Il sistema scolastico di Forlì comprende asili nido e scuole dell'infanzia, scuole primarie e secondarie di primo grado, licei, istituti tecnici e professionali. Alcuni istituti cittadini vantano una lunga storia, risalente al periodo post-unitario e agli inizi del Novecento.
Istituti comprensivi Nel 2015, in seguito a un riordino, viene stabilita la creazione di nove istituti comprensivi, che radunano con criterio territoriale scuole d'infanzia, elementari e medie inferiori. Nel 2018 agli istituti comprensivi viene ufficialmente attribuito un nome. +N°Istituto comprensivo Scuole dell'infanzia Scuole primarieScuole secondarie di primo grado1Tecla BaldoniIl giardino dei sogni Diego Fabbri Anello RivaltiCaterina Sforza2Irene Ugolini Zoli Arcobaleno Le Margherite Raffaele Rivalta Edmondo de AmicisMarco Palmezzano3Giuseppe PratiIl Platano Lamberto Valli Giovanni BersaniGiuseppe Orceoli4Annalena TonelliGiancarlo Cerini Dante Alighieri Alessandro ManzoniPiero Maroncelli5Tina Gori Le Api Mentore Aloidi Livio Tempesta Pio SquadraniGirolamo Mercuriale6Silvio ZavattiGirasole Aurelio Saffi Melozzo da ForlìBenedetto Croce7Carmen Silvestroni Rondine La Lucertola blu Duilio Peroni Gianni Rodari Giacomo MatteottiPietro Zangheri8Camelia Matatia Il Papavero L'albero felice San Martino in strada (Le ali) Archimede Mellini Angioletto Focaccia Raoul FollerauSan Martino in Strada9Beatrice Portinari Aeroplano Il pettirosso (Villafranca) Peppino Vallicelli Decio RaggiGlauco Fiorini
Scuole dell'infanzia
Asilo Infantile Gli asili infantili, che nascono in Inghilterra a metà Ottocento, tardano ad arrivare a Forlì, dove esistono invece delle sale di custodia a pagamento, chiamati stazzoni (stassò) che vengono però considerati luoghi non sempre adeguati, in quanto gestiti da donne senza preparazione e spesso caratterizzati da scarsa igiene e poca cura, come annota il conte Sesto Matteucci nel 1843.
Nel 1847 si comincia a parlare della possibilità di avere un asilo infantile, ma solo dopo l'annessione al Regno d'Italia si dà seguito al progetto che si concretizza nel 1863. Viene così aperto nei locali dell'ex Ospedale dei pellegrini un asilo con cento iscritti, mentre l'anno dopo parte il corrispondente femminile con 40 bambine. L'asilo è pensato per i bambini poveri, orfani, o abbandonati fra i 3 e i 5 anni. Nel 1879 viene trasferito in via Caterina Sforza, dove sorgeva l'ex convento di Santa Maria in Valverde. Nel tempo quello che era un ricovero pensato per i poveri diventa un vero e proprio asilo inteso come propedeutica alle scuole elementari. Nel 1894 i bambini fra i tre e i sei anni trascorrono sette ore d'inverno e nove d'estate negli ambienti dove si dedicano soprattutto al gioco, vengono nutriti e puliti. Oltre alla direttrice risultano impiegate otto maestre, un'insegnante di pianoforte (ruolo ricoperto dalla famosa maestra Tecla Baldoni a cui sarà poi dedicato un plesso scolastico), una cuoca, una custode e due inservienti. Nel 1920 l'istituto riceve in eredità il patrimonio dei fratelli Apelle e Antonio Santarelli a cui viene intitolato nel 1926. Nel 1937 viene inaugurata la sede storica che continua l'attività fino al 2012, quando l'asilo viene chiuso.
Regio giardino d'infanzia o Asilo froebeliano La scuola viene creata nel 1882, voluta dal professor Venerio Orlandi, seguace di Friedrich Fröbel. L'istituto era a pagamento annuale e quindi poco frequentato (nel 1893 sono iscritti 15 bambini, mentre nell'Asilo Infantile ce ne sono 270). La prima sede era palazzo Piazza Paulucci, ma viene poi spostato vicino alla Scuola Normale in via Orfane (poi Anita Garibaldi), in modo che le studentesse potessero fare un tirocinio pratico nell'asilo.
