La sequoia gigante di Longarone è un albero monumentale sito in località Faè a Longarone, nella valle del Vajont ed è ritenuta una delle prime sequoie giganti importate in Europa..
Storia La sequoia gigante di Longarone è nota per essere uno dei pochi alberi rimasti in piedi a seguito degli eventi del disastro del Vajont del 9 ottobre 1963; l'evento ha infatti lasciato una vistosa scortecciatura di circa cinque metri sul tronco dovuta all'onda di piena che però non riuscì a sradicare l'albero. Della tenuta Protti di Faè rimangono solo alcuni resti della casa padronale, la sequoia gigante e una cappella fatta erigere dai locali in ricordo della tragedia.
Assurta, in quanto testimone della frana del monte Toc, a simbolo di un territorio devastato ma che ha saputo rialzarsi, la pianta è chiamata localmente "pianta dell'Ajal" o "pianta santa" probabilmente perché, per la sua mole, pare riuscire a toccare il cielo.
La sequoia gigante di Longarone fa parte dell'elenco degli alberi monumentali italiani con identificativo 02/M342/BL/05
Descrizione Di oltre 170 anni di età, la sequoia risulta alta circa 33 metri e con una circonferenza del tronco di circa 6 metri. Veniva considerata fino agli anni cinquanta una delle sequoie più alte d'Italia raggiungendo i 40 metri di altezza, sino a quando un fulmine colpì la punta dell'albero spezzandone 8 metri. Sul tronco si può osservare anche una vistosa cicatrice di circa 5 metri d'altezza corrispondente al livello raggiunto dall'acqua e il fango riversatisi nella valle durante il disastro del 1963.
Note
Bibliografia
Categoria:Sequoie monumentali Categoria:Alberi monumentali del Veneto Categoria:Longarone