Gli Indiana Pacers sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association. La loro sede è sin dalla fondazione nella città di Indianapolis, nello Stato dell'Indiana, da cui deriva il nome della franchigia. Arena di gioco è la Gainbridge Fieldhouse situata nel centro di Indianapolis. I Pacers sono una delle sole cinque squadre NBA a non avere nel nome il riferimento diretto alla città. Le altre quattro sono i Golden State Warriors di San Francisco, i Brookyln Nets di New York, gli Utah Jazz di Salt Lake City e i Minnesota Timberwolves di Minneapolis.

Colori sociali della franchigia sono il giallo oro e il blu marino, spesso abbinato a piccoli inserti di grigio. Logo dei Pacers è un cerchio attorniato dalla scritta Indiana Pacers e al centro una P con all'interno un piccolo pallone da basket giallo. Il nome Pacers nasce da una combinazione della ricca storia dell'Indiana con i pacer da corsa al trotto e la 'pace car' utilizzata per la corsa della 500 Miglia di Indianapolis.

Nati nel 1967 come una delle undici squadre che presero parte alla prima stagione ABA, allora lega rivale e parallela della NBA, i Pacers sono l'unica franchigia insieme ai Kentucky Colonels che non si è trasferita né ha cambiato nome durante la sua permanenza nella federazione sino al 1976, risultando soprattutto la squadra più vincente nella storia dell'ABA con ben 3 titoli vinti e un totale di 5 finali disputate.

Dal 1976 a seguito della parziale fusione fra le due leghe, i Pacers sono stati ammessi in NBA assieme ai New York Nets, ai San Antonio Spurs e ai Denver Nuggets. Contando solo i dati da quando la franchigia si è trasferita in NBA, dal 1976 al 2024 i Pacers hanno raggiunto i playoff in 28 occasioni, fermandosi diverse volte a un passo dalle Nba Finals, raggiunte in due occasioni, nella stagione 1999-2000, terminata con una sconfitta nella serie contro i Los Angeles Lakers di Kobe Bryant e Shaquille O'Neal e nel 2025 contro OKC.

Grazie alla grande passione per la pallacanestro, diffusa praticamente in tutto l'Indiana, sia a livello di college che di basket universitario, i Pacers hanno da sempre una delle tifoserie più calde ed appassionate dell'intera NBA.

Storia della franchigia 1967-1976: La nascita e gli anni in ABA All'inizio del 1967 un gruppo di sei investitori: l'avvocato Richard Tinkham, John DeVoe, Chuck DeVoe, l'imprenditore Lyn Treece, l'agente sportivo Chuck Barnes e lo scrittore sportivo dell'Indianapolis Star Bob Collins, uniscono le risorse per creare una franchigia da iscrivere alla American Basketball Association.

I Pacers di queste prime stagioni si basano sulla presenza di importanti giocatori come Mel Daniels, George McGinnis, Bob Netolicky, Rick Mount, Freddie Lewis e Roger Brown, diventando subito un punto di riferimento per l'intero torneo e guadagnandosi subito 'i gradi' di squadra da battere. I Pacers diventano subito la squadra di riferimento della ABA vincendo tre campionati in quattro anni e raggiungendo complessivamente le finali cinque volte nei nove anni totali di storia della lega, in cui arrivano sempre ai playoff. Numeri che rendono i Pacers la squadra più vincente della lega, ottenendo l'appellativo di 'Boston Celtics della ABA', riferendosi alle tante vittorie e titoli ottenuti dai Celtics nell'altra lega rivale.

Durante le prime stagioni in ABA i Pacers giocano le partite casalinghe all'Indiana State Fairgrounds Coliseum, mentre dal 1974 al 1976 in ABA e dal 1976 fino al 1999 in NBA, la squadra disputa le proprie partite interne nella nuova Market Square Arena, situata nel centro di Indianapolis. Si sposteranno poi dal 1999 nell'attuale Gainbridge Fieldhouse.

A metà degli anni settanta, quando divenne ormai evidente il crescente indebitamento delle squadre ABA dovuto principalmente alla mancanza di un contratto televisivo nazionale che contribuisse a coprire gli alti costi, anche i Pacers insieme a San Antonio Spurs, New York Nets (oggi Brooklyn Nets) e Denver Nuggets, accettarono di entrare in NBA a partire dalla stagione 1976-77.

1976-1987: L'esordio in NBA e i primi playoff Nel 1976 entrano nella National Basketball Association con una squadra indebolita tecnicamente e in una delicata situazione dal punto di vista finanziario, soprattutto a causa dei 3,2 milioni di dollari che l'NBA chiedeva ad ognuna delle squadre provenienti dall'ABA e alla mancata condivisione con loro dei ricavi televisivi per i primi 4 anni post fusione. Numeri alla mano, con l'ingresso in NBA, i Pacers perdono quel ruolo predominante avuto sino a quel momento in ABA, dovendosi abituare fin da subito alla grande competitività presente nella NBA con una squadra impoverita tecnicamente e finanziariamente.

I Pacers concludono la loro stagione inaugurale con un record negativo di 36 vittorie e 46 sconfitte. I Pacers sono fortemente indebitati e sul punto di essere trasferiti in un'altra città. Ipotesi che non si rese poi necessaria a seguito di una raccolta fondi televisiva, che raggiunse i 2 milioni di dollari raccolti con 8mila abbonamenti, per permettere alla franchigia di restare ad Indianapolis. Uniche note di rilievo della stagione d'esordio sono i giocatori Billy Knight e Don Buse che rappresentano subito Indiana nell'NBA All-Star Game. Questa è una delle poche soddisfazioni per la franchigia nei successivi 13 anni, fino al 1989, dato che in quelle 13 stagioni i Pacers raggiungono i playoff solo in due circostanze.

