Ostrovskaja (, AFI: ) è una stanica della Russia, capoluogo dell'insediamento rurale Ostrovskoe, nel Danilovskij rajon dell'oblast' di Volgograd.
Geografia Si trova nella steppa boschiva delle Alture del Volga, presso i laghi Tuškanov e Čigonackoe. A ovest si estende la pianura alluvionale del fiume Medvedica. L’altitudine del centro abitato è di circa 100 Il territorio è relativamente pianeggiante, con lieve pendenza verso la Medvedica. I suoli sono černozëm meridionali; nella pianura della Medvedica suoli alluvionali debolmente acidi e neutri.
Clima Clima temperato continentale (Dfa secondo la classificazione di Köppen). Precipitazioni medie annue: 419 mm. Massimo in giugno (49 mm), minimo in marzo (22 mm). Temperatura media annua +6,7 °C; gennaio −9,5 °C, luglio +22,3 °C.
Storia
Ostrovskaja fu fondata nel 1852 sulla riva sinistra del fiume Medvedica, nel luogo dove sorgeva l'ex chutor di Tuškanov. In esecuzione del «regolamento imperiale sull'Armata del Don» del 1835 vi vennero insediate 23 famiglie, quasi tutte di vecchi credenti, sia beglopopovcy che della gerarchia Belokrinickaja.
La stanica apparteneva al circondario di Ust'-Medvedickaja (oggi Serafimovič) della Terra dell'armata del Don (dal 1870 Oblast' dell'armata del Don). Nel 1859 vi erano 180 corti, una chiesa, 320 uomini e 337 donne. Nel 1897 al territorio della stanica facevano riferimento 18 chutor con un totale di oltre abitanti. Tra questi Nižne-Korobkov, dove è attestata nel 1873 l'edificazione di una chiesa lignea dell'Intercessione. Nel 1915 nella stanica vi erano un edificio dell'amministrazione locale, una società agricola, una cooperativa di credito, due chiese, due scuole, un mulino a vapore e tre a vento; i terreni della stanica ammontavano a desjatine. Vi abitavano 997 uomini e 1024 donne.
Durante la guerra civile russa Ostrovskaja fu coinvolta nei combattimenti tra la divisione cosacca bianca di Aleksandr Golubincev e il Corpo di cavalleria dell'Armata Rossa comandato da Semën Budënnyj. Nel luglio 1919 il quartier generale della divisione di Golubincev, insieme a una sotnja di scorta, era acquartierato nella stanica. Il 14 luglio, in seguito all'attacco della cavalleria rossa contro il vicino chutor di Nižne-Korobkov, il 2º reggimento di cavalleria bianco ripiegò verso Ostrovskaja. Secondo le memorie di Golubincev, una sotnja con due mitragliatrici prese posizione alla periferia orientale della stanica, che venne sottoposta al fuoco dell'artiglieria rossa; alcuni proiettili caddero nella piazza presso la Cattedrale dell'Epifania. Il quartier generale, la sotnja di scorta e il 2º reggimento attraversarono quindi sotto il fuoco avversario la Medvedica, ripiegando verso Orechovka. Lo stesso Budënnyj riferì che il 14 luglio, dopo avere aggirato Kotovo da ovest, il proprio Corpo aveva attaccato improvvisamente le forze avversarie, costringendole a ritirarsi oltre la Medvedica. Il 21 agosto dello stesso anno la zona di Ostrovskaja fu nuovamente teatro di combattimenti tra la divisione di Golubincev e le forze rosse.
Dal 1928 la stanica è parte del Danilovskij rajon del circondario di Kamyšin (soppresso nel 1930) nel Territorio del Basso Volga (dal 1934 Territorio di Stalingrado, dal 1936 Oblast' di Stalingrado, dal 1961 Oblast' di Volgograd).
Nel 1957 vi fu creato il sovchoz cerealicolo Krasnjanskij. Nel 1959 il soviet rurale di Ostrovskaja fu trasferito allo Ždanovskij rajon, liquidato nel 1963 con la nascita del Kotovskij rajon. Nel 1966 Ostrovskaja fu trasferita di nuovo al Danilovskij rajon.
Monumenti e luoghi d'interesse Cattedrale dell'Epifania del Signore Fu costruita tra il 1905 e il 1912 con il contributo dell’intera comunità cosacca, che raccolse fondi e partecipò direttamente ai lavori. L’edificio ha una grande cupola centrale dedicata a Cristo, quattro minori per gli evangelisti e una sesta più piccola sopra l’altare. L’interno era ornato da una ricca iconostasi dorata, tre altari (Epifania, icona della Madonna di Kazan', profeta Elia) e ampie pitture murali di soggetto biblico. Il grande campanile custodiva una campana monumentale in bronzo di oltre 16 tonnellate. Restaurata a più riprese, la cattedrale ancora oggi conserva la sua imponenza architettonica e il valore di simbolo identitario per la comunità cosacca di Ostrovskaja.
Note
Categoria:Centri abitati dell'oblast' di Volgograd