La Marina del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (), nota anche come Marina Sepah o con l'acronimo di NEDSA, è la componente navale del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell'Iran. Si tratta di una forza navale parallela e alternativa alla Marina militare della Repubblica Islamica dell'Iran, che invece risponde agli ordini delle forze armate regolari iraniane (Artesh).

La Marina Sepah venne creata nel 1985 nel corso della guerra Iran-Iraq, quando le Guardie della rivoluzione (pasdaran) iniziarono a evolvere da milizia di fedelissimi della Rivoluzione iraniana a corpo militarmente organizzato, strutturato in maniera speculare alle forze armate vere e proprie. Intensamente impegnata negli scontri navali con l'Iraq nel Golfo Persico, la Marina Sepah si strutturò fin dalle origini come una forza dotata di poche unità navali di grosse dimensioni ma piuttosto equipaggiata con una miriade di piccoli e veloci motoscafi e barchini, impiegati secondo tattiche di guerra non convenzionale in attacchi a sciame e mordi e fuggi.

A partire dagli anni 2000, la Marina Sepah ha iniziato a essere strutturata secondo canoni più simili a una marina militare vera e propria; la forza ha la responsabilità esclusiva delle operazioni navali iraniane nelle acque del Golfo Persico, ma ha progressivamente esteso le sue operazioni anche in contesti più lontani come il Mar Rosso e il Mar Arabico, dotandosi di unità d'appoggio anche di grosse dimensioni. Le forze navali dei pasdaran sono state spesso coinvolte in incidenti e scaramucce con le forze degli Stati Uniti d'America e dei suoi alleati nelle acque del Golfo Persico.

Storia La nascita e la guerra Iran-Iraq

La Marina delle guardie della rivoluzione islamica venne creata nel 1985, nel pieno della guerra Iran-Iraq. Nate nel 1979 come milizia di fedelissimi al servizio del nuovo regime repubblicano iraniano sorto dalla Rivoluzione iraniana, le guardie della rivoluzione islamica (meglio note come pasdaran dal nome in lingua persiana) evolvettero rapidamente divenendo una forza militare ben equipaggiata e strutturata, un contraltare alle forze armate regolari iraniane ancora viste con sospetto in quanto comandante da ufficiali formati all'epoca del precedente regime monarchico. Il processo di militarizzazione dei pasdaran crebbe dopo lo scoppio nel 1980 della guerra contro l'Iraq di Saddam Hussein: per quanto questo sviluppo fosse inizialmente concentrato nei reparti terrestri, a partire dal 1985 le guardie della rivoluzione iniziarono ad ampliare i propri compiti militari creando reparti di aviazione e, per l'appunto, di marina..

Il generale di brigata dei pasadaran Hossein Alaei divenne il primo comandante del corpo navale delle guardie della rivoluzione, e nel 1986 la forza stabilì un quartier generale e base avanzata sull'isola di Farsi nella parte settentrionale del Golfo Persico. La Marina Sepah arrivò ben presto a contare più effettivi in servizio delle forze navali regolari, ma la conduzione di grandi navi da guerra e il comando di importanti operazioni belliche in mare non erano cose che si potessero improvvisare sul momento e la nuova forza fu quindi strutturata più come una milizia navale per operazioni di guerriglia. Con una sistemazione poi divenuta strutturale per tutta a sua vita, alla Marina Sepah non furono trasferite navi di grosso tonnellaggio ma piuttosto una flottiglia di centinaia di imbarcazioni veloci di piccole dimensioni, dai gommoni ai motoscafi, spesso modelli civili riadattati all'uso militare equipaggiandoli in maniera più o meno improvvisata con mitragliatrici pesanti e lanciarazzi; questa flottiglia di barchini veniva impiegata secondo una dottrina d'attacco "a sciame", per saturare le capacità di difesa del nemico e sopraffarlo provenendo da direzioni diverse, oltre che per pattugliare le acque costiere e assalire le navi mercantili disarmate. Solo nel 1987 la forza iniziò a essere dotata di naviglio propriamente militare, nello specifico sei piccole cannoniere lanciarazzi acquistate dall'Iran in Corea del Nord.; alla Marina Sepah furono inoltre consegnati vari esemplari di missili da crociera antinave da impiego terrestre Silkworm, di costruzione cinese, per operazioni di difesa costiera.

