Kabul è una miniserie televisiva europea del 2025, ambientata nei giorni della caduta di Kabul (agosto 2021).

Trama Il 15 agosto 2021, mentre Kabul stava cadendo in mano ai talebani, molti afghani cercarono rifugio nell'ambasciata francese e in quella italiana nella Green Zone della città.

Nell'ambasciata francese, Gilles, il capo della sicurezza, sta trattando per convincere i talebani a consentire ai cittadini francesi e agli afghani con passaporto francese di lasciare l'ambasciata in autobus per raggiungere l'aeroporto di Kabul, ancora sotto il controllo statunitense. Tra gli afghani in attesa c'è Zahara Nazany, procuratrice presso il tribunale penale di Kabul, che teme per la sua vita dopo aver riconosciuto davanti all'ambasciata uno dei talebani da lei fatti condannare.

Contemporaneamente, Giovanni, appena nominato console dell'ambasciata italiana, affronta l'esercito statunitense per ottenere il permesso di atterrare all'aereo italiano che stava sorvolando l'aeroporto e di evacuare gli afghani sotto la sua protezione. Sostenuto da Massini, il capo della sicurezza dell'ambasciata italiana, ottiene il permesso, ma non riesce a farli salire tutti a bordo.

Intanto, Vera, del servizio di intelligence tedesco BND, arriva da Colonia per esfiltrare il generale Hassan, che in passato le ha salvato la vita ed è un uomo che ammira e che considera importante per il futuro dell'Afghanistan.

Nel frattempo, Amina, figlia della procuratrice Nazany, assiste all'occupazione da parte dei talebani dell'ospedale di Kabul, dove lavora come medico, e alla costruzione di un muro di mattoni nei corridoi per separare gli uomini dalle donne. Convinta che non ci sia futuro per le donne nell'Emirato islamico dell'Afghanistan, lascia l'ospedale e il fidanzato Ghulam, portando con sé la giovanissima Nooria, sua paziente di cui si prende cura, per raggiungere i genitori all'ambasciata francese.

Sul fronte americano, Martin, un agente della CIA, riesce a salvare Fazal, fratello di Amina, per farlo infiltrare in un gruppo di jihadisti guidato da Ainullah, un pericoloso terrorista.

L'epilogo avviene con l'attentato all'aeroporto di Kabul del 26 agosto e la strage dei civili afghani e dei marines statunitensi. Nella confusione del momento, Amina e Nooria riescono a entrate nell'aeroporto, mentre suo padre Baqir si risveglia in ospedale e decide di tornare a casa sua dove trova il loro gatto ad aspettarlo.

Episodi nº Titolo Prima TV Francia Prima TV Italia 1 1ª puntata 31 marzo 2025 13 settembre 2025 2 2ª puntata 3 3ª puntata 20 settembre 2025 4 4ª puntata 7 aprile 2025 5 5ª puntata 27 settembre 2025 6 6ª puntata

Personaggi e interpreti Afghani Zahara Nazany, interpretata da Darina Al Joundi, doppiata da Antonella Giannini. Procuratrice presso il tribunale di Kabul. Baqir Nazany, interpretato da Vassilis Kukalawi, doppiato da Davide Marzi. Marito di Zahara. Fazal Nazany, interpretato da Shervin Alenabi, doppiato da Gabriele Vender. Figlio di Zahara e Baqir, militare dell'esercito afghano. Amina Nazany, interpretata da Hanna Abdoh, doppiata da Agnese Marteddu. Figlia di Zahara e Baqir, medico dell'ospedale di Kabul. Ghulam, interpretato da Paeman Arianfar, doppiato da Simone D'Andrea. Fidanzato di Amina, medico dell'ospedale di Kabul. Generale Hassan, interpretato da Dimitris Xanthopoulos, doppiato da Enrico Palliini. Generale dell'esercito afghano. Ainullah, interpretato da Walid Shahalami, doppiato da Stefano Brusa. Emiro dell'ISIS. Nooria, interpretata da Sara Teheri, doppiata da Elisa Nobili. Bambina rimasta orfana, curata da Amina. Mohammad, interpretato da Bamshad Abedi-Amin. Comandante talebano. Sakina, interpretata da Behi Djanati Atai. Milad, interpretato da Nikos Zeginoglou. Rafi, interpretato da Ramin Yazdani. Suliman, interpretato da Eraj Kohi.

