Gli uffici tecnici Alfa Romeo sono un fabbricato parte dello stabilimento Alfa Romeo sito nel comune di Arese in provincia di Milano. L'edificio, insieme al Centro Direzionale, è una delle ultime testimonianze del complesso industriale dismesso a partire dagli anni 80 del XX secolo, che per dimensioni e numero di dipendenti rivaleggiava con lo stabilimento FIAT Mirafiori ed è testimone dei risvolti sociali, culturali, politici e sindacali della storia industriale dell'Alfa Romeo.
Storia Nel 1967 l'Alfa Romeo aprì un primo concorso a inviti per la progettazione di un edificio dedicato agli uffici del suo stabilimento di Arese. Questa prima fase vide la partecipazione di vari architetti tra cui Franco Albini, Antonio Cassi Ramelli, Vito Latis e Ignazio Gardella. Quest'ultimo nel 1968 risulterà essere il vincitore del bando di concorso con la sua proposta che andava a soddisfare le esigenze esposte dalla committenza senza però ancora assumere una precisa identità figurativa.
La progettazione degli uffici tecnici Alfa Romeo può essere divisa in due fasi: una prima in cui Gardella, nel progetto presentato alla committenza, si concentra soprattutto sul soddisfacimento delle esigenze funzionali dell’azienda e una seconda, avviata con la richiesta di concessione edilizia al Comune nel luglio 1968 e sviluppata tra agosto e settembre dello stesso anno, quando nel progetto esecutivo l’architetto supera la logica di un semplice impianto funzionale per approdare a una composizione figurativa fondata su parti autonome e compiute dell’edificio.
Terminata la fase di progettazione nella quale Gardella si avvalse della collaborazione anche degli architetti Anna Castelli Ferrieri e Jacopo Gardella venne il momento della messa in opera dell'edificio che iniziò nel 1970 per concludersi nel 1974.
L'edificio degli uffici tecnici dell'Alfa Romeo seguì le vicissitudini del resto dello stabilimento finendo definitivamente chiuso nel 2021. Risparmiato dalle demolizioni che coinvolsero l'area dell'ex fabbrica automobilistica nei primi anni duemila ricevette al piano terreno due targhe commemorative in memoria degli operai dell'azienda deportati o caduti durante la seconda guerra mondialeDi Monica Guerci, Arese: rispunta lo ski-dome, Il Giorno, 18 dicembre 2020..
Negli anni venti del XXI secolo si segnalano alcuni tentativi di recupero della struttura: dalla volontà del comune di Arese di vincolarla alla Soprintendenza passando per la ristrutturazione delle facciate e di parte degli interni a opera di 976arch a cui segue nel 2025 il progetto di riqualificazione dell'intera area dell'ex stabilimento Alfa Romeo.
Descrizione Il complesso degli uffici tecnici Alfa Romeo è sito lungo la strada a scorrimento veloce che delimita a sud il perimetro dei padiglioni industriali che vennero costruiti negli anni Sessanta per sostituire il vecchio stabilimento del Portello. L'edificio era la parte terminale dell'asse principale che divideva in due l'insediamento produttivo di cui facevano parte, oltre agli uffici, anche la mensa, gli spogliatoi e varie aree dedicate ai servizi; per via del basamento della struttura pensato come accesso per i lavoratori ai parcheggi, alla fabbrica e all'area di sosta coperta dedicata agli autobus l'edificio, riportando le parole di Gardella stesso, poteva essere considerato metaforicamente "una porta della città-fabbrica".
Pensato fin dall'inizio come sede del lavoro intellettuale dell'azienda con la progettazione degli uffici tecnici Alfa Romeo Gardella indagò la possibilità di definire il carattere di un palazzo per uffici, edificio che per la sua essenza non pone particolari vincoli distributivi e che per questo finiva spesso per essere risolto in un banale fronte indifferenzianto, cercando invece di dargli una forma che mettesse in scena un carattere che prima di allora non era mai appartenuto a un palazzo con quella destinazione d'uso. Nella progettazione dell'edificio Gardella partì dall'idea del palazzo della tradizione architettonica italiana con due grandi ali quadrate messe in diagonale con un corpo di collegamento in modo che lo spazio degli uffici restasse libero e senza interruzione; l'ultimo piano che spunta fuori a sbalzo come se fosse un cornicione è stato voluto per essere una caratteristica forte e caratterizzante dell'estetica dell'edificio e al suo interno si trovavano i disegnatori per i quali era stato pensato come uno spazio aperto e illuminato dall'alto.
Visivamente l'edificio si distingue nel basamento per la pesantezza evidenziata dall'utilizzo volutamente grezzo del cemento armato; la zona uffici invece presenta un trattamento più leggero e articolato: sviluppata in facciata continua gioca su minime variazioni di luce con il ritmo strutturale messo in risalto dalle travi e dai pilastri mentre il piano aggettante dei disegnatori è segnato soltanto da una sottile fascia di finestre a nastro a sottolineare la volumetria del blocco.
Gli elementi come scale, ascensori e servizi non sono integrati nel corpo principale venendo invece collocati in due volumi simmetrici posti ai lati dell'edificio.
L'edificio con il suo impianto rettangolare che culmina agli estremi con due quadrati sporgenti ruotati di novanta gradi dà un'idea di continuità senza fine; la forma degli uffici tecnici Alfa Romeo tende a parafrasare la forma di una torre di controllo per la fabbrica che va però a rappresentare non un ruolo di vigilanza e controllo quanto piuttosto un elemento di resposabilità nei confronti dell'impianto produttivo.
Note
Bibliografia
Categoria:Alfa Romeo Categoria:Architetture di Ignazio Gardella Categoria:Architetture di Arese Categoria:Architetture di Anna Castelli Ferrieri Categoria:Architetture di Jacopo Gardella