L'omicidio di Duilio Saggia Civitelli è un caso di cronaca nera avvenuto a Roma il 12 febbraio 1995 di cui fu vittima un investigatore privato di cinquantatré anni, ucciso con un colpo di pistola mentre aspettava il treno al binario 10 della Stazione Ostiense. Il caso è rimasto irrisolto.

Cronologia degli eventi All'epoca dei fatti, Duilio Saggia Civitelli (nato a Padova nel 1942) era un rappresentante di elettrodomestici in pensione e lavorava part-time presso l'agenzia investigativa di famiglia dove prestavano servizio anche i suoi due figli, Fabio e Massimo. Descritto da tutti come un uomo riservato ed estremamente abitudinario in tutto ciò che faceva, nei suoi ultimi anni di vita aveva sviluppato la passione per il modellismo ferroviario che l'aveva spinto ad affittare un intero appartamento per ospitare la sua collezione.

Il pomeriggio del 12 febbraio 1995 si era recato al binario 10 della Stazione di Roma Ostiense per prendere il treno diretto a Formia, con partenza prevista alle 17:25; da lì sarebbe sceso alla stazione di Pomezia-Santa Palomba per recarsi a Torvajanica, dove viveva la nuova compagna. Alle 16:56 Duilio Saggia Civitelli obliterò il biglietto del treno, che venne trovato nella sua tasca. Alle 17:03, appena sette minuti dopo, un macchinista notò il corpo di Duilio a terra, che presentava una ferita dietro il cranio e un'ecchimosi sullo zigomo sinistro. Dopo che fu allertata la Polfer che giunse sul posto assieme al medico legale, il corpo dell'uomo ormai senza vita venne portato in camera mortuaria per l'autopsia. A Fabio e Massimo Saggia Civitelli, figli della vittima, fu spiegato che da una prima impressione il padre sembrava essere morto a causa di un malore, che l'aveva fatto cadere a terra e sbattere violentemente la testa.

Solo da un esame autoptico più approfondito risultò che la ferita dietro la nuca di Duilio era dovuta a un proiettile, sparato forse da un revolver Astra calibro 38 e da una distanza ravvicinata di 40-50 centimetri. Il colpo, esploso alle spalle della vittima, era penetrato nella base del cranio fino a raggiungere lo zigomo causando la ferita su di esso che aveva fatto pensare ad una caduta a seguito di un infarto. Dopo questo responso dell'autopsia arrivato due giorni dopo il delitto, venne aperto un fascicolo per omicidio.

Indagini Gli accertamenti balistici rivelarono che generalmente un colpo sparato da un revolver Astra è molto rumoroso, per cui l'assassino aveva opportunamente silenziato lo sparo. Durante le indagini non risultarono esserci testimoni che avessero visto né l'omicidio né l'assassino, che è probabilmente stato aiutato dal rumore dei treni in partenza e dal fatto che quel giorno la stazione era deserta. Il metodo efficace per silenziare la pistola e la freddezza nell'esecuzione portarono a pensare che il delitto doveva essere stato commesso da un killer professionista, che aveva e studiato a lungo le abitudini della vittima e fatto sopralluoghi per osservarne gli spostamenti prima di colpire per cui doveva essere una persona che Duilio conosceva bene, data la sua ristretta rete di conoscenze.

Una delle prime piste battute dagli inquirenti fu quella dell'usura: risultò infatti che negli anni Duilio aveva racimolato un notevole patrimonio a seguito di investimenti e sacrifici e che avesse avuto anche un presunto passato da usuraio, mai accertato, in cui sarebbe stato coinvolto in un giro di prestiti a tassi di interesse bassi ma tutti questi erano stati onorati. L'attenzione delle autorità si concentrò in ogni caso sul movente economico, ma non vennero mai trovati indizi rilevanti né dalle indagini né sulla scena del crimine. Su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Saieva, nel 1997 il caso venne archiviato. A decenni di distanza dalla vicenda, Fabio e Massimo Saggia Civitelli continuano a indagare sull'omicidio del padre e hanno rilasciato diverse interviste dove chiedono la riapertura delle indagini da parte della Procura.

