La Monarchia del Nord (in portoghese Monarquia do Norte), anche nota come Regno di Traulitânia, è stata una controrivoluzione avvenuta nella città di Porto e nel Nord del Portogallo, tra il 18 gennaio e il 13 febbraio 1919, da parte di alcuni militari guidati da Paiva Couceiro che intendevano restaurare la monarchia in Portogallo. Questo breve periodo, che durò solo 25 giorni fu, in termini generali, l'ultima insurrezione monarchica dopo l'istituzione della Repubblica portoghese nel 1910.Lima, Campos (1919). O reino da Traulitânia. Porto: Edição da Renascença Portuguesa Questo atto ripristinò in modo effimero una monarchia vacante nella città e nel Nord del paese.

Contesto

Il Nord del Portogallo fu spesso il teatro storico di rivoluzioni e rivolte contro il governo portoghese, dalla Rivoluzione Liberale del 1820, che si oppose al governo assolutista, fino alla rivolta repubblicana del 1891. Tuttavia, il Nord fu sempre anche la sede tradizionale della nobiltà portoghese.

Quando la rivoluzione del 5 ottobre 1910 depose il re Manuele II del Portogallo, la monarchia portoghese fu abolita e venne proclamata la Prima Repubblica Portoghese. Il re e la famiglia reale fuggirono da Ericeira in esilio, prima a Gibilterra e poi nel Regno Unito, dove il re Giorgio V offrì loro asilo. L'ex re Manuele e i monarchici specularono sulla possibile caduta del regime repubblicano, poiché era stato instaurato senza un ampio sostegno popolare e perché nelle campagne i contadini erano ancora in prevalenza monarchici. Sebbene Manuele fosse pronto a riprendere il suo trono legittimo, sottolineò sempre l’importanza di essere restaurato per via diplomatica ed elettorale e non attraverso la forza militare.

Gli attacchi a Chaves Il 3 ottobre 1911, dopo un solo anno dalla caduta della monarchia, il militare monarchico Paiva Couceiro guidò la prima rivolta "contro-repubblicana" nella città settentrionale di Chaves. Le forze monarchiche issarono la bandiera bicolore blu e bianca presso il municipio e mantennero il controllo della città per tre giorni, fino a quando non si ritirarono all’arrivo delle forze governative. Sebbene la prima incursione monarchica fosse fallita, Paiva Couceiro si riorganizzò con i suoi sostenitori oltre il confine, in Galizia, per lanciare un secondo tentativo, più potente, di conquista della città. A differenza della prima incursione, i preparativi per il secondo movimento furono ben riforniti e sostenuti, grazie anche all’aiuto non ufficiale della Spagna, che temeva che le politiche radicali della neonata Repubblica portoghese potessero oltrepassare il confine, minacciando la monarchia spagnola, anch'essa precaria.

In totale, circa 450 uomini, tra civili e militari, si unirono alla rivolta monarchica, e si prevedeva che altri volontari e sostenitori si sarebbero aggiunti lungo il percorso. Quando le forze monarchiche raggiunsero Chaves, l’8 luglio 1912, si prevedeva che circa 700 uomini avrebbero preso la città per la monarchia. Tuttavia, l’incursione non ricevette il sostegno popolare che Paiva Couceiro si aspettava, venendo acclamata principalmente da sacerdoti e nobili, che però non potevano sostenere il movimento militarmente. Quando le forze monarchiche entrarono nella città vera e propria, 150 volontari locali, con un breve addestramento, si erano organizzati per difendere la città in nome del regime repubblicano, mentre una compagnia di 100 soldati dell’esercito portoghese marciava verso Chaves. Sebbene le forze monarchiche fossero numericamente superiori, mancavano delle scorte e dell’equipaggiamento che i 100 soldati regolari possedevano. Alla fine dell’attacco, 30 monarchici furono uccisi e i restanti fuggirono in esilio o vennero arrestati. L’attacco monarchico a Chaves si rivelò un fallimento, ma pose le basi per quella che sarebbe diventata la Monarchia del Nord, dimostrando che i monarchici erano disposti a usare la forza militareCrónica da Vila Velha de Chaves, Júlio M. Machado, 3rd ed., 2006..

Il Regno del Nord

Nel dicembre 1918, il primo ministro Tamagnini Barbosa aveva assunto il controllo del governo portoghese e nominato João do Canto e Castro come presidente della Repubblica, colmando il vuoto istituzionale lasciato dall’assassinio di Sidónio Pais. I sidonisti, sostenitori del presidente assassinato, si riunirono sotto il comando del generale Almeida e formarono una giunta militare provvisoria fuori Lisbona, in opposizione al presidente Canto e Castro. Allo stesso modo, nel Nord del paese, i sidonisti formarono una Giunta militare governativa, che proclamò di controllare la regione in via provvisoria. Approfittando del caos, Paiva Couceiro (rientrato dall'esilio nel 1915) si recò nel Nord, dove valutò che il contesto fosse favorevole alla restaurazione, e incontrò il comando monarchico. La Giunta centrale dell’Integralismo Lusitano si riunì il 17 gennaio 1919, e António Maria de Sousa Sardinha e Luís Carlos de Lima e Almeida Braga decisero di procedere con il piano di Couceiro di occupare Porto, la seconda più grande città portoghese, con l’intento di strapparla al governo di Lisbona e favorire un consenso unanime alla restaurazione monarchicaFERREIRA COIMBRA, ARTUR (2000). "PAIVA COUCEIRO E A CONTRA-REVOLUÇÃO MONÁRQUICA (1910-1919)" (PDF). repositorium.sdum.uminho.pt..