Durante il conflitto con l'Iraq la Marina Sepah fu particolarmente attiva nel corso della cosiddetta "guerra delle petroliere", la fase di attacchi reciproci ai rispettivi traffici petroliferi via mare nel Golfo Persico messa in atto dai due contendenti in particolare a partire dal 1985: agli attacchi aerei degli iracheni alle petroliere e raffinerie iraniane lungo la costa del Golfo, gli iraniani risposero sparando missili e sferrando assalti alle petroliere di Arabia Saudita e Kuwait, che stavano aiutando l'Iraq a esportare il proprio petrolio, oltre che gettando mine lungo le principali rotte seguite da queste ultime; in queste azioni di guerriglia navale furono frequentemente coinvolti, al fianco delle navi maggiori della Marina militare regolare iraniana, i barchini veloci dei pasdaran. La Marina Sepah impiegò inoltre i suoi lanciatori costieri di missili Silkworm per bombardare, in particolare nell'ottobre 1987, navi e terminal petroliferi nelle acque territoriali del Kuwait. Queste azioni provocarono la risposta delle potenze navali del Blocco occidentale e in particolare di quelle degli Stati Uniti d'America, che vararono missioni per proteggere le petroliere e tenere aperti i traffici navali nel Golfo Persico; questo portò ben presto a scaramucce armate tra statunitensi e iraniani nelle acque del Golfo, culminate il 18 aprile 1988 in una violenta battaglia nel corso della quale aerei e navi statunitensi mandarono a fondo, oltre a una fregata e a una cannoniera della Marina iraniana, anche tre barchini veloci dei pasdaran...

Lo sviluppo

Dopo la guerra il ruolo di forza militare delle guardie della rivoluzione venne riconfermato e rafforzato, e il corpo venne organizzato come una vera e propria struttura parallela e simmetrica alle forze armate regolari. Nel corso degli anni 1990 e dei primi anni 2000 la Marina Sepah venne quindi rafforzata e modernizzata nei mezzi in dotazione, sempre con un'attenzione rivolta alla guerra asimmetrica e alle tattiche d'attacco con barchini veloci; la forza navale dei pasdaran sviluppò anche propri canali di approvvigionamento del naviglio indipendenti dalla Marina militare regolare: Cina e Corea del Nord furono i fornitori privilegiati, prima che l'industria navale iraniana iniziasse a sviluppare i propri prodotti indigeni...

La prima importante fornitura di moderno naviglio da guerra per la Marina Sepah si ebbe nel 1992, quando dalla Cina arrivarono le dieci motocannoniere missilistiche della classe Tondar (o classe Houdong) di nuova costruzione, capaci di una velocità di 35 nodi ed equipaggiate con due lanciatori binati per missili antinave C-802; benché dal dislocamento di poco più di 200 tonnellate, queste rimasero a lungo le unità da combattimento di maggiori dimensioni della flotta dei pasdaran. La pessima prova offerta dalle motomissilistiche irachene durante la guerra del Golfo del 1990-1991, finite decimate dagli attacchi degli aerei e delle navi della coalizione a guida statunitense senza essere riuscite a mettere a segno alcun missile, spinse la Marina Sepah a dotarsi di imbarcazioni ancora più piccole e veloci ma comunque dotate di armamento pesante: ai cantieri navali cinesi furono quindi ordinate 18 piccole motomissilistiche con scafo a catamarano della classe C-14, capaci di una velocità di 50 nodi ed equipaggiate con lanciarazzi oppure con lanciatori per missili antinave C-701, consegnate intorno al 2000. Contemporaneamente, dalla Corea del Nord furono invece acquistate delle motosiluranti capaci di una velocità di 52 nodi, la classe Peykaap poi riprodotta anche dai cantieri navali iraniani fino a un totale di circa 80 unità, in parte equipaggiate anche con lanciatori per missili antinave Nasr-1 iraniani. Anche i reparti costieri della Marina Sepah furono modernizzati negli anni 1990, sostituendo gli obsoleti Silkworm con lanciatori per i più moderni missili C-802 cinesi...

