Chaharshanbeh Suri, noto anche con le traslitterazioni Charshanbeh Suri o Chahar shanbe suri ( Čahāršanba-Sūrī) è una festività iranica.
Di antica origine zoroastriana, viene spesso descritta come una danza del fuoco celebrata alla vigilia dell'ultimo mercoledì dell'anno solare persiano (hijri). Rappresenta la prima festività che marca l'inizio del Nowruz, il capodanno usato fin dai tempi antichi nell'area.
Etimologia Il nome della festività consiste nelle due parole čahāršanbe ("mercoledì", in persiano: چهارشنبه) e sūrī (in persiano: سوری), la cui etimologia è tuttora oggetto di studi.
Alcuni studiosi mettono in relazione la parola sūrī con sūr ("banchetto") e la interpretano dunque come "festoso". Altri, in modo più plausibile, considerano sūr una variante di sorḵ ("scarlatto") e dunque attribuiscono il nome della festività al rossore del fuoco o al rossore, sinonimo di buona salute e maturità. Ulteriori riscontri con il tema del rosso sono presenti nelle varie forme dialettali che definiscono questa celebrazione, che dunque avvalorano questa interpretazione. La stessa festività è infatti nota nelle varie comunità sparse in Iran in varie lingue, che includono l'azero Axır Çərşənbə (soprattutto nelle città iraniane di Ardabil e Tabriz), il curdo Kola Čowāršamba e Čowāršama Koli (nel Kurdistan iraniano) e il dialetto persiano isfahanese Čāršambe Sorxi (a Esfahan). Contesto storico
Origine antica L'importanza del fuoco nella cultura iraniana è evidente fin dalle iscrizioni su pietra del regno achemenide e dal primo mantra del Ṛgveda, in lode al fuoco. Festività antichissima celebrata fin dal 1700 a.C., Chaharshanbeh Suri simboleggia la vittoria della luce contro le tenebre e della purezza contro la corruzione dell'anima.
Chaharshanbe Suri è una celebrazione del fuoco come uno dei quattro elementi sacri della fede zoroastriana, simbolo di purezza, energia e rinnovamento. Nelle tradizioni zoroastriane, il fuoco era considerato una forza divina in grado di allontanare gli spiriti maligni, purificare l'anima e garantire salute e prosperità. I primi rituali della festa erano in linea con queste credenze e segnavano il passaggio alla primavera e il rinnovamento della vita.
Nella Persia araba Nel corso dei secoli, Chaharshanbe Suri si è evoluto fino a diventare un evento culturale ampiamente celebrato, mischiandosi poi alla cultura islamica. Sebbene la festività abbia sempre avuto forti legami con il fuoco e il nuovo anno, la scelta del mercoledì e lo sviluppo di specifici rituali hanno avuto origine solo dopo la conquista islamica. Si suppone, infatti, che la festività si sia stabilita di mercoledì sulla base della superstizione araba secondo cui il mercoledì sarebbe un giorno sfortunato.
Nella Persia sotto la dinastia Qajar Sotto la dinastia Qajar, questa festività evolve ulteriormente. Un'usanza al tempo in voga durante Chaharshanbeh Suri, soprattutto a Tehran, era quella di chiedere l'intercessione del cosiddetto "cannone di perle" (Tup-e Morvārid). Questo grande cannone, creato durante il regno di Fath Ali Shah nel 1800, è da sempre oggetto di grandi leggende. Lo scrittore iraniano Sadegh Hedayat pubblicò il libroTup-e Morvārid nel 1947 sul folklore iraniano, dove è spiegata anche l'origine del cannone di perla.
Fino agli anni 20, si trovava in piazza Argh, a Tehran, dove la popolazione si riuniva per il Chaharshanbeh Suri. Donne in cerca di marito e coppie che faticavano ad avere figli erano solite arrampicarsi e sedersi sulla canna, o infilarvisi sotto. Le ragazze erano solite fissare sul cannone i loro dākhil, pezzi di carta o stoffa con scritti i loro desideri e le loro preghiere, in occasione del Chaharshanbeh Suri.