Il figlio più piccolo, Massimo, ha ipotizzato sia uno scambio di persona che uno scenario dove ad uccidere il padre sarebbe stato un serial killer. Ha infatti proposto un collegamento tra il caso del padre e altri due delitti avvenuti a Roma con modalità molto simili: l'omicidio del fotografo Daniele Lo Presti, ucciso a Testaccio il 27 febbraio 2013, e quello di Claudio D'Andria, ucciso a Tor Sapienza il 28 maggio dello stesso anno. Tutte e tre le vittime sono state uccise con un solo colpo di pistola alla testa, in tutti e tre i casi il proiettile non è mai stato ritrovato e per ogni delitto sembrava non esserci movente. Massimo Saggia Civitelli ha inoltre ipotizzato, oltre a uno scambio di persona, anche un assassino che doveva conoscere bene la zona. Duilio abitava infatti in via Matteucci, dietro la quale c'è un cancello d'accesso alla stazione Ostiense dal quale si poteva accedere facilmente senza essere notati da nessuno. Il criminologo Pasquale Ragione ha fatto notare anche la somiglianza di questi delitti con l'omicidio di Marta Russo, avvenuto all'Università La Sapienza il 9 maggio 1997Trasmissione Diritto di cronaca: Marta Russo, di Giovanni Lucifora, con Pasquale Ragone (direttore Cronaca e Dossier), Emilio Orlando e Nia Guaita), e il ferimento di suor Piera Lucia Sonnetti a Trastevere nel 2001, con modalità del tutto analoghe.

Nel 2020, grazie all'inchiesta del giornalista Fabrizio Peronaci, tramite la testimonianza di un tassista venne tracciato sia l'identikit del possibile assassino di Duilio Saggia Civitelli (identikit fatto subito dopo il delitto ma diffuso solo venticinque anni dopo) che la strada percorsa dal killer per darsi alla fuga dopo l'omicidio. L'uomo sospettato venne descritto come "un uomo dal viso regolare, intorno ai 45 anni, alto circa 1,75 m, corporatura robusta, carnagione olivastra, capelli brizzolati". Il tassista riferì che l'uomo appariva agitato e irrequieto, e che scese in un angolo all'incrocio tra via Mercalli e via Boscovich. Nonostante il lavoro di ricerca di Fabio e Massimo Saggia Civitelli e dei giornalisti che si sono interessati al caso, quest'ultimo rimane ad oggi archiviato.

Nella cultura di massa Il caso di Duilio Saggia Civitelli venne analizzato in un episodio della trasmissione Blu notte - Misteri italiani condotta da Carlo Lucarelli, e trattato nel libro "Morte di un detective a Ostiense e altri delitti. 1990-2000: 13 casi irrisolti nei quartieri di Roma" scritto nel 2019 da Fabrizio Peronaci (che aveva indagato lui stesso sulla vicenda), capo della redazione online del Corriere della Sera.

L'omicidio del binario 10 venne trattato anche nella nona stagione del programma televisivo Wonderland, all'interno dell'episodio speciale della rubrica Il Giallo e la Nera andato in onda il 4 gennaio 2022. Anche il canale YouTube true crime di giornalismo investigativo "Crimini dimenticati" ha dedicato una puntata al caso di Duilio Saggia Civitelli, oltre che a un episodio del loro podcast su Spotify dal nome "CRIME | DELITTO AL BINARIO 10" (2025), condotto da Simona Cascio e Marcello Randazzo. Al delitto del binario 10 è stato dedicato anche un documentario facente parte della serie "Mostri senza nome", in onda su Sky Crime, che approfondisce i più famosi cold case romani.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

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