Biografia

Figlia unica dell’artista Giorgio Kienerk (Firenze, 1869- Fauglia, 1948) e di Margherita Marcacci (Pisa, 1884 – Fauglia, 1989), due toscani che si conobbero a Pavia, trascorse l’infanzia e la prima giovinezza nella città lombarda, dove il padre, pittore, scultore e illustratore, dal 1905 ricoprì l’incarico di direttore della Civica Scuola di Pittura.

Pavia restò sempre nel cuore di Vittoria che manterrà vivi contatti con la città dove aveva trascorso l'infanzia che, da ottuagenaria, rievocò nel libro dal titolo Spazi d’inverno, L’età favolosa di Vittoria Kienerk (2000 e 2023)Vittoria Kienerk, Spazi d’inverno, l’età favolosa di Vittoria Kienerk, Livorno, Erasmus, 2000 (ristampato dall’Associazione Amici del Museo Giorgio Kienerk di Fauglia, Pisa, elledibook 2023). Sin dalla nascita, Vittoria trascorse i mesi estivi e il primo autunno nella casa di Poggio alla Farnia a Fauglia, che il nonno Arturo Marcacci (Pisa, 1855 - Pavia, 1915), illustre professore di fisiologia all’Università di Pavia, aveva acquistato nel 1912.

Dal 1919, anno del matrimonio di Giorgio e Margherita, la dimora di Fauglia rappresentò per la famiglia la villeggiatura nella campagna toscana, e per il padre Giorgio anche il piacere di riprendere i pennelli in mano per dipingere la campagna intorno a casala. Nello scorrere degli anni, Vittoria sarà la piccola musa campestre del padre.

Nel 1936 la famiglia tornò a Firenze, in via Giuseppe La Farina 36; Vittoria frequentò il Liceo classico Michelangiolo e conseguì la maturità, nel 1939, tra i primi della classe (preceduta solo dalla carissima amica e già allora promettente poetessa Margherita Guidacci e dal futuro critico letterario Domenico De Robertis).

Durante la guerra, nel novembre del 1943, si laureò a Firenze in storia dell’arte medievale (110/110), sotto la guida dello storico dell’arte Mario Salmi, con una tesi concernente l’archivolto della porta della Pescheria del Duomo di ModenaVittoria Kienerk, L’archivolto della porta della Pescheria del Duomo di Modena, 1943, (tesi di laura, Università degli studi di Firenze). Per circa quattro decenni, fu impegnata nell’insegnamento della Storia dell’arte nei licei, ma si dedicò anche alla narrativa per i ragazzi, pubblicò manuali di storia dell’arte per le scuole superiori e articoli per riviste letterarie e artistiche.

Visse a Pisa insieme alla madre; raggiunta poi l’età pensionistica, si spostò nella casa di famiglia a Fauglia, in via Poggio alla Farnia. Si spense a Pisa nel 2013, novantatreenne, dopo una breve malattia.

Attività letteraria

Alla fine della guerra, insieme all’insegnamento, Vittoria entrò nel mondo della scrittura e dell’editoria, specializzandosi in novelle e racconti brevi sui grandi temi dell’arte, destinati ai ragazzi: un genere letterario nuovo e inesplorato, propedeutico ad avvicinare le giovani generazioni all’arte italiana della tradizione. Dal giugno del 1946 le sue garbate e spigliate “novelline sull’arte”, come le definiva l’autrice in una sua breve autobiografiaA. Levi, Storia della Biblioteca dei Miei Ragazzi, Pontedera 2012 (p. Voce: Vittoria Kienerk , p. 207, furono pubblicate su “La Settimana dei Ragazzi”, periodico fondato da Laura Orvieto, moglie del poeta Angelo, e illustrato da artisti come Piero Bernardini, Giancarlo Bartolini Salimbeni, Vinicio Berti, Gastone Rossini, Fiorenzo Faorzi. Fino al 1949 pubblicò i suoi racconti ne “La Settimana dei Ragazzi” e ne “”Il Corriere dei Ragazzi” diretto da Giuseppe FanciulliIbidem, pp.206-208.

Su suggerimento dell’amica di famiglia Albertina Palau, traduttrice e romanziera, sperimentò anche il romanzo; si dedicò così alla stesura de I Figli del San Giorgio, pubblicato nel 1951 da Adriano Salani Editore, nella collana intitolata Biblioteca dei Miei Ragazzi (numero 83). Sempre per Salani, realizzò una traduzione dal francese di Les Robinson de la montagne (romanzo per ragazzi di André Bruyère, pseudonimo di Claire Edmond Ducos), che uscì a puntate nella celebre rivista femminile "La Semaine de Suzette"La "Semaine de Suzette" è stata una rivista francese rivolta alle ragazze, attiva dal 1905 al 1960.. Sempre per Salani, curò un’edizione ridotta del best-seller internazionale Il giardino di Allah (1904) di Robert Hichens.

