La tomba o mausoleo di Ester e Mardocheo, o Mordecai (; ; ) è un complesso sepolcrale ad Hamadan, in Iran. Secondo gli ebrei iraniani e i cristiani iraniani, esso ospita le spoglie della regina biblica Ester e del suo parente Mordecai, facendone il sito di pellegrinaggio più importante per le due comunità nel Paese. Della tomba non c'è menzione né nel Talmud babilonese né nel Talmud di Gerusalemme e la tradizione non è supportata dagli ebrei non-iraniani.

Storia Si ritiene che la costruzione del mausoleo sulla presunta tomba di Ester e Mardocheo risalga al XVII secolo, anche se il sito è attestato dall'XI secolo; Beniamino di Tudela visitò Hamadan, registrando la presenza di ebrei e descrivendo la tomba posizionata di fronte a una sinagoga. Nel XIV secolo il poeta Shahin Shirazi, nel suo Ardashir-nāmah, fu il primo ebreo persiano a scrivere dei sogni di Ester e Mordecai e di un loro viaggio compiuto ad Hamadan, sostenendo che fossero morti nella sinagoga, a distanza di un'ora l'uno dall'altro. Il racconto di Shizazi potrebbe derivare da precedenti fonti giudaiche-persiane non pervenuteci. Secondo la Biblioteca nazionale di Israele, all'inizio del XX secolo un esploratore francese avrebbe ritrovato dei gioielli in una nicchia nel soffitto del mausoleo, per poi depositarli al Louvre; nel bottino sarebbe stata annoverata una corona che la comunità ebraica di Hamadan attribuiva appartenente a Ester. Queste interpretazioni non risultano fondate.

Nel 1850 J. J. Benjamin visitò la città e scrisse che vi vivevano circa 500 famiglie ebree, in presenza di tre sinagoghe; che le tombe fossero situate in un edificio magnifico all'interno delle mura cittadine e che fossero visitate dagli ebrei locali mensilmente; in particolare durante Purim vi si leggeva il Libro di Ester e le tombe venivano colpite dalle palme dei fedeli. Dieci anni dopo, anche Yehiel Fischel Castelman rimarcò la magnificenza dei sepolcri, riportando la tradizione locale secondo cui sarebbero stati fatti costruire dal tal Ciro, figlio di Ester; sulla cupola era iscritta una data, che egli non fu in grado di leggere. Nello stesso decennio Jakob Eduard Polak descrisse il sacrario come l'unico posto in cui gli ebrei persiani effettuassero pellegrinaggi e come il fulcro del quartiere ebraico, nonché unico sito sacro per gli ebrei in Persia. Trascrisse delle iscrizioni all'interno delle bare di quercia: le sezioni finali del libro di Ester, i nomi di tre benefattori che avevano contribuito al restauro del sepolcro e una data del 1309-10; in un'altra stanza era invece iscritta la data del 1140. Il governo iraniano asserisce che la struttura attuale risalga all'epoca dell'Ilkhanato e che un'iscrizione ebrea che daterebbe l'erezione del complesso al "1618" sia stata in realtà lasciata da un viaggiatore nel 1910, anche se non è chiaro quale calendario sarebbe stato usato per tale data.

Nel 1891 la tomba fu descritta come consistente in una camera esterna e in una camera interna sormontata da una cupola alta circa 15 metri, ricoperta di piastrelle blu, la maggior parte delle quali andate perse. Nella camera esterna erano presenti alcune tombe di ebrei facoltosi. Nel 1932 Menahem ha-Levi, un rabbino di Hamadan, scrisse che l'edificio era alto 20 metri, che riportasse sulla porta d'ingresso una citazione di Isaia 26, che il primo vano fosse stato costruito due secoli prima sulle tombe di un medico e di un messaggero di Hebron, e che un capo rabbino cittadino del XIX secolo fosse sepolto al centro della stanza. Descrisse un'apertura, tra le tombe principali, verso una grotta sotterranea, a cui si poteva accedere per manutenzioni. L'archeologo Ernst Herzfeld ha rifiutato l'ipotesi che il cenotaffio fosse legato a Ester e Mordecai, sostenendo che fossero stati seppelliti a Susa e che invece si trattasse della tomba di Shushandukht, figlia dell'esilarca Huna bar Nathan, moglie di Yazdegerd I e madre di Bahram V. Secondo Stuart C. Brown, il sito sarebbe proprio il sepolcro di Shushandukht, consorte ebrea del re sasanide Yazdegerd I (399–420). Secondo le leggende locali la cavità tra le tombe aprirebbe un passaggio diretto verso Gerusalemme.

La città di Hamadan in cui si trova il tempio corrisponde all'antica Hagmatana/Ecbatana, capitale dell'impero medo e una delle tre capitali del successivo impero achemenide; questa è la dinastia in cui la Bibbia data la storia di Ester e Mordercai, alla base della festa di Purim.

Attentati nel XXI secolo Nel maggio 2020 la tomba è stata il bersaglio di incendi dolosi insieme al tempio di Visnù di Bandar Abbas e al cimitero cristiano di Eslamshahr; i danni furono minimi, limitati ai danni da fumo. L'attentato fu condannato da numerose organizzazioni ebraiche, ma non ci fu una risposta da parte delle autorità iraniane. Nell'ottobre 2023, le tombe furono profanate in risposta al conflitto di Gaza. Nell'aprile 2024 il sacrario fu nuovamente attaccato con bombe Molotov in risposta al bombardamento del consolato iraniano di Damasco da parte di Israele.

Sito alternativo

Un'altra tradizione risalente al Medioevo colloca le tombe dei due personaggi biblici nel sito archeologico di Kfar Bar'am, in Galilea, vicino a un omonimo kibbutz.

Note

Bibliografia

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