Queste tradizioni sono rimaste fino al trasferimento del cannone presso la sede dell'Esercito iraniano. Una volta spostato, un secondo cannone di perla è stato costruito a Tabriz. Oggi, il cannone di perla è collocato presso il Ministero degli Affari Esteri, nonostante siano in atto trattative con il Ministero dei Beni Culturali, dell'artigianato e del turismo per trasferire il cannone in un museo.
Era moderna
Ogni anno, le celebrazioni del Chaharshanbe Suri creano tensione tra l'opinione pubblica iraniana e il governo, che le percepisce come una minaccia ideologica e alla sicurezza. La festività è considerata dalle autorità religiose iraniane una pratica pagana, non islamica e superstiziosa che dovrebbe essere eliminata. Oltre alla sua dimensione religiosa, vi è anche una preoccupazione politica, poiché la festa consente grandi raduni pubblici in spazi aperti, cosa che le autorità cercano di impedire per timore che tali raduni possano fungere da piattaforma per proteste antigovernative. Di conseguenza, le autorità iraniane adottano ogni anno misure per limitare le celebrazioni, arrestare i partecipanti e diffondere avvisi pubblici sui pericoli della partecipazione a questi eventi. In alcuni casi, questi eventi servono come opportunità per esprimere dissenso contro il governo, con i manifestanti che sfruttano le celebrazioni per cantare slogan politici e dimostrare la loro opposizione.
Nel 2025, il Chaharshanbe Suri ha coinciso con il diciottesimo giorno di Ramadan, un periodo di intensa osservanza religiosa dell'Iran sciita. Il giorno successivo, il diciannovesimo, marcava l'anniversario della morte dell'Imām ʿAlī, il primo Imām dell'Islam sciita. Da un punto di vista religioso, queste ricorrenze danno generalmente inizio a un periodo di lutto per gli sciiti, che contrastano con le festività gioiose del Chaharshanbe Suri. I tentativi del governo di soffocare i festeggiamenti hanno provocato forti dissensi e proteste anti-governative.
Osservanze
Il salto sul fuoco
La Chaharshanbe Suri inizia l'ultimo mercoledì prima del Nowruz, il capodanno persiano. La festività si apre con il salto sul fuoco, un atto simbolico che rappresenta il trasferimento della negatività e delle malattie al fuoco purificatore, che le sostituisce con salute e vitalità per il nuovo anno.
Le preparazioni iniziano qualche giorno prima dell'ultimo mercoledì dell'anno, quando si inizia a raccogliere legna da ardere, foglie di palma di dattero o steli di riso in ampi spazi all'aperto, di solito nelle piazze. In alcuni luoghi (soprattutto nelle città di Na'in, Anarak e Urmia) si accendono fuochi sui tetti, in altri luoghi il rituale si svolge sulle cime delle colline. Al tramonto, i fasci vengono accesi e i partecipanti saltano sopra il fuoco, cantando ripetutamente sorḵī-e to az man, zardī-e man az to ("[lascia che] il tuo colorito [sia] mio, la mia pallidezza tua") o l'equivalente nei dialetti locali.
Il fuoco continua a bruciare fino a quando tutti i membri della famiglia lo hanno scavalcato e viene lasciato spegnersi da solo o con l'acqua. Se il rituale è stato eseguito nel cortile, le ceneri vengono rimosse da un membro della famiglia, di solito una bambina, che le porta fino ad un incrocio e le sparge a terra.
Sbattere i cucchiai (qāšoq-zani) Il Charshanbe Suri include un'usanza simile al dolcetto o scherzetto occidentale, chiamata qāšoq-zani (), tradotto letteralmente come "sbattere i cucchiai". Questa tradizione si svolge solitamente la sera del Chaharshanbe Suri, quando bambini e giovani adulti si travestono e vanno di porta in porta, sbattendo cucchiai su pentole, per ricevere dolcetti.