La casa editrice Vallecchi per Fontelucente, collana per ragazzi diretta da Piero Bargellini, pubblicò altri tre romanzi di Vittoria, nel 1951 Il maestro dei pittori (Giotto), due anni dopo Il grande picchiapietre (Donatello), infine Il gigante dell’arte (Michelangelo Buonarroti) nel 1958.

Insegnamento

Vittoria iniziò la carriera scolastica facendo supplenze e dal 1946 al 1947 insegnò alle scuole medie di Certaldo. Alla morte del padre nel 1948, senza abbandonare la penna, decise di passare definitivamente all’insegnamento, dato che l’attività letteraria, nella quale pure otteneva riconoscimenti, non le consentiva di mantenersi. Dall’ottobre del 1953 e nel 1954 fu docente di storia dell’arte nel liceo Gian Battista Vico di Napoli, città dove si trasferì con la madre. Nel 1955 si spostò a PisaAbiterà in Lungarno Gambacorti n. 77, a ridosso della Chiesa di Santa Maria della Spina dove insegnò ininterrottamente nel Liceo Classico Galileo Galilei fino al 1985, quando raggiunse l’età della pensione. In questi trent’anni si dedicò con appassionato impegno e capacità didattica a trasmettere metodi di studio, competenze ed entusiasmo per la storia dell’arte a generazioni di allievi che ne conservarono un ricordo indelebileCaro Liceo. Storia, immagini, ricordi del “Galilei” di Pisa nel racconto dei suoi protagonisti, a c. di V. Letta, S. Piane, A.G. Sisinno, Ed Sophiamedia, Pisa 1998, pp.92-93, 137, 140, 142, 166..

L’insegnamento a tempo pieno non le impedì di dedicarsi alla scrittura e di avvalersi della sua vena narrativa per avvicinare ed educare i giovani lettori al patrimonio artistico europeo, raccontando aneddoti e facendo loro vivere una giornata come a quei tempi. La casa editrice La Scuola di Brescia selezionò alcuni suoi racconti sull’arte apparsi nei periodici per ragazzi negli anni Quaranta e li ripubblicò in Un bambino e un artista (1962). In seguito stampò altri due suoi scritti, riccamente illustrati, intitolati Un ragazzo nel mondo dell’arte (1966) e Viaggio in Europa. I segreti dell’arte (1977).

Negli stessi anni, Vittoria e l’amica e collega Pina Ciotti Marzi misero a frutto le loro competenze sull’arte occidentale, elaborando manuali per i licei editi da Sandron di Firenze: nel 1967 uscì Introduzione didattica allo studio dell’arte, e nel 1973 Storia dell’arte in prospettiva europea, con riferimenti interdisciplinari, volume che sarà ristampato più volte.

Museo Giorgio Kienerk

Notando che il padre Giorgio era assente nella mostra, curata da Carlo Ludovico Ragghianti, Arte moderna in Italia. 1915 – 1935 allestita a Palazzo Strozzi nel 1967Arte moderna in Italia. 1915 – 1935, catalogo della mostra con presentazione di Carlo Ludovico Ragghianti, Firenze – Palazzo Strozzi, 26 febbraio – 28 maggio 1967, Firenze 1967. Fu un’importante rassegna che ha esplorato l’arte italiana di quel preciso periodo storico (1915 – 1935)., si attivò per valorizzare l’artista e per dargli un’adeguata collocazione nel contesto artistico italiano a cavallo tra Otto e Novecento. Si adoperò per favorire la prima mostra monografica dedicata al padre e curata da Dario Durbè e Franco Russoli, allestita all’Accademia Fiorentina delle Arti del Disegno nel 1970D. Durbè, F. Russoli, Giorgio Kienerk (1869-1948), catalogo della mostra retrospettiva in occasione del centenario della nascita, Firenze, - Accademia Fiorentina delle Arti del Disegno, Firenze 1970. Promosse inoltre la mostra organizzata nelle sale del Castello Visconteo di Pavia (1997)Kienerk, catalogo della mostra, Pavia – Castello Visconteo, 31 maggio- 20 luglio 1997, Charta, 1997, dove sono conservate diverse opere dell’artista, tra cui il ragguardevole trittico simbolista L’enigma umano (1900), e anche la mostra bolognese dedicata alla scultura di Giorgio Kienerk, curata da Carla Bernardini nel 2004Giorgio Kienerk a Bologna, 1889-1900: un artista tra naturalismo e simbolismo, catalogo della mostra a c. di C. Bernardini, Bologna, Collezioni comunali d’Arte, 17 dicembre 2004 – 3 aprile 2005, Ferrara 2024.