Sebbene António Sardinha e Paiva Couceiro entrarono a Porto senza alcuna resistenza da parte dei militari locali o dei cittadini nella mattina del 18 gennaio 1919, fu solo il giorno seguente — dopo una parata militare — che si tenne la cerimonia ufficiale con l’innalzamento della bandiera reale blu e bianca, proclamando la Monarchia del Nord. Dopo il ripristino del Regno del Portogallo, la bandiera monarchica fu issata negli edifici governativi di tutto il Nord, da Viana do Castelo fino alla storica città contesa di Chaves. Paiva Couceiro diventò presidente della Giunta governativa del Regno (Junta Governativa do Reino). Durante la sua breve attività, furono ristabiliti la Carta costituzionale del 1826 e il Codice amministrativo del 1896P. J. Fernandes, La crisi del liberalismo 1890-1930, in Storia politica contemporanea del Portogallo 1808-2000, a cura di A. Costa Pinto e N. G. Monteiro, Mimesis, Milano-Udine, 2023, p. 183., come compromesso con i liberali conservatori, poiché la priorità era abolire tutta la legislazione repubblicana emanata dal 5 ottobre 1910, ripristinare la bandiera e l’inno monarchici. Tuttavia, l’obiettivo principale era il ritorno a una monarchia tradizionale, fondata su una filosofia politica feudale, sulla dottrina sociale cattolica e sulla rappresentanza corporativa. L'effimero regno venne soprannominato di Traulitânia, in senso dispregiativo e satirico. Il termine deriva dalla parola portoghese traulitada, che significa "bastonata" o "colpo violento" e venne coniato dai repubblicani per via del clima di forte terrore e delle brutali violenze fisiche, torture e pestaggi perpetrati dai monarchici (detti appunto trauliteiros) contro gli oppositori politici.

L'assalto a Monsanto e la sconfitta Dopo gli eventi di Porto, il 21 gennaio 1919 il governo di João Tamagnini Barbosa chiamò la popolazione di Lisbona alle armi contro la Monarchia del Nord e la maggioranza delle guarnigioni rimase fedele al governo repubblicano. La sera del 22 gennaio, un gruppo di militari e cittadini monarchici, guidati da Aires de Ornelas e Álvaro de Mendonça, si radunò sulla serra del Monsanto (oggi un parco forestale), vicino alla capitale e fece una proclamazione a favore della monarchia, issando la bandiera bicolore blu e bianca. Una milizia cittadina repubblicana, in appoggio all'Esercito e alla Marina, si radunò quindi nel Parco Edoardo VII di Lisbona e, insieme a membri della Guardia nazionale repubblicana, la Guarda Fiscal, militari e marinai, marciò verso Monsanto. La mattina del 23 gennaio 1919, le due forze si incontrarono e le truppe repubblicane assediarono i ribelli monarchici. Un attacco repubblicano nel pomeriggio del 24 gennaio portò alla sconfitta delle forze monarchiche, che si arresero. L’assalto a Monsanto portò alla dimissione di João Tamagnini Barbosa il 26 gennaio 1919, e alla formazione di un governo di unità nazionale guidato da José RelvasRosas, Fernando (2007). Lisboa revolucionária: 1908-1975. Lisboa: Tinta da China Edições.. L’incapacità della rivoluzione monarchica di ottenere un forte sostegno popolare nel paese, unita alla sua disorganizzazione, portò alla sua rapida sconfitta e al ripristino del regime repubblicano nella regione del Nord. Il 13 febbraio 1919, una rivolta a Porto da parte di civili e membri della Guarda Real e l'entrata delle forze repubblicane in città segnò la fine formale della Monarquia do Norte. Dopo la definitiva sconfitta monarchica, Paiva Couceiro fuggì in esilio a Madrid.

Il re in esilio Manuele II ricevette solo poche e sporadiche informazioni sugli eventi che si stavano verificando e seppe del fallimento della restaurazione dai giornali. Non appoggiò ufficialmente l'insurrezione per evitare ulteriori tensioni internazionali e per preservare la sua immagine di sovrano moderato.

Note

Bibliografia Diário da Junta Governativa do Reino de Portugal. Colecção Completa, nº 1 (19 Jan 1919) – nº 16 (13 Fev 1919), Porto, J. Pereira da Silva, 1919. Felix Correia, A Jornada de Monsanto – Um Holocausto Tragico, Lisboa, Tip. Soares & Guedes, Abril de 1919. A Questão Dinástica – Documentos para a História mandados coligir e publicar pela Junta Central do Integralismo Lusitano, Lisboa, Empresa Nacional de Indústrias Graficas, 1921. Luís de Magalhães, “Porque restaurámos a Carta em 1919”, Correio da Manhã, 27 e 28 de Fevereiro de 1924. Luís de Magalhães, Perante o Tribunal e a Nação, Coimbra, 1925. Hipólito Raposo, Folhas do meu Cadastro, Volume I (1911-1925), Edições Gama, 1940. António Sardinha, "Conrado não guarda silêncio!" em António Rodrigues Cavalheiro, Um Inédito de António Sardinha sobre a Monarquia do Norte, Separata do nº 15-16 da revista Sulco (2ª Série), Lisboa, 1968, pp. 43–55. José Manuel Quintas, "Os combates pela bandeira azul e branca", História, nº 10, Janeiro de 1999. Redacção Quidnovi, com coordenação de José Hermano Saraiva, História de Portugal, Dicionário de Personalidades, Volume VIII, Ed. QN-Edição e Conteúdos, S.A., 2004

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