Il combattimento di Castagnaro è uno scontro avvenuto il 24 dicembre 1813 nel contesto della guerra della Sesta coalizione. Le forze del generale Deconchy si scontrarono con gli austriaci del generale Starhemberg, bloccando il loro tentativo di avanzata.
Contesto storico
Dopo la disastrosa campagna di Russia, la Grande Armée si trovava in una straordinaria condizione di debolezza e le potenze ostili alla Francia ne approfittarono per colpire Napoleone. Dopo alterni successi da entrambe le parti, l'Austria, su iniziativa di Metternich, intervenne, proponendo un armistizio e offrendosi come mediatrice per un eventuale accordo tra le parti. Napoleone, troppo ambizioso per accettare le proposte austriache, preferì proseguire nella lotta armata. La naturale conseguenza di questa scelta fu l'ingresso in guerra degli asburgici al fianco della coalizione e l'apertura di un nuovo fronte nella penisola italiana.
Antefatti
Avviata la campagna, le forze napoleoniche, affidate al viceré Eugenio di Beauharnais, si misurarono contro l'esercito austriaco, guidato dal generale von Hiller. Dopo una serie di alti e bassi da parte dell'esercito franco-italiano, gli eventi di Lipsia portarono a delle gravi ed inattese conseguenze: la Baviera, precedentemente alleata dei francesi, cambiò fazione, lasciando del tutto scoperta l'estrema sinistra franco-italiana e potenzialmente minacciando le retrovie dell'armata di Eugenio, che sarebbero potute rimanere accerchiate se fossero rimaste in Friuli. Costretto a prendere una decisione drastica, Eugenio decise di abbandonare la regione di confine e rifugiarsi in Veneto, dove sarebbe riuscito a difendere più facilmente il Regno d'Italia. Giunto dietro all'Adige il 6 novembre, fece del fiume la propria linea.. Le forze austriache concentrarono i loro sforzi nella parte bassa del corso dell'Adige: in primis, le fortezze di Legnago e Verona rendevano difficili le operazioni nel medio corso del fiume, dove tra l'altro gli asburgici avevano rimediato una pesante sconfitta; in secondo luogo, un'eventuale riuscita delle operazioni avrebbe portato all'isolamento di Venezia, ancora in possesso dei napoleonici,. ed infine il corpo di Nugent, avventuratosi in una spedizione in Emilia, sarebbe riuscito a ricongiungersi con l'esercito principale, aprendo un secondo fronte alle spalle della linea nemica..
Nel corso dei mesi di novembre e dicembre, Eugenio inviò diversi contingenti ad occuparsi di rafforzare il Polesine, ultimo sottile lembo di terra che separava Nugent dall'esercito principale, delegando in particolare la divisione Marcognet a tale compito. Questi giunsero sul luogo dopo che le forze del generale Marchal avevano occupato Rovigo. e riuscirono a ricacciarle verso Boara Polesine in un primo momento, fallendo però nel dare seguito alla loro vittoria iniziale. Qualche giorno dopo, infatti, le due parti si affrontarono nuovamente e furono gli austriaci di Starhemberg a trovare successo, occupando definitivamente Rovigo e aprendo una linea di comunicazione diretta con Nugent.. Marcognet, non potendo più trattenersi nei pressi della città di Rovigo, si stabilì a Castagnaro, ponendo lì la nuova linea del fronte...
La battaglia Nel Basso Adige, il generale Starhemberg, ancora di stanza a Lendinara, aveva osservato che i francesi stavano ritirando i loro avamposti a Menà, Baruchella e Giacciano, evacuando la zona tra il Po, il Canalbianco e il Tartaro, e ritirandosi da Trecenta verso Mantova. Decise quindi di ostacolare la loro ritirata e di scacciarli da Castagnaro, dove, secondo le sue informazioni, il generale Deconchy aveva lasciato solo una retroguardia stimata in 800 uomini.
La mattina del 24 dicembre, Starhemberg avanzò su Castagnaro con circa , divisi in due colonne. Una doveva sferrare l'attacco principale passando per Baruchella e Menà lungo la riva meridionale dell'Adige, mentre la seconda, proveniente da Badia Polesine attraverso Villabona, avrebbe impegnato frontalmente la posizione per distrarre i difensori. Avvertito dell'avanzata austriaca, Deconchy richiamò gli avamposti e concentrò le proprie forze. Contemporaneamente, appresa la notizia dell'attacco austriaco, il generale Marcognet fece avanzare quattro battaglioni in appoggio, che tuttavia non dovettero entrare in combattimento. Gli austriaci lanciarono ripetuti assalti contro la testa di ponte, rinnovando l'attacco per tre volte, ma furono respinti ogni volta dall'accanita difesa francese. Impossibilitato a espugnare la posizione con i soli cinque battaglioni a disposizione, Starhemberg ordinò infine il ripiegamento sulle proprie posizioni di partenza....
Conseguenze Il combattimento non ebbe grandi conseguenze a livello strategico: Starhemberg, fallito l'attacco, tornò alle posizioni precedenti mentre i francesi, che avevano ritirato parte delle loro forze in posizioni più arretrate e vicine alla fortezza di Mantova, rimasero vigili per prevenire ulteriori attacchi a sorpresa. Eugenio rafforzò la sua ala destra, portando la divisione Marcognet a Castagnaro e la brigata Schmitz verso Roverchiara e Legnago. La linea dell'Adige rimaste sostanzialmente la stessa fino al successivo febbraio, quando i napoleonici si ritirarono sul Mincio.
Note
Bibliografia
Categoria:Guerra nel 1813 Categoria:Battaglie che coinvolgono il Regno d'Italia (1805-1814) Categoria:Battaglie che coinvolgono l'Austria Categoria:Battaglie della Sesta coalizione