Biografia Esponente del nobile casato di Nocera, Ademario fu uno dei maggiori giureconsulti della famiglia.Presente nei registri del 1290 (A, f. 18 t.) e del 1308-309 (C, f. 74), fu giudice di appello della Gran Corte, notaro favorito del re Carlo d’Angiò, secreto (ministro delle finanze), maestro portolano e procuratore di Principato e Terra beneventana e di Terra di Lavoro. Definito dominus, come riportò altresì lo storico Giovanni Antonio Summonte, vivendo nobilmente con armi, cavalli e dimore in Napoli, con privilegio del 5 luglio 1269, Ademario fu aggregato ai sedili della nobiltà napoletana dal sovrano angioino. Clemenza, figlia di Rodolfo, re di Germania, nel contrarre matrimonio con Carlo Martello, principe di Salerno e vicario, ricevette come dote i proventi della terra di Nocera. Intorno al 1270 ella nominò suo vicario in tale territorio il nobile Ademario de Nuceria, cavaliere e suo fedele servitore.

Nel penultimo giorno di agosto del 1272 Clemenza gli scrisse ordinandogli di corrispondere all’abate e ai religiosi del convento di San Prisco di Nocera, dell’Ordine di San Benedetto e appartenente alla diocesi di Salerno, le decime di tutti i redditi e proventi del feudo di Cancellara, situato nel territorio di Nocera, ai piedi dei monti, nelle località dette “a piè di Lettere” e in Gragnano. Tali decime erano state tradizionalmente percepite in virtù di concessioni fatte da precedenti re cattolici, come le aveva assicurato il nobile Giacomo de Bursone.

Nel 1284 Carlo II inviò Ademario come ambasciatore a Pisa insieme a Jacopo de Campaniola, anch’egli feudatario dell’agro nocerino e antenato della famiglia Pignone; in tale diploma Ademario è indicato con il titolo di giudice. Successivamente fu nominato regio doganiere di Gaeta, secreto, maestro portulano e procuratore nelle province del Principato, della Terra di Lavoro e del Contado di Molise.

Alla morte di Ademario, gli succedette come vicario di Clemenza in Nocera il figlio Roberto. Quando, intorno al 1300, Carlo II assegnò il feudo al figlio Raimondo Berengario, conte di Andria, Roberto continuò a esercitare le medesime funzioni in Nocera e svolse inoltre l’ufficio di giustiziere nelle altre terre di Puglia appartenenti allo stesso principe.

Roberto sposò la nobile Giselda Cicala, appartenente alla famiglia baronale dei Cicala, e fu proprietario di beni feudali in Nola e Nocera. Fu signore di Casalnuovo e Pontenuovo e nei diplomi ufficiali è designato con il titolo di Dominus, allora raro, nonché come cavaliere e familiare reale.

Con un diploma del 18 dicembre 1272, Clemenza, ricordata come “di illustre memoria, figlia del re dei Romani, per grazia di Dio regina d’Ungheria e principessa di Salerno e del Monte Sant’Angelo”, dichiara di aver scelto Ademario confidando nella sua lealtà, prudenza e competenza giuridica, per affidargli l’ufficio di vicario su tutti i proventi e redditi dei beni della terra di Nocera. Tali beni le erano stati generosamente donati e concessi come dote dal principe Carlo, primogenito del re di Gerusalemme e di Sicilia, re d’Ungheria, principe di Salerno e signore del Monte Sant’Angelo, nonché suo carissimo sposo e vicario generale nel Regno di Sicilia, per volontà del padre di lui.

Note

Voci correlate

Di Nocera