La mancanza di continuità diventa la norma per la maggior parte del decennio, in cui vengono inoltre scambiati Knight e Buse prima ancora dell'inizio della stagione 1977-78. Nel 1980 i Pacers scambiano Alex English con i Nuggets per riacquistare l'ex stella dell'ABA George McGinnis. McGinnis aveva da tempo superato il suo apice e contribuì molto poco durante i suoi due anni di ritorno. English al contrario sarebbe diventato uno dei più grandi marcatori nella storia della NBA. Nella quinta stagione in NBA nel 1980-81, arrivano i primi playoff, con i Pacers che escono sconfitti al primo turno contro i favoriti Philadelphia 76ers del grande Julius Erving. Dopo un'anonima stagione 1981-82, i Pacers terminano l'1982-83 con il loro peggior record di tutti i tempi di 20-62 e vincendo poi solo 26 partite nel 1983-84, terminando con il peggior record della Eastern Conference che avrebbe dato alla franchigia la seconda scelta assoluta nel draft. Uno dei draft più profondi nella storia della NBA, con le future stelle Michael Jordan, Hakeem Olajuwon, Charles Barkley e John Stockton. I Pacers scambiano una scelta del draft 1984 con i Portland Trail Blazers per il centro Tom Owens, che aveva giocato per i Pacers durante la loro ultima stagione ABA. Owens gioca un anno per i Pacers con scarso impatto e un anno dopo usce del tutto dalla lega.

Dopo aver vinto 22 partite nel 1984-85 e 26 partite nel 1985-86, Jack Ramsay sostituisce in panchina George Irvine come allenatore e guida i Pacers a un record di 41-41 nel 1986-87 alla loro seconda apparizione ai playoff. Chuck Person, soprannominato "The Rifleman" per il suo famoso tiro dalla lunga distanza, guida la squadra e vince inoltre il premio NBA Rookie of the Year. Sono i Pacers, oltre che di Chuck Person, anche di giocatori come Clint Richardson, Wayman Tisdale ed Herb Williams. La prima vittoria nei playoff nella storia della franchigia in NBA arriva in gara 3 del primo turno contro gli Atlanta Hawks di Dominique Wilkins, ma è l'unica vittoria in quella serie, poiché gli Hawks riescono a passare agevolmente il turno in quattro gare complessive. È il primo tassello della rinascita della squadra, culminata con la ciliegina sulla torta dell'arrivo a Indianapolis della guardia Reggie Miller, destinato a rendere i Pacers una importante contender per il titolo ad Est per tutti gli anni novanta, arrivando in ben quattro occasioni a giocarsi le finali di Conference ad Est: nel 1994, 1995, 1998 e 1999.

1987–2005: Gli anni di Reggie Miller e le Nba Finals

Nel 1987 con l'arrivo di Reggie Miller dal draft, i Pacers iniziano a gettare le basi per un futuro di competitività. I Pacers mancano i playoff nel 1987-88, scegliendo Rik Smits nel draft NBA 1988 e disputando una disastrosa stagione 1988-89 in cui l'allenatore Jack Ramsay si dimette dopo una partenza di 0 vittorie e 7 sconfitte, sostituito in panchina da Dick Versace a cui poco dopo seguirà Bob Hill. Nel 1989 viene scambiato il centro Herb Williams con i Dallas Mavericks in cambio del futuro due volte NBA Sixth Man-of-the Year, Detlef Schrempf.

Dal 1989-90 al 1995-96 i Pacers raggiungono sempre i playoff. È la squadra, oltre che di Reggie Miller e Detlef Schrempf, anche di giocatori di valore come George McCloud e LaSalle Thompson. Se fino alla stagione 1992-93 le eliminazioni playoff avvengono sempre al primo turno, il passo in avanti avviene dalla stagione successiva, con l'avvento in panchina di Larry Brown. I Pacers completano una trade molto criticata mandando Schrempf ai Seattle SuperSonics in cambio di Derrick McKey, che si rivela invece giocatore importante per il gioco della squadra. Ai playoff dopo aver eliminato Orlando Magic e Atlanta Hawks, i Pacers cadono nella finale ad Est contro i New York Knicks di Patrick Ewing e John Starks.

La finale ad Est si replica anche la stagione 1994-95, in cui in squadra arriva Mark Jackson, dando una mano importante nella posizione di playmaker. La squadra spazza via gli Atlanta Hawks al primo turno e i New York Knicks nelle semifinali di Conference. Questa volta i Pacers cadono nella finale ad Est sotto i colpi degli Orlando Magic della coppia Penny Hardaway e Shaquille O'Neal dopo una serie tiratissima conclusa a gara 7.

Passo indietro nel 1995-96 con uscita al primo turno ma con un piccolo record da segnalare. I Pacers infatti in quella stagione sono l'unica squadra a sconfiggere i Chicago Bulls di Michael Jordan per due volte nella regular season, in una squadra che ha fatto la storia con un record di 72 vinte e 10 perse. Ulteriore passo indietro nel 1996-97 in cui, a causa di tanti infortuni ai suoi giocatori chiave, i Pacers, in cui pesa anche l'assenza di Mark Jackson, ceduto ai Denver Nuggets, non riescono ad accedere ai playoff per la prima volta dal 1989. Questo risultato spinge Larry Brown alle dimissioni in panchina, sostituito dall'ex stella dei Celtics, Larry Bird, nativo curiosamente dell'Indiana.