Due angeli col sudario entro finta architettura (citato anche come Angeli con la Sindone entro finta architettura) è un affresco trasportato su tela (390×257 cm) di Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, databile al 1612-1613 e conservato nella chiesa di Santa Maria Addolorata dei Servi a Cento.
Storia L’affresco è menzionato da Gaetano Atti, il quale ricorda che nel 1613, quando la chiesa non era ancora «recata a perfezione», fu devastata da un grave incendio.. L'episodio può dunque essere assunto come termine ante quem per la realizzazione dell'opera.. L'affresco non è citato dal Malvasia, ma è invece ricordato da Righetti Dondini. e da Baruffaldi..
L'opera è stata successivamente staccata, trasportata su tela e restaurata in occasione della mostra allestita per il terzo centenario della morte dell'artista.. Il restauro si rese necessario non solo per rimuovere alcune ridipinture, ma soprattutto per i gravi danni causati dall'umidità. Prima della rimozione, la parte inferiore era coperta da una tela seicentesca di autore ignoto, raffigurante un Cristo porta-croce, mentre la sommità e i lati della finta architettura risultavano occultati dalla volta di una cappella, forse ricostruita in seguito all'incendio del 1613. Gli stemmi dipinti sull'ancona appartengono alle famiglie centesi Accarisi e Ferrari-Pannini.
Descrizione e stile Una data di esecuzione così precoce (1612-1613) «giustifica l'acerbo impaccio che si nota nella grazia manieristica dei due angeli». Dal punto di vista stilistico, le figure degli angeli, benché la pennellata del Guercino sia abbastanza sciolta, dimostrano comunque un'interpretazione piuttosto esitante e provinciale dei modi di Ludovico Carracci.. A Cento era infatti presente la tela Madonna col Bambino tra i santi Giuseppe, Francesco ed i committenti, nota anche come Carraccina (soprannome derivato dall'espressione dialettale «cara zinna»), considerata una tappa importante nella formazione figurativa del pittore. Guercino si formò inizialmente con Giovanni Battista Cremonini,. ma sviluppò poi in larga misura un percorso autonomo, studiando le opere che poté vedere dapprima a Bologna e successivamente a Ferrara e Venezia.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Categoria:Dipinti del Guercino