Mendicanti e superuomini (Beggars and Choosers) è un romanzo di fantascienza di Nancy Kress del 1994, seguito di Mendicanti di Spagna e secondo capitolo della trilogia detta Ciclo dei mendicanti.
Mendicanti e superuomini è stato finalista al Premio Nebula per il miglior romanzo (1994), al Premio Hugo per il miglior romanzo (1995) e al Premio Prometheus (1995).
Storia editoriale Il romanzo è stato pubblicato in prima edizione statunitense da Tor nel 1994 (hardcover). In Italia è apparso come Mendicanti e superuomini nella collana Urania di Arnoldo Mondadori nel 1998, con la traduzione di Antonella Pieretti.
Trama Nel prosieguo della vicenda inaugurata da Mendicanti di Spagna, la società statunitense è divisa tra Sleepless (geneticamente modificati per non dormire) e Sleepers (non modificati). Le tensioni economiche e politiche esplodono in conflitti sulla regolazione delle biotecnologie e sull'accesso ai benefici del potenziamento genetico, mentre gli Sleepless affrontano nuove sfide tecniche e morali nel tentativo di preservare la propria autonomia.
L'economia negli anni è passata dall'euforia al collasso e la società si è irrigidita nel sistema "Donkeys/Livers": una minoranza produttiva, gene-modificata e altamente istruita ("Donkeys") sostiene in cambio del loro voto masse sempre più numerose di persone che vivono di sussidi e di servizi garantiti ("Livers"), mentre le élite geneticamente modificate esercitano un potere crescente. In questo contesto esplode una crisi tecnologico-sanitaria: virus artificiali e nanomacchine compromettono reti alimentari, trasporti e comunicazioni, mentre nuove malattie letali mettono in ginocchio le infrastrutture; la popolazione "Liver" chiede aiuto agli Sleepless di nuova generazione, divenuti quasi "superumani".
La narrazione corale segue più personaggi su fronti opposti — politici, scienziati, Sleepless e non modificati — mentre si acuiscono i conflitti sulla regolazione delle biotecnologie, sulla distribuzione di ricchezza e potere e sulla responsabilità sociale delle élite genetiche; una fazione propone persino di "trasformare" l'intera umanità come soluzione definitiva alla crisi, aprendo dilemmi etici e politici.
Critica La sociologa Deborah Lynn Steinberg interpreta il secondo romanzo della trilogia come un'estensione dell'indagine su sonno e ingegneria genetica, notando che in Mendicanti e superuomini «il tratto dell'insonnia non è l'unica modifica disturbante» e che il testo problematizza i rapporti tra corpo, tecnologia e ordine sociale contemporaneo. La studiosa della fantascienza Carol S. Franko legge la trilogia in chiave dialogica, evidenziando come il romanzo metta a confronto posizioni ideologiche opposte sul potenziamento genetico e sull'etica della responsabilità, proseguendo il dibattito avviato nel primo capitolo.
Premi 1994 – Premio Nebula per il miglior romanzo: finalista. 1995 – Premio Hugo per il miglior romanzo: finalista. 1995 – Premio Prometheus (miglior romanzo): finalista.
Note
Bibliografia Edizioni
Bibliografia critica
Voci correlate Biopunk Miglioramento genetico Transumanesimo
Collegamenti esterni
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