I Lignages d'Outremer, che la chiamano Irene, la descrivono come nipote di Manuele I Comneno, imperatore bizantino. Fonti più recenti la chiamano Teodora, senza che se ne conosca l'origine di tale denominazione. Le antiche genealogie la indicano come figlia di Giovanni Comneno, duca di Cipro, e di Maria Taronitissa, ma tale parentela la renderebbe cognata del re Amauro I di Gerusalemme e zia del re Baldovino IV il Lebbroso, cosa che non trova conferma nelle fonti coeveEssendo sposata con Boemondo III di Antiochia, i cronisti franchi non avrebbero omesso di segnalare questa parentela., e attualmente non esistono altre ipotesi sui legami di parentela di Teodora.

Suo zio Manuele Comneno la diede in sposa tra il 1175 e il 1177 a Boemondo III, principe di Antiochia, al fine di rafforzare i legami tra l'Impero bizantino e il principato di Antiochia e risolvere la questione del patriarcato di Antiochia. Infatti, sin dalla creazione della principato di Antiochia, il patriarca di Antiochia era un cristiano latino e Manuele desiderava il ritorno e l'installazione di un patriarca ortodosso. Esistevano già legami tra i due stati, poiché Manuele era sposato con Maria di Antiochia, la sorella di Boemondo.

Dal matrimonio fra Boemondo e Teodora, nacquero:

Costanza, morta giovane; Filippa, sposata con il Patriarca Baldovino; Manuele (1176 † 1211).

L'imperatore Manuele Comneno morì nel 1180 e Boemondo giudicò sufficiente per l'alleanza bizantina il fatto che sua sorella fosse reggente dell'impero. Ripudiò Teodora tra il 1180 e il 1183 e si risposò con la sua amante, Sibilla di Burzey, con grande scandalo della chiesaPrima di Teodora, Boemondo aveva sposato e ripudiato Orguilleuse d'Haranc, la quale era ancora viva. La Chiesa aveva accettato la rottura del matrimonio tra Boemondo e Teodora con la motivazione che la prima moglie era ancora viva, ma non poteva accettare che Boemondo sposasse Sibilla invece di riprendere Orguilleuse. Inoltre, sembra che Sibilla di Burzey fosse una spia per conto di Saladino ().. Teodora si risposa poi con Gualtiero di Bethune, figlio del signore di Bethsan.

Note

Bibliografia