Duca di Fernandina è un titolo ereditario della parìa di Spagna, creato da Re Filippo II a García Álvarez de Toledo y Osorio, Viceré di Sicilia e Catalogna, e in seguito Marchese di Villafranca del Bierzo, titolo ereditato dal fratello maggiore Fadrique Álvarez. Il titolo fu conferito il 24 dicembre 1559, insieme a quello di principe di Montalbano.

Il titolo di duca Fernandina è l'unico titolo spagnolo che non è collegato alla Grandezza di Spagna e fa riferimento alla città di Ferrandina in Basilicata.

L'attuale detentore è Alonso-Enrique González de Gregorio y Viñamata, XIV duca di Ferrandina.

Prima creazione Il titolo fu creato una prima volta da re Ferdinando il Cattolico nel 1505 per Giovanni Castriota Granai, II conte di Copertino: quando sua figlia, la duchessa Maria, morì senza eredi nel 1548, il titolo ducale andò estinto, nonostante le pretese di successione del vedovo e cugino Antonio Granai Castriota.

Seconda creazione Nel 1569 Filippo II di Spagna ricreò il titolo in favore di García de Toledo Osorio, uno dei principali condottieri navali dell'epoca, viceré di Catalogna e Sicilia, comandante supremo della flotta del Mar Mediterraneo come Capitano Generale del Mare tra il 1564 e il 1568. La concessione di questo feudo napoletano servì a saldare i debiti che la Corona aveva con lui per stipendi arretrati e vari anticipi, oltre a premiare le sue imprese belliche, in particolare la conquista del Peñón de Vélez de la Gomera e il soccorso all'assedio di Malta nel 1565.

García era il secondogenito del viceré di Napoli Pedro Álvarez de Toledo y Zúñiga e di María Osorio y Pimentel seconda marchesa di Villafranca del Bierzo. Alla morte del fratello maggiore Fadrique, pochi mesi dopo aver ricevuto il titolo ducale Fernandina, divenne anche IV marchese di Villafranca.

Il ducato passò quindi ai primogeniti della casata, che assunsero il titolo di duchi di Fernandina fintanto che erano eredi del marchesato. Questa usanza sopravvisse fino alla seconda metà del XIX secolo, quando i marchesi cominciarono a preferire il titolo di duca di Medina Sidonia che avevano acquisito per assi ereditari, e i loro primogeniti quello di conte di Niebla.

Il XIII marchese di Villafranca Pedro de Alcántara Álvarez de Toledo y Palafox non ottemperò alle nuove procedure di successione nobiliare introdotte dalla riforma tributaria del 1845, e il titolo rimase vacante in Spagna. Fu invece riconosciuto nel Regno delle Due Sicilie, lo Stato in cui allora risiedeva Fernandina, e successivamente, dopo la sua unificazione, nel Regno d'Italia.

Dopo aver promulgato nel 1947 la Legge di successione del Capo dello Stato, con la quale la Spagna fu ricostituita in regno, Franco ripristinò la legislazione nobiliare vigente prima della proclamazione della Repubblica. Ciò permise a Luisa Isabel Álvarez de Toledo XXI Duchessa di Medina Sidonia di richiedere, il 26 aprile 1958, la riabilitazione dei ducati di Fernandina e Montalto, che intendeva distribuire rispettivamente ai suoi figli minori Pilar e Gabriel González de Gregorio, poiché il resto dei titoli di famiglia sarebbero dovuti passare al maggiore, Leoncio, Conte di Niebla. Tuttavia il processo fu bloccato dalle circostanze personali della Duchessa, che intraprese un attivismo politico contro il regime, fino alla partecipazione alle proteste dopo l'incidente di Palomares, attività che finì per portarla in prigione nel 1969 e successivamente all'esilio in Francia, oltre a guadagnarsi il soprannome popolare di Duchessa Rossa.

Nel 1975, dopo la morte di Franco, la Duchessa tornò dall'esilio e si stabilì a Sanlúcar de Barrameda. Lì, l'8 gennaio 1980, cedette i suoi diritti sul Ducato di Fernandina alla figlia Pilar, con un atto notarile in cui anche il figlio maggiore, il Conte di Niebla, rinunciava ai propri diritti. Poco dopo, il 15 febbraio, anche il fratello minore, Gabriel, fece lo stesso davanti a un notaio a Madrid. In questa maniera la duchessa lasciò nelle mani della figlia la possibilità di riabilitare il titolo, attraverso la corrispondente procedura amministrativa presso il Ministero della Giustizia. Pilar richiese la riabilitazione il 20 luglio 1982 ma, risiedendo all'estero in quel momento, lasciò la pratica incompiuta, per riprenderla una volta tornata in Spagna, formulando una nuova istanza il 23 giugno 1986.

Due anni dopo, l'11 marzo 1988, a metà del processo, fu emanato un decreto reale che limitava notevolmente le possibilità di riabilitazione dei titoli nobiliari, essendo possibile solo per quelle dignità che erano state vacanti per meno di quarant'anni, oltre a stabilire un limite di sei gradi genealogici tra il richiedente e l'ultimo titolare legale. Tuttavia una disposizione transitoria alla fine della legge esentò da questi nuovi requisiti le domande anteriori alla sua entrata in vigore, il che permise a Pilar di proseguire con il percorso di riabilitazione, nonostante il ducato di Fernandina fosse vacante in Spagna da più di cento anni, almeno dal 1869.

Il 22 gennaio 1993 Juan Carlos I firmò la riabilitazione del titolo a favore di Pilar, che divenne Duchessa di Fernandina ma senza Grandezza di Spagna. Questa dignità, la più alta nella gerarchia nobiliare spagnola, non era mai stata propria del ducato, mentre invece era legata al titolo principale della famiglia, quello di marchese di Villafranca.

Note

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