Biografia Formazione Nacque a RovigoNicola Badolato, Corinna Mezzetti, Antonietta Molinari (a cura di), Lorenzo Barbirolli (1798-1867) un musicista tra due patrie, in: Quaderni dell’Archivio Storico Comunale di Ferrara n. 4 (2016) da una famiglia originaria di Borsea dalle forti tradizioni musicali, il fratello Luigi Barbirolli (1803-1866) fu maestro elementare e maestro di musica, il nipote Antonio Barbirolli (1840-1907) suonò con suo figlio Lorenzo (1864-1928) alla prima dell'Otello di Verdi. Lorenzo Barbirolli studiò dapprima con il sacerdote don Andrea Rizzieri e con Luigi Ricci; in seguito si diplomò all’Istituto Filarmonico degli Anfioni a Verona, all’Accademia di Santa Cecilia a Padova, all’Accademia Rossiniana di Pesaro prima del ’39, per poi diventare maestro di cappella della diocesi di Rovigo e concertatore del Teatro Sociale di Rovigo dal 1829. Non ancora ventenne, preparò il coro per l'esecuzione dell'Adelaide di Borgogna di Pietro Generali, opera che inaugurò il teatro sociale cittadino, il 27 aprile 1819. Seguirono altre collaborazioni per allestimenti operistici in quel teatro, tra cui Adelasia e Aleramo di Mayr, i Capuleti e i Montecchi di Bellini, l'Anna Bolena di Donizetti, la Norma di Bellini e la Nina, o sia La pazza per amore di Paisiello. Barbirolli diede nel frattempo prova delle sue capacità compositive con l'opera I troiani in Laurento, rappresentata a Rovigo il 15 ottobre 1836I Trojani in Laurento. Dramma serio da rappresentarsi nel Teatro Apollo la primavera 1837 posto in musica dal maestro sig. Lorenzo Barbirolli di Rovigo, Venezia, Rizzi, 1836. su libretto del rodigino Gerolamo Biscaccia Carrara.
Maestro concertatore del Teatro Comunale di Ferrara (1839-1865) Nel 1839 Barbirolli vinse il concorso di maestro di musica e concertatore del teatro comunale bandito dalla municipalità di Ferrara, succedendo a Filippo Ferrari. Da subito, egli diede prova delle sue qualità sia come compositore, sia come direttore d'orchestra, con una produzione musicale cittadina molto intensa e molto apprezzata dal pubblico. Sorprende invece, che il suo incarico fosse scarsamente retribuito e paragonato in sostanza a quello di un impiegato comunale. Nel 1846 venne approvato il progetto per l’istituzione di una scuola musicale da affidare a tre maestri nelle classi di violino, capobanda e maestro di canto e pianoforte. Quest'ultima classe venne affidata a Barbirolli. Egli pertanto si trasferì a Ferrara con la seconda moglie Bianca Guseo, sposata nel 1830, e i figli Carolina e Pietro avuti dalla prima moglie, Luigia Barrucchello, morta prematuramente. Il suo insegnamento fu rivolto sia a giovani intenzionati a intraprendere la carriera professionale, sia a giovani rampolli della nobiltà ferrarese che studiavano il canto per completare la loro formazione culturale. Durante il ventennio risorgimentale Barbirolli diresse opere di Verdi: Nabucco, I lombardi alla prima crociata ed Ernani, Attila e Luisa Miller. Alla morte di Antonio Lodi nel 1843, Barbirolli fu nominato maestro della Cappella del Duomo di Ferrara, per cui svolse un’intensa attività compositiva. La stima dei rodigini non si affievolì con il tempo e neppure dopo il suo trasferimento a Ferrara. Quando il 25-26 settembre 1842, per festeggiare l’ingresso nella Diocesi di Rovigo di monsignor Bernardo Antonino Squarcina, l’Accademia dei Concordi propose l’esecuzione dello Stabat Mater di Rossini, proprio Lorenzo Barbirolli fu invitato a curarne la direzione musicale, riscuotendo un grande successo.
Socio dell'Accademia di Santa Cecilia di Roma Il nome di Barbirolli fu caldeggiato a socio dell'Accademia di Santa Cecilia a Roma. Il compositore inviò all’Accademia un Kyrie a tre voci e orchestra e una Fantasia a grande orchestra. Il 17 maggio 1847 gli venne inviato il diploma di aggregato come maestro compositore onorario e pochi mesi dopo, per riconoscenza, egli inviò all’Accademia un sonetto da lui musicato per soprano e orchestra con accompagnamento di pianoforte, su versi del ferrarese Luigi Caroli, nel primo anniversario dell’incoronazione di Pio IX. Barbirolli continuò la sua attività fino alla stagione di Carnevale del 1867.
Morì il 19 novembre di quello stesso anno, mentre era ancora in servizio, come attesta una lettera inviata dal sindaco di Ferrara Anton Francesco Trotti alla Direzione Teatrale. Opere (selezione) Il catalogo di Barbirolli ammonta a sessantuno lavori in prevalenza di musica sacra. I Troiani in Laurento. Dramma serio per musica di Gerolamo Biscaccia Carrara, Venezia, A. Minelli, 1836. Fantasia a grande orchestra in Sol maggiore. 8 sinfonie per orchestra. Dixit Dominus in Do maggiore per due tenori, basso e orchestra. Kyrie a tre voci e piena orchestra in Fa maggiore per due tenori, basso e orchestra Magnificat a tre voci in Re maggiore per due tenori, basso e orchestra Messa a tre voci in Mi bemolle maggiore per due tenori, basso e orchestra Andante pastorale con piena orchestra in Si minore Curiosità Nella Biblioteca dell’Accademia dei Concordi di Rovigo (ms. Concordiano 365/21) è conservata una lettera autografa del 7 settembre 1856 in cui Lorenzo Barbirolli, dopo aver comunicato al fratello Luigi la possibilità di far assumere il nipote Battistino come maestro di coro, chiede informazioni sul modo di cucinare le bondiole ferraresi ricevute dal sig. Ugo Laurenti, per non sfigurare con i suoi invitati a pranzo. Dai Barbirolli di Rovigo discende anche il direttore d'orchestra britannico John Barbirolli figlio di Lorenzo Barbirolli (1864-1928).
Note
Bibliografia
Nicola Badolato, Corinna Mezzetti, Antonietta Molinari (a cura di), Lorenzo Barbirolli (1798-1867) un musicista tra due patrie, in: Quaderni dell’Archivio Storico Comunale di Ferrara n. 4 (2016). M. Kennedy, Barbirolli: Conductor Laureate, London:, MacGibbon & Kee, 1971.
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