Occidentali Gilles, interpretato da Jonathan Zaccaï, doppiato da Giorgio Borghetti. Capo della sicurezza dell'ambasciata francese. Benoît, interpretato da Olivier Rabourdin, doppiato da Ambrogio Colombo. Ambasciatore francese. Erwan, interpretato da Thibaut Evrard, doppiato da Raffaele Carpentieri. Agente dei servizi segreti francesi. Giovanni, interpretato da Gianmarco Saurino, doppiato da Emanuele Ruzza. Nuovo console italiano. Francesca, interpretata Valentina Cervi, doppiata da sé stessa. Console italiana. Massini, interpretato da Christos Vasilopoulos, doppiato da Stefano Alessandroni. Capo della sicurezza dell'ambasciata italiana. Martin, interpretato da Eric Dane, doppiato da Francesco Prando. Agente della CIA. Vera, interpretata Jeanne Goursaud, doppiata da Benedetta Degli Innocenti. Agente dei servizi segreti tedeschi. Marcus, interpretato da Argyris Gaganis, doppiato da Stefano Mondini. Agente dei servizi segreti tedeschi. Bastian, interpretato da Leonard Scheicher, doppiato da Stefano Sperduti. Hans, interpretato da Ludwig Blochberger, doppiato da Jesus Emiliano Coltorti. Tobias, interpretato da David Rott. GI Joe, interpretato da Malik Kaddu.

Produzione Genesi e sviluppo La miniserie Kabul, prodotta nell'ambito dell'Alleanza europea, è una coproduzione di Cinétévé, 24 25 Films (Mediawan), France Télévisions, Panache Productions (Belgio), La Compagnie Cinématographique (Belgio), Blonde Audiovisual Productions (Grecia), ZDF (Germania), Cosmote TV (Grecia) e New 8 Partners (Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia), in collaborazione con la Rai, con il supporto del Centre national du cinéma et de l'image animée (CNC), del Tax shelter del governo federale del Belgio e del fondo di investimento vallone Wallimage.

La miniserie è stata ideata e scritta da Olivier Demangel e Thomas Finkielkraut con la collaborazione di Joé Lavy e diretta da Kasia Adamik e Olga Chajdas. La produzione è stata curata da Fabienne Servan Schreiber e Charlotte Ortiz per Cinétévé e Matthias Weber e Thibault Gast per 24 25 Films.

Manuel Alduy, direttore del settore cinema e fiction young adult e internazionale di France Télévisions, ha spiegato: «Quando i produttori Cinétévé e 24 25 Films ci hanno presentato questo progetto, appena due anni fa, abbiamo capito subito di avere a che fare con una serie straordinaria, che si distingueva per il suo rigore artistico e l'impatto del suo soggetto sulla nostra memoria collettiva. Questo è stato anche il rapido ed entusiasta riconoscimento dei nostri partner ZDF e Rai Fiction dell'Alleanza europea. La caduta di Kabul è stata un evento politico importante e una tragedia umana nel corso dell'estate del 2021. Gli autori, Olivier Demangel e Thomas Finkielkraut, sono riusciti a creare, con forza ed emozione, una serie organicamente internazionale. Hanno moltiplicato i punti di vista su quegli ultimi giorni storici della presa di Kabul da parte dei talebani e della sua evacuazione da parte dell'Occidente e degli afghani più in pericolo. Al centro di questa storia c'è una famiglia afghana che seguiamo per tutte le puntate, evidenziando la tragedia della situazione, la lotta che resta da combattere per le donne afghane e i dilemmi diplomatici dell'Occidente».

I produttori hanno spiegato: «Abbiamo immaginato una serie corale e intensamente umana, che segue il destino di personaggi dai percorsi molteplici: afghani in fuga dal loro Paese, diplomatici che cercano di agire, giornalisti testimoni della storia, soldati confrontati con l'inevitabile. Una serie che abbraccia la complessità di un evento globale, mostrando diversi punti di vista, attraverso una narrazione immersiva e impegnata».