Per lungo tempo i compiti della Marina Sepah rimasero indistinguibili da quelli della Marina militare regolare, ma nel 2007 le forze navali iraniane subirono una riorganizzazione complessiva e i compiti dei due corpi vennero scissi su basi geografiche: alla Marina militare venne affidata la responsabilità della linea costiera iraniana affacciata sul Mar Caspio e sul Golfo dell'Oman, oltre che delle operazioni in alto mare, mentre alla Marina Sepah fu affidata la responsabilità delle acque del Golfo Persico; la sorveglianza dello strategico stretto di Hormuz venne affidata congiuntamente a entrambe le forze.. La Marina Sepah mantenne un'enfasi sulla conduzione di operazioni di guerra asimmetrica nelle acque del Golfo, ma alle sue responsabilità vennero aggiunte anche la protezione dal mare degli impianti petroliferi e nucleari posti lungo la costa meridionale iraniana, il contrasto del contrabbando in acque costiere e il monitoraggio e sorveglianza del traffico marittimo straniero (civile e militare) nel Golfo Persico e nello stretto di Hormuz.

Le ultime acquisizioni di naviglio di costruzione straniera si ebbero nel 2006, quando dalla Cina arrivarono una decina di motomissilistiche classe MK13, piccole unità capaci dell'elevata velocità di 60 nodi ed equipaggiate con una coppia di missili Nasr-1 e una coppia di tubi lanciasiluri; dopo di allora la Marina Sepah ricevette in dotazione unità militari di costruzione iraniana, o navi civili convertite all'uso bellico. Queste forniture compresero naviglio piccolo e manovriero quali le motosiluranti classe Tir e i pattugliatori classe Kashdom e classe Ghaem, prodotti ciascuno in una decina di esemplari circa, ma il nucleo centrale della Marina Sepah rimase, come alle sue origini, una vastissima flotta di barchini, RHIB e motoscafi da meno di 10 tonnellate di dislocamento, in parte nati come progetti militari e in parte prodotti civili convertiti all'uso militare, realizzati dai cantieri iraniani anche copiando senza autorizzazione dei modelli stranieri; il numero di queste unità è talmente elevato da risultare fondamentalmente sconosciuto agli analisti esterni, venendo stimato tra diverse centinaia e alcune migliaia di esemplari in varie classi distinte. La Marina Sepah costituì inoltre una piccola componente di navi da guerra anfibia, con due navi da sbarco tipo LST della classe Hormuz 21 e tre della classe Hormuz 24 di poco più grandi, oltre a tre navi da trasporto militare della classe Naser; venne creata anche una componente elicotteristica, equipaggiata con apparecchi Mil Mi-8 di origine russa e Bell 206 statunitensi dell'epoca dello scià, impiegati principalmente per trasporto e ricognizione ma equipaggiabili anche con missili antinave Nasr-1...

La flotta di sottomarini iraniani rimase stabilmente sotto il controllo della Marina militare regolare, ma dagli anni 2010 la Marina Sepah iniziò a operare un certo quantitativo di battelli subacquei: questi comprendevano tanto i sommergibili tascabili d'attacco della classe Ghadir, un prodotto indigeno iraniano derivato dai minisommergibili classe Yono acquistati in precedenza dalla Corea del Nord, quanto vari esemplari di veicoli di propulsione subacquea per il trasporto di sommozzatori. Questi ultimi furono dati in dotazione in particolare all'unità di forze speciali navali dei pasdaran, nota come Forza navale speciale Sepah, attivata nel 2006 e specializzata in operazioni di sabotaggio, ricognizione e intelligence in ambiente marino..

Operazioni dentro e fuori il Golfo Persico