Le origini di questa usanze sono enigmatiche ma, secondo la tradizione, il rumore metallico scaccerebbe la sfortuna e gli spiriti maligni e servirebbe ad annunciare l'arrivo della primavera. Nel corso degli anni, questa tradizione ha assunto nuove forme, non solo integrando petardi, ma anche iniziando a decorare pentole e cucchiai con nastri e fiori. Divinazione (fāl) Un'altra pratica popolare durante il Chaharshanbe Suri è la predizione del futuro, detta fāl-e kūza o fāl-e bolūnī, solitamente da una brocca. I partecipanti mettono un qualsiasi ornamento di proprio possesso all'interno della brocca, insieme ad un foglietto di carta con versi o desideri auspicati. Un bambino estrae poi un foglietto e uno studioso lo legge, scoprendo così il desiderio che si pensa si avvererà.
Esistono però vari modi per divinare il futuro e interpretare i segnali della fortuna, che variano da città a città. Molto popolari sono anche le carte o i tarocchi, interpretati dalla cartomante che legge il messaggio basandosi sulla loro posizione e disposizione. Altri metodi includono l'interpretazione dei sogni passati o la chiromanzia, tutte pratiche che necessitano dell'aiuto di un indovino.
Nonostante la sua popolarità, questa tradizione subisce molte critiche nell'Iran moderno. Alcuni la considerano una pratica superstiziosa e anti-islamica, mentre altri sostengono che sia una parte importante della cultura e della tradizione persiana.
La ruta ardente (esfand) Un'altra tradizione durante il Chaharshanbe Suri prevede la combustione di foglie secche e rametti della pianta di ruta (in persiano: اسفند, romanizzato: esfand) per allontanare gli spiriti maligni e le energie negative. Si ritiene che il fumo della ruta ardente purifichi l'aria e l'ambiente circostante, trasporti preghiere e invocazioni sui presenti.
Per secoli, la cultura persiana ha usato la ruta per i suoi benefici spirituali e medicinali. Antiche credenze sostenevano che bruciare la ruta potesse purificare l'aria e proteggere dalle malattie e, ancora oggi, viene usata nella medicina tradizionale.
La calata della fascia (šāl-andāzī) Nella notte di Chaharshanbe Suri, dopo aver spento il fuoco, i giovani legano insieme diversi fazzoletti per formare una lunga fascia colorata. Una volta sul tetto delle loro case, calano la fascia in casa, solitamente attraverso il foro usato nelle case persiane per far uscire il fumo dal focolare. Una volta avvisati i proprietari della loro presenza, tutti i membri della famiglia mettono dei doni nella fascia destinati ai ragazzi. Ogni dono ha un significato particolare: il pane è sinonimo di benedizione, i dolcetti portano dolcezza e gioia, il melograno fertilità, le noci una nuova vita, le mandorle e le nocciole rappresentano la tenacia e la pazienza, l'uvetta, invece, abbondanza e pioggia.
Nonostante questa tradizione stia piano piano scomparendo, resta ancora viva in alcune regioni dell'Iran, soprattutto nelle regioni settentrionali, dove viene eseguito maggiormente come mezzo di divinazione.
Tradizioni culinarie Il Chaharshanbe Suri presenta una ricca tradizione culinaria. Le famiglie sono solite consumare spuntini serali e una grande cena serale in compagnia dopo la fine dei festeggiamenti.
Tra i piatti più comuni durante il Chaharshanbe Suri si trova l'ajil, un mix di frutta secca e noci che si ritiene porti fortuna e faciliti le sfide della vita. Un altro piatto popolare in queste celebrazioni è l'ash reshteh, una zuppa di legumi, spaghetti (noodle) e verdure, che simboleggia la buona fortuna con l'avvicinarsi del nuovo anno. La cena invece varia molto e dipende dai piatti locali. A Kerman e Shiraz il piatto principale è solitamente riso pilaf con zuppa di pasta: più lunghi sono i fili di pasta, maggiori sono le possibilità di lunga vita per ogni membro della famiglia. In Mazandaran, Gorgan, Gilan e Teheran, il sabzi polo più comune è condito con pesce. A Qazvin e Garmsar, il sabzi polo è preparato con erbe selvatiche del deserto. Nel Khorasan, invece, vengono tradizionalmente serviti diversi tipi di sabzi polo con lenticchie, pasta, erbe aromatiche e veccia.
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Note
Voci correlate Nawrūz Yaldā Ivan Kupala (festività) Ātar Notte dei falò
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