Asilo infantile delle Suore Francescane Nato nel 1885 per iniziativa di suor Veronica (Carolina Gennaioli) si è sempre trovato in via Diamante (poi Achille Cantoni) e anche questo segue gli insegnamenti di Friedrich Fröbel. In attività anche nel Novecento e negli anni Duemila.
Riordino odierno Altri asili vengono ad affiancarsi nel tempo a quelli storici, divisi in scuole comunali (Angeletti, Bolognesi/Santarelli, Bruco, Chiocciola, Gobetti, Quadrifoglio, Querzoli, Peter Pan), statali (Il Giardino dei Sogni, Arcobaleno, Le Margherite, Il Platano, Manzoni, Le Api, Mentore Aloidi, Girasole, La lucertola blu, La Rondine, Il Pettirosso, San Martino in Strada, Il Papavero, Aeroplano, Villafranca) e paritarie (Merloni, Santa Maria Lauretana, San Giovanni Bosco, Santa Maria Bambina, Santa Maria del Fiore, Santa Maria Ausiliatrice, Francescane, Santi Pietro e Paolo, Primavera di Gesù, La Nave, Campanellino).
Scuole primarie Scuole che impartissero insegnamento di lettura e scrittura sono testimoniate fin dal XV secolo, dato che nel 1425 Giovanni di Mastro Pedrino nella sua Cronaca riporta la presenza di un maestro di nome ser Alberigho da Barbiano e anche l'evento più celebre relativo alla patrona della città, la Madonna del Fuoco, vede tramandato il nome di un maestro, Lombardino da Rio Petroso (forse però insegnante d'arte), che operava nella scuola distrutta dal fuoco nel 1428.
Nel 1812 viene stabilito di dotare le città di scuole in proporzione al numero di abitanti e quindi compaiono a Forlì quattro scuole, una per rione. In queste veniva insegnato gratuitamente leggere, scrivere e le quattro operazioni aritmetiche. Nel 1814 risultano 162 iscritti (rione Cotogni 38, rione San Pietro 37, rione Schiavonia 47, rione Ravaldino 40), tutti maschi. Le scuole femminili compaiono nel 1858.
Nel 1863 vengono istituite le scuole rurali (Sobborgo Mazzini, Sobborgo Schiavonia, Villa Ronco, Malmissole e Barisano, Rovere, Vecchiazzano, Carpinello, San Martino in Strada, Villafranca, Pievequinta, Casemurate, Forniolo, Ravaldino, Collina, Magliano, San Tomè, Pieve acquedotto), serali e domenicali. Gli alunni sono in totale 1758, le classi sono di 40 alunni per il primo biennio, ridotti poi per il biennio successivo e il numero di coloro che ottengono la licenza elementare è basso rispetto ai frequentanti.
Riordino odierno Primarie statali: Diego Fabbri, Anello Rivalti, Edmondo de Amicis, Raffaele Rivalta, Giovanni Bersani, Lamberto Valli, Dante Alighieri, Alessandro Manzoni, Livio Tempesta, Pio Squadrani, Aurelio Saffi, Melozzo da Forlì, Gianni Rodari, Giacomo Matteotti, Duilio Peroni, Angioletto Focaccia, Raoul Follerau, Archimede Mellini, Peppino Vallicelli, Decio Raggi.
Primarie paritarie: Santa Maria del Fiore, Don Oreste Benzi, Madre Clelia Merloni, La Nave.
Scuole secondarie di primo grado Nel periodo post-unitario, l’istruzione secondaria di primo grado era ancora frammentata e prevalentemente di tipo classico, destinata a un'élite sociale. Le scuole medie, come le conosciamo oggi, iniziarono a prendere forma con la legge Casati del 1859, che istituì le scuole secondarie in Italia. A Forlì, l’istituzione di scuole medie fu un processo graduale, con l’apertura di istituti che offrivano un curriculum più ampio rispetto alle scuole elementari, includendo materie come italiano, matematica, storia e geografia.
Con l’entrata in vigore della legge Coppino nel 1877, che rese l’istruzione elementare obbligatoria, si registrò un aumento significativo della domanda di istruzione secondaria. Nel XX secolo, in particolare negli anni '60 e '70, le scuole medie subirono ulteriori trasformazioni. Con la riforma scolastica del 1962, che istituì la scuola media unica, le scuole si adattarono a questo nuovo modello educativo, offrendo un percorso di studi triennale che integrava le precedenti scuole elementari e le scuole medie inferiori.