Qualche anno dopo il pensionamento, si trasferì definitivamente a Fauglia e decise di donare l’intera collezione delle opere paterne, dei documenti e degli strumenti dell’artista conservati nella casa di Poggio alla Farnia al Comune di Fauglia. Venne così realizzato con contributi pubblici statali e privati, senza pesare sulle casse dell’Amministrazione Comunale, il Museo Comunale Giorgio Kienerk, allestito nelle vecchie prigioni faugliesi e inaugurato nel settembre del 2008.

Partecipò alla stesura del catalogo del Museo in cui figurava il suo testo Il babbo e la bambinaVittoria Kienerk, Il babbo e la bambina, in Museo Giorgio Kienerk, a c. di G. Bacci di Capaci e E. Querci, Pisa, Pacini editore, 2008, pp. 47-48. Per l’occasione dell’apertura del Museo, pubblicò anche il libro per l’infanzia Cinque bambine, raccontando il museo e alcuni dipinti lì esposti che la ritraggono bambina. Rievocò, con illustrazioni e filastrocche, la sua infanzia faugliese e i suoi giochi preferitiVittoria Kienerk, Cinque bambine, Pisa, Campanila, 2008.

Negli anni seguenti s’impegnò per promuovere il Museo e per gestire iniziative culturali a latere dell’attività museale, come il convegno sul Simbolismo in ToscanaSimbolismo in Toscana (Giornata di studio - Fauglia, 4 dicembre 2008) coordinato da Carlo Sisi, interventi di A. Mazzanti, E. Querci, P. Pacini, A. Olivetti, S. Balloni, A. Batisti e F. Galluzzi. Prendendo le mosse dal convegno faugliese, Eugenia Querci curò la stampa del volume Giorgio Kienerk e il simbolismo in Toscana (Pacini, Pisa 1913)..

Nel 2013 donò al Museo ulteriori opere del padre assieme all'epistolario e altri documenti personali.

Nel Soroptimist Assieme all' amica Pina Marzi Ciotti fondò il 27 aprile 1967 alla Domus Galileana il club di Pisa. Svolse anche ruoli elettivi nell'associazione a livelli nazionali.

Negli ultimi anni di vita, recandosi a Pavia e accordandosi con l’amica soroptimista pavese Luisa Erba, dispose di donare al Museo per la Storia dell’Università di Pavia carte, diari, lettere, appunti e libri di medicina scritti del nonno Arturo Marcacci: la donazione fu realizzata post mortem, il 23 novembre 2016, con la presa in consegna di tutto il materiale.

Altre attività

Fu socia attiva dell’ANISMA (associazione degli insegnanti di Storia dell’arte). Fu segretaria della sezione pisana di Italia Nostra e assessora alla cultura del Comune di Fauglia dal 1967 al 1973.

Riconoscimenti Nel 2010 fu insignita dal Comune di Pisa del titolo di “Pisana di Adozione”. Fu ispettrice onoraria della Soprintendenza ai Monumenti di Pisa e componente di numerosi comitati scientifici di esposizioni di macchiaioli e di postmacchiaioli. L'11 gennaio 2025 nel Teatro Comunale di Fauglia si è svolto un incontro a lei dedicato, Omaggio a Vittoria KienerkNel 2015, l’11 gennaio - giorno della nascita nel 1920 di Vittoria - nel Teatro Comunale di Fauglia, a due anni dalla morte, ha avuto luogo un incontro per rendere “Omaggio a Vittoria Kienerk”, coordinato da G. Bacci di Capaci. Con interventi di V. Farinella, P. Pacini, S. Panichi, E. Querci e C. Sisi. Vittoria Kienerk è stata ricordata non solo per la realizzazione del museo faugliese, ma come donna di profonda cultura, come non convenzionale docente di Storia dell’arte, come promotrice del talento del padre Giorgio, come autrice di libri per ragazzi e di manuali di storia dell’arte..

Scritti principali L’Annunciazione di Ghizzano, in “Belle Arti”, a. 1, n. 1, settembre-ottobre 1946 I figli del “San Giorgio”, Firenze, Salani, 1951 Il grande picchiapietre (Donatello), Firenze, Vallecchi 1953 Il maestro dei pittori (Giotto), Firenze, Vallecchi, 1954