Assegnazione delle parti Uno dei ruoli principali di Kabul è interpretato da Jonathan Zaccaï, che ha spiegato a Télé-Loisirs come si è preparato per le riprese: «Ho letto 13 jours, 13 nuits: dans l'enfer de Kaboul, il libro di Mohamed Bida, da cui il mio personaggio è in parte ispirato [...] Ho anche guardato il documentario di David Martinon, Kaboul chaos: sous la menace des talibans. Ciò che mi ha aiutato è stato il fatto che si tratta di un argomento molto ben documentato, quindi non mi è mancato il materiale. Questo aiuta. C'era anche uno specialista delle forze speciali che era lì per noi».

Jonathan Zaccaï ha ammesso che il punto più complicato non stesse nel fatto che la miniserie fosse girata in inglese nelle scene interpretate da attori francesi ma nel loro doppiaggio: «La post-sincronizzazione è sempre un momento molto strano per un attore perché si crea una distanza, mentre quando giriamo siamo pienamente nel momento presente. Ci crediamo e poi ci ritroviamo in studio e l'atmosfera è inevitabilmente molto diversa».

Jonathan Zaccaï e Shervin Alenabi hanno già recitato insieme nella quinta stagione di Le Bureau - Sotto copertura (Le Bureau des légendes), così come Shervin Alenabi e Vassilis Kukalawi nella serie Teheran.

Riprese Le riprese di Kabul sono avvenute dal 1º aprile al 5 luglio 2024, principalmente presso l'aeroporto dismesso di Ellinikon, nelle vicinanze di Atene.

L'attore Jonathan Zaccaï ha spegato le difficili condizioni delle riprese: «Abbiamo girato in Grecia in condizioni a volte difficili, spesso con temperature superiori ai 40 gradi Celsius. È vero che io e Thibaut [Evrard] abbiamo sofferto, ricordo, ci guardavamo, eravamo schiacciati dal caldo, al punto che non ci rendevamo nemmeno conto se ci fosse stato un ciak oppure no».

Distribuzione La miniserie Kabul è stata presentata in anteprima il 23 marzo 2025 al Festival Séries Mania di Lilla. Successivamente è stata presentata il 28 agosto al Festival Montréal Séries; dove ha ricevuto il Prix du public. Parteciperà al Prix Europa 2025 e al Prix Italia 2025.

La prima televisiva assoluta è stata il 31 marzo 2025 su France 2, la prima televisiva italiana è stata il 13 settembre 2025.

In Italia la miniserie è andato in onda dal 13 al 27 settembre 2025 su Rai 3.

Accoglienza Critica Per il quotidiano Le Monde, «L'idea è eccellente e l'impressione di urgenza, di una storia che si affretta ai confini del paese, galvanizza le prime scene della serie. L'effetto, tuttavia, si diluisce abbastanza rapidamente, sotto la pressione dei diversi punti di vista attraverso i quali viene percepito questo spostamento di potere».

Le Parisien assegna a Kabul un punteggio di 4,5/5 e sottolinea che «questa serie brillantemente scritta, ambiziosa e accattivante riesce nell'impresa di rendere la complessità del mondo senza perdere gli spettatori o cedere al manicheismo».

La rivista Première descrive Kabul come un «racconto corale mozzafiato» e vede in questa «serie ambiziosa, senza respiro e opportuna, che non cerca mai di abbellire la realtà [...] una storia implacabile, portata avanti da una messa in scena coinvolgente, che rende questo affresco un'opera collettiva di successo».

Per France Info: «Una coproduzione europea con un cast internazionale superbo, Kabul è una serie accessibile e avvincente. Alla portata dei principianti, ha anche tutto ciò che serve per gli appassionati di serie geopolitiche».

Per il sito Cineuropa «Kabul bilancia l'urgenza della logistica di evacuazione in tempo reale con un meccanismo narrativo di gestione di crisi internazionali» [...] e «impiega una narrazione coinvolgente che attraversa filoni interconnessi».

Antonio Dipollina su la Repubblica: «Kabul è un notevole tentativo di far rivivere un genere [...] e di farlo credendo anche in una comunanza d’intenti sotto il segno dell’Europa». Purtroppo «finita in un angolino di palinsesto».

Per il sito Taxidrivers «la guerra è vista da chi cerca un'uscita, non da chi decide dove aprire un varco. Una narrazione che non cerca pathos facile, ma che proprio per questo arriva con più forza».

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Miniserie televisive basate su eventi reali