Giovanni Vincenzo Boselli nasce a Vigolo Marchese (PC) il 25 giugno del 1760. Nelll’atto di battesimo del 27 giugno troviamo i nomi del padre, Giovanni Francesco Ippolito Boselli Bonini e della madre, Angela Parma. Notiamo che fu battezzato con il nome di Vincenzo Giuseppe anziché di Vincenzo Giovanni, nome che troviamo nelle sue firme.. Talvolta il Boselli si firma con il doppio cognome Boselli-Bonini, come il padre che aveva aggiunto al suo cognome quello della madre, la contessa Teresa Bonini.
Dopo aver frequentato il seminario vescovile di Piacenza, è ammesso nel 1775 al Collegio Alberoni dove ha come compagni di camerata Giandomenico Romagnosi, Lodovico Loschi diventato vescovo di Piacenza, e altri come Giuseppe Gervasi e Melchiorre Gioia. Ordinato sacerdote, alla fine del 1700 diventa canonico della basilica di Sant’Antonino in Piacenza e archivista di quel Capitolo, poi canonico della Cattedrale.
Agli impegni ecclesiastici alterna lo studio dei documenti relativi alla storia di Piacenza soprattutto di quelli conservati nel vasto archivio della basilica di Sant’ Antonino, probabilmente inaccessibile ai suoi più importanti predecessori, gli storici Pier Maria Campi e Cristoforo Poggiali. Le sue “Storie Piacentine” contengono elementi nuovi rispetto alle precedenti, frutto di ricerche oltre che negli archivi di S, Antonino anche in quelli della Cattedrale, del Comune e di privati come quello della famiglia Scotti. Il primo volume delle “Storie Piacentine” viene pubblicato nel 1793 con i tipi di Salvoni; nella dedica al principe Lodovico di Borbone il Boselli spiega i motivi che lo hanno indotto a pubblicare le Storie. Dice, infatti, che già nel passato uomini illustri e autorevoli quali: Pier Maria Campi nel 1651-52 e Cristoforo Poggiali fra il 1756 e il 1766 scrissero storie della città di Piacenza, ma la sua storia, seppure “inferiore e di mole e di pregio”, è degna di essere aggiunta alle precedenti perché l’indagine delle antiche carte ha fatto “scoprire cose da più secoli dimenticate”. Il primo volume è diviso in 12 libri e contiene un’appendice di documenti che vanno dal 843 al 1308. L’intenzione del Boselli, con la stampa del primo volume, che arrivava fino al 1322, era quella di fermarsi, ma poi vinto dalle sollecitazioni degli amici pubblicò altri due volumi: il secondo relativo al periodo 1322 – 1500 pubblicato nel 1804 e il terzo dal 1500 al 1768 nel 1805, entrambi con i tipi di Ghiglioni, ponendo termine al suo lavoro, per una strana ragione “la spessezza del volume mi costringe a qui terminare le storie “.
I fatti storici descritti dal Boselli iniziano dalla fondazione di Piacenza e arrivano al 1768, mentre quelli del Poggiali si arrestano al 1731. Non si hanno notizie di rapporti con il Poggiali, morto quando il Boselli aveva 51 anni. Le Storie del Boselli, pur rappresentando un progresso rispetto a quelle del Campi e del Poggiali, non ebbero favorevole accoglienza. Probabilmente anche a causa di uno stile e di una edizione poco curati, i volumi rimasero per buona parte invenduti e finirono al macero. Il Balsamo esprime un giudizio sull’opera del Boselli rilevando il grande impegno profuso per il primo volume, un peggioramento nel secondo e una “arida cronistoria” dei fatti contemporanei nel terzo.
Nell’agosto del 1826 il Boselli aveva donato agli Ospizzi Civili di Piacenza la sua casa di via Guastafredda 15, a pochi passi dal Duomo. Nel 1984, centenario della morte, è stata posta sulla sua casa una targa che ricorda come in quel luogo G. V. Boselli “con amore filiale e diuturno attese alla stesura delle storie della patria Piacentina”. Il Boselli muore il 28 settembre 1844 all’età di 84 anni, la sua scomparsa, come dice il Cerri, “passò inavvertita forse perché da molti anni vivendo appartato dal mondo, sembrava già un trapassato tra i viventi”.
Opere • Delle Storie Piacentine, Ed. Salvoni - Piacenza – Tomo I – 1792;
• Delle Storie Piacentine, Ed. Ghilioni- Piacenza –Tomo II – 1804;
• Delle Storie Piacentine, Ed. Ghilioni- Piacenza –Tomo III – 1805;
• Manoscritti e documenti storici inediti Conservati presso: - Archivio di stato di Piacenza. I pezzi con i numeri 9 e 10 - Archivio Capitolare della Cattedrale di Piacenza. - Archivio Capitolare della basilica di S. Antonino. Cassette risalenti al riordinamento di G. V. Boselli della fine del XVIII secolo.
Note
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