Riordino odierno Tecla Baldoni, Marco Palmezzano, Giuseppe Orceoli, Piero Maroncelli, Girolamo Mercuriale, Benedetto Croce, Pietro Zangheri, San Martino in Strada, Glauco Fiorini.
Scuole secondarie di secondo grado
Liceo Classico Statale Giovanni Battista Morgagni
Il Liceo classico dedicato a Giovan Battista Morgagni è uno storico liceo della città di Forlì, risalente al Settecento.
L'istituto ha avuto diverse sedi. Viene fondato, nel 1764, da Vincenzo Cesarini-Mazzoni, che vuole lasciare anche un legato per il suo funzionamento con decorrenza dal 1777: l'istituto era noto all'epoca come Ginnasio "Cesarini-Mazzoni".
Fra i docenti illustri di questi primi anni, va citato il dottor Domenico Savorelli, medico e latinista di fama, nonché benefattore, morto il 17 dicembre 1783.
Nel 1797 il Comune acquisisce la gestione della scuola, che trasferisce, durante la Restaurazione, nel Palazzo dei Signori della Missione, acquistato nel 1815; il Palazzo diviene noto, in città, anche come Palazzo degli Studi. In questa sede, l'istituto assume il nome di Giovanni Battista Morgagni e diviene un regio liceo, col passaggio della proprietà allo Stato.
Nel 1925 il Morgagni viene trasferito dal Palazzo degli Studi alla nuova sede di corso Vittorio Emanuele, l'antico Borgo Cotogni, oggi corso della Repubblica. Si tratta dell'edificio detto dell'Abbondanza, perché era stato deposito alimentare ai tempi del Governo Pontificio. Dopo essere diventato, con gli opportuni adattamenti, prima caserma e poi sede del Circolo Giuseppe Mazzini, l'edificio, allo scioglimento del Circolo, decretato dal fascismo in quanto associazione di stampo repubblicano, diviene proprietà del Comune, che ne fa la nuova sede del liceo. Dopo la seconda guerra mondiale, il Circolo Giuseppe Mazzini recupera la sua sede, mentre il liceo si installa in un altro edificio d'importanza storica, il Palazzo dell'ex collegio aeronautico, in viale Roma.
Nel 1997 il Morgagni ha assorbito anche l'istituto magistrale Marzia degli Ordelaffi, collocato nel medesimo edificio.
Dal 2010 gli indirizzi sono nominati Liceo classico, Liceo Linguistico, Liceo delle Scienze Umane (di cui esiste anche l'opzione economico sociale).
Liceo Artistico e Musicale Antonio Canova Nel febbraio 1870 viene istituita dal Municipio la Scuola Municipale di Belle Arti, annessa al Liceo-ginnasio e con sede nel Palazzo degli studi. Professore e Direttore è Vitaliano Vitali. Nel 1870-71 gli studenti sono 20 e l'anno successivo 32. Il locale è molto ampio, ben illuminato e arieggiato e gli studenti hanno a disposizione molto materiale fra cui cavalletti, tavole e trespoli, oltre a modelli scultorei e litografie. Si accede con minimo quindici anni d'età, la scuola dura sei anni, è aperta alle donne ed è gratuita. Viene creata una seconda sezione, dividendo quindi gli allievi fra colti e artigiani.
Fino al 1885 la scuola resta annessa al Liceo Classico per poi separarsi e diventare autonoma ed essere dedicata a Melozzo degli Ambrosi nel 1891. Nel 1892 frequentano la scuola 64 studenti, ma nel 1894 essa viene chiusa perché la spesa viene ritenuta eccessiva per il comune e la scarsa praticità del profilo degli studenti in uscita scoraggia la prosecuzione della scuola in tale forma.
L'insegnamento del disegno prosegue nella scuola d'arti e mestieri Umberto I, ma con una declinazione molto più pratica e già con un'ottica artigianale o industriale. Restano anche alcuni corsi di disegno nella Scuola Normale e nella Scuola Professionale Femminile.
Nel 1959 viene fondato l'istituto d'arte con la sezione Decorazione Pittorica (tecniche murali, pittura, lacche dorature e dal 1987 restauro) e la sezione Metalli (Smalto; Cesello e sbalzo; Oreficeria e gioiello). Nel 1995 viene creata la Sperimentazione Michelangelo con l’istituzione del Corso di Liceo Artistico, aggiungendo anche agli indirizzi già esistenti Architettura e arredamento e Design Industriale e nel 2010, Pittura. Nel 2011, per effetto della riforma diviene Liceo Artistico e Musicale.