Biografia
Le notizie su Acceptus sono molto frammentarie. Il suo nome è riportato nell'iscrizione sopra citata, incisa sulla facciata dell'ambone marmoreo della Basilica di San Sabino a Canosa di Puglia; un'altra epigrafe, rinvenuta in un frammento lapideo nel Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, recita invece [Sc]ulptor et Acceptus vulgo/An(o) D(omi)ni mil(e)s(imo) quadragesimo I Indic(ti)o Villi ("Acceptus, scultore di questi luoghi", oppure "[nome proprio] scultore, per il volgo Accetto/nell'anno del Signore 1040, prima indizione"). Il frammento è riferibile a un ambone del tutto simile a quello di Canosa e ad altri rinvenibili nel GarganoWackernagel M., La bottega dell'"Archidiaconus Acceptus", scultore pugliese dell'XI secolo. A partire da questi dati, si è ipotizzato che Acceptus fosse arcidiacono presso il santuario di san Michele; la datatio lascia supporre che Acceptus fosse attivo già nel 1041. Il suo nome, forse un soprannome, è probabilmente mutuato dalla toponomastica della Capitanata: ancora oggi esiste una contrada di San Nicandro Garganico denominata Coppa dell'Accetto.
Si ipotizza che Acceptus abbia lavorato anche nella fabbrica della Cattedrale di San Sabino di Bari, dove rimangono frammenti marmorei a lui attribuiti. Il suo linguaggio figurativo caratterizzò l'intero periodo del romanico pugliese, in special modo nel campo scultoreo; la sua influenza è ben percepibile anche nella Puglia centrosettentrionale dei decenni successivi: motivi e stilemi a lui riconducibili permangono per tutta l'epoca gotica e addirittura fino alle soglie dell'età Federiciana e angioina.
Stile Lo stile di Acceptus riprende elementi dell'arte orientale (principalmente quella bizantina) e di quella longobarda: dalla prima eredita i soggetti fantastici (telamoni grotteschi, grifoni, sfingi) e i motivi zoomorfi e fitomorfi; dalla seconda, la tendenza alla stilizzazione e alla geometrizzazione esasperata. Acceptus offre un'equilibrata sintesi di questi linguaggi, aggiungendovi anche una spiccata espressività e un certo naturalismo nel modellare elementi quali barbe e chiome nelle figure antropomorfe, e piumaggio e pelliccia in quelle zoomorfe.
Acceptus introduce nel Meridione il leggio a forma di aquila di retaggio orientale, riscontrabile nell'ambone di Canosa e nel pulpito della Cattedrale di Bari. Un altro stilema da lui introdotto è quello dell'elefante stiloforo/reggimensola, che si ritrova nella cattedra episcopale di Canosa (detta "di Ursone"), la quale tuttavia reca la firma di un tale Romualdus: l'aderenza ai modelli e la coerenza cronologica ha portato a ipotizzare che questo potesse essere il nome proprio di Acceptus, o al più che si tratti di un suo allievo. Lo stesso stilema è riscontrabile nel finestrone absidale della cattedrale di Bari, spesso attribuito alla scuola di Acceptus, se non alla sua stessa mano; tale motivo ebbe un notevole successo negli anni successivi, e fu ripreso non solo nella scultura, ma anche in altre arti figurative (ad esempio nel Mosaico di Otranto)Petrucci A., Nostra civiltà artistica. Invito alla Daunia.
Opere Attribuzione certa Canosa di Puglia, Basilica di San Sabino: ambone Monte Sant'Angelo, Santuario di San Michele Arcangelo: ambone (frammenti)
Attribuzione incerta Manfredonia, Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto: ambone (frammenti) Bari, Cattedrale di San Sabino: pulpito (ricostruito nel XX secolo con frammenti originali) Bari, Cattedrale di San Sabino: finestrone absidale Bari, Pinacoteca metropolitana Corrado Giaquinto: frammenti scultorei (pluteo trapezoidale, capitelli a stampella) Canosa di Puglia, Basilica di San Sabino: Cattedra episcopale "di Ursone" (firmata Romualdus)
Note
Bibliografia Wackernagel M., La bottega dell'"Archidiaconus Acceptus", scultore pugliese dell'XI secolo, in Bollettino d'arte, vol. II (1908) Id., La scultura pugliese verso la metà dell'XI secolo, in Rassegna pugliese, vol XXV (1910) Schulz H., Denkmäler der Kunst des Mittelalters in Unteritalien, vol. I, Dresda 1860 Schettini F., La scultura pugliese dall'XI al XII secolo, Bari 1946 Petrucci A., Nostra civiltà artistica. Invito alla Daunia, Foggia 1957
Voci correlate Scultura romanica Niccolò (scultore)
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