Biografia Mir Emad Hassani era figlio di un sayyid del clan Sayfi di Qazvin. Fu allievo di Mohammad Hossein Tabrizi e da lui imparò lo stile calligrafico del nasta'liq. Studiò anche le principali opere dei più importanti calligrafi, sia del passato che suoi contemporanei.
La sua carriera di calligrafo iniziò alle dipendenze del generale Farhad Khan Qaramanlu, comandante di ʿAbbās I il Grande. Con lui viaggiò in Anatolia, nell'Hegiaz e nel Grande Khorasan.
Quando il suo mecenate venne giustiziato nel 1598, Mir Emad Hassani si isolò per un certo periodo e infine si trasferì a Esfahan. Il nasta'liq, che era stato standardizzato da Mir Ali Tabrizi, raggiunse la perfezione grazie ad Hassani, che sistemò molte delle imperfezioni nelle lettere, nelle parole e nelle linee guida della scrittura.
A Esfahan aprì una scuola, la cui fama andò oltre la Persia, raggiungendo anche diversi estimatori nelle corti dell'India e dell'Impero ottomano. Alcuni suoi allievi degni di nota furono sua figlia Goharshad Ghazvini, Nur al-Din Muhammad Lahiji, Abd al-Jabbar Isfahani, Abu Turab Isfahani, Mohammad Sāleh Khātun Ābādi e ʿAbd al-Rashid Daylami. Alcune poesie di Mir Emad ne evidenziano la natura gentile e il gusto modesto.
Data la grande fama, ci furono diversi tentativi di plagio delle calligrafie di Mir Emad Hassani, sebbene gli intenditori d'arte siano riusciti a distinguere le sue opere. Di queste non ne è sopravvissuta alcuna, tranne alcuni pezzi eccezionali e libri rari come il Golestān (Il roseto) e il Bostān (Il Verziere) di Saʿdi e il Monājāt-nāma di Abd Allah Ansari di Herat. Altre sue calligrafie sono conservate nelle istituzioni della Russia (Istituto di Studi Orientali dell'Accademia delle scienze di San Pietroburgo) e della Turchia (Biblioteca dell'Università di Istanbul). Altri album sono conservati nella Biblioteca nazionale dell'Iran a Teheran e nella Biblioteca nazionale di Francia a Parigi.
Accusato di essere sunnita, Mir Emad Hassani venne assassinato da un sicario di ʿAbbās I il Grande. Alcune voci non confermate da alcuna prova certa ipotizzano che fosse stato ucciso da Ali Reza Abbasi, suo rivale nella corte safavide. Venne sepolto nella moschea di Maghsoudbeyk nei pressi di piazza Naqsh-e jahàn a Esfahan.
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