intricata città, decise per il momento di non fare niente. Sulmona lo aveva sfidato. Scocco, i suoi complici e i moltissimi fuggitivi avrebbero fatto bene a guardarsi le spalle. Da quella notte sarebbero stati gli obiettivi" ()..

Sempre in quelle settimane d’autunno del ’43, grazie alla coraggiosa Iride Imperoli e poi al carabiniere Dino Satriano, che fungevano da staffette e accompagnatori di copertura, una seconda “via di fuga” verso Roma venne aperta tramite il collegamento stabilito con la Rome Organization, l'organizzazione vaticana guidata da Mons. O’FlahertyLe cui vicende sono narrate nell'opera di , pubblicata nel '67, dalla quale nell'83 venne tratto il film Scarlatto e nero di Jerry London con Gregory Peck (nel ruolo di Mons. O'Flaherty) e Christopher Plummer (nel ruolo di Herbert Kappler). e dal maggiore Sam Derry i cui principali collaboratori John Furman e William Simpson conoscevano bene Scocco e gli altri principali esponenti della rete di assistenza sulmonese, essendo stati da loro aiutati a fuggire dalla città qualche settimana prima. Nei loro ricordi compaiono spesso i nomi dei compagni di fuga a Roma: Joseph Pollak (un ebreo cecoslovacco scappato da Praga nel '39 e catturato in Grecia con le truppe del Genio militare palestinese aggregate alle forze inglesi), Dennis Rendell (del secondo reggimento paracadutisti inglese) , Gilbert Smith (uno dei nove fuggiti dall'ospedale), Albert L. Duquate (detto "Duke", capitano dell'aviazione statunitense e speaker radiofonico della C.B.S.), "Pat" Wilson (anch'egli aviatore, prima della guerra direttore musicale della Walt Disney), Henri Payonne (ufficiale gollista di France Libre, insegnante in Nuova Caledonia) e altri.

Dedicandogli parecchie pagine delle sue memorie, John Furman definisce Scocco “il più combattivo di tutta la cittadinanza... era un uomo affabile ed energico sulla quarantina... veniva ben di rado a mani vuote. Le sue visite mi facevano un gran piacere, perché era dotato di una mente molto acuta e animato da una dedizione alla nostra causa tanto aperta ed entusiastica che, dopo una conversazione con lui, mi sentivo meglio”..

William Simpson, divenuto in seguito uno dei responsabili della Commissione Alleata di Verifica (Allied Screening Commission), incaricata nell’immediato dopoguerra dal generale Alexander di esaminare le posizioni di più di 90 mila coadiuvanti (helpers) in tutta Italia ; ., lo descrive così: “Assai favorevolmente noto a questa Commissione per la preziosa assistenza da lui fatta a molte centinaia di ex prigionieri alleati, che erano evasi ed avevano cercato rifugio nel Distretto di Sulmona, durante l’occupazione nazi-fascista (…) Egli si espose a gravi rischi ma sembrava che il pericolo a cui andava incontro non facesse che accrescere il suo entusiasmo (…) Malgrado le condizioni estremamente difficili in cui il Sig. Scocco si è trovato al suo ritorno a Sulmona, egli ha rifiutato qualsiasi compenso in denaro offerto da questa Commissione ed ha insistito nell’affermare che il suo unico desiderio è quello di tornare a casa e riprendere dal nulla il suo lavoro professionale”ASC, R.G. 331, Claim Folder 3361, cit..