La Artiglieria Contraerea (Ar. Co.), articolata in sei gruppi, fu istituita il 1 gennaio 1944 nell'ambito dall'Aeronautica Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana, dopo lo scioglimento della Difesa Contro Aerea Territoriale (DICAT), avvenuto il 31 dicembre 1943.

Storia

Nell'ottobre 1943 fu costituito il Comando Avvistamento Aereo con quartier generale a Busto Arsizio.. Dal 10 dicembre 1943 il capo di stato maggiore della Milizia Controaerei (MACA) Giuseppe Giorgi si era assunto il compito di preparare le strutture di una nuova organizzazione, posta sotto controllo dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana.. Il 31 dicembre 1943 venne sciolta la Difesa Contro Aerea Territoriale (DICAT), l'organizzazione antiaerea della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale (MVSN), e il giorno successivo, per iniziativa del sottosegretario di stato all'Aeronautica Nazionale Repubblicana, colonnello Ernesto Botto, fu fondata l'Ar.Co. (Artiglieria Contraerea) che si sarebbe dovuta occupare della difesa dei territori della Repubblica Sociale Italiana. Il comando dell'artiglieria contraerea fu affidato al generale di brigata aerea Giuseppe Giorgi, sostituito il 9 febbraio 1944 dal parigrado Pietro Fiaschi, cattedratico di calcolo superiore all'università di Pavia, in occasione del giuramento alla RSI.. La cerimonia del giuramento avvenne nella sede Ar.Co. di Casalecchio di Reno, Cà del Bosco (Bologna) alla presenza di Autorità del 202. C.M.R. di Bologna e di quelle tedesche della Flak-Süd, il cui Comando generale era situato a Casalecchio di Reno, Villa Talon. Nel frattempo a Busto Arsizio, alla dipendenza dell'ANR e della 2. Luftflotte della Luftwaffe, era iniziata l'attività del Servizio Segnalazione Scoperta Aerei - SSSA (comandante Francesco Mariani, poi Enrico Pandiani) strutturato in Centri raccolta notizie regionali, in Centri vaglio notizie provinciali e in punti di avvistamento periferici, con circa 8.000 avieri inquadrati in due Battaglioni del 200. Luftnachrichten Regiment (dotato di due esigui battaglioni di specialisti tedeschi) e nel castello di Brescia era stato insediato un Centro di Avvistamento femminile (comandante Paola Dalai), funzionante per tutta la durata della guerra..

Il quartier generale dell'Ar.Co. fu dapprima posto a Villa Federzoni a Casalecchio di Reno, dove rimase fino all'aprile 1944, quando fu trasferito alla Villa dei Conti Giuliari ad Albarè Alto, frazione di Constermano, mentre il comando della Flak-Süd si posizionò ad Affi.. Fiaschi ebbe come collaboratori il capo di stato maggiore Vittore Franzosini, il colonnello Rustici, il tenente Addari, il capitano Liuzzi all'Intendenza; i maggiori Ascione e Landi e il capitano Brunelli; i capitani Bertrand e De Angelis al quartier generale; il maggiore Bene alla sanità; il capitano Balzanelli ai nebbiogeni.. Ai depositi, al coordinamento dei Gruppi contraerei e alle operazioni i tenenti colonnelli Gallerani e Scatena, i maggiori Fedeli, Padoan e Giodano, i capitani Bacigalupo, Biletta, Caputo, Germanis, Giacomini, Marangio, Mazzaroli, Muratelli, Murdas, Onnis, Trasversa e Mastrantonio, che fu capo provincia a Piacenza. L'Ar.Co. era posto alle dirette dipendenze del sottosegretario di stato all'ANR, che si trovava a Bellagio. Al collegamento vi erano i colonnelli Angelo Tondi e Giovanni Buffa, mentre il maggiore Lindemayer fu addetto delle Luftwaffe al collegamento presos l'Ar.Co., mentre il tenente colonnello La Manna presso il quartier generale della Flak.

Il 26 aprile 1945 avviene il ripiegamento finale su Bolzano e tre giorni dopo lo vi fu lo scioglimento del Comando Ar.Co., insieme ai superstiti del I Gruppo "Amerio" e II Gruppo "Frattini.

Durante la sua attività nella seconda guerra mondiale l'Ar.Co. mantenne i sempre in servizio circa 100 pezzi d'artiglieria e 400 mitragliere pesanti, con 25-30.000 effettivi. Ai suoi gruppi furono accreditati l'abbattimento di 128 velivoli tra bombardieri medi e pesanti, e caccia.

Reparti In sostituzione della scuola di Sabaudia, che si trovava troppo vicina al fronte, ne fu istituita una a Marostica, con il compito di addestrare il personale con un corso di circa 40 giorni. Furono organizzati 4 depositi: 1° Deposito AR.CO. a Monza, successivamente trasferito a Vicenza. 2° Deposito AR.CO. a Padova. 2° Deposito AR.CO. a Vicenza. 4° Deposito AR.CO. a Mestre. Il 1°, il 2° e il 4° Deposito disponevano ognuno di tre batterie equipaggiate con i cannoni Ansaldo 90/53, mentre il 3° disponeva di tre batterie dotate di pezzi da 88/56. Tutta la distribuzione dei cannoni (sia nuovi che usati) e del relativo munizionamento (sia nuovo che usato), restò sempre saldamente in mano ai tedeschi, così come la gestione del relativo personale.

Inoltre furono costituiti 4 centri di affluenza del personale, due centri di smistamento e una scuola ufficiali: Centro di Affluenza Ar.Co. di Milano; Centro di Affluenza Ar.Co. di Monza Centro di Affluenza Ar.Co. di Genova; Centro di Affluenza Ar.Co. di Bolzano; Centro di smistamento Ar.Co. di Bolzano; Centro di smistamento Ar.Co. di Bologna; Scuola di perfezionamento e di selezione degli ufficiali di Marostica.

I reparti Per la difesa del territorio, in prevalenza le città del Veneto, contro gli attacchi aerei, l'Ar.Co. disponeva di 6 Gruppi fissi di artiglieria antiaerea, riuniti in 2 Reggimenti (I e V) con cannoni da 90/53 mm integrati da mitragliere da 20/65 mm e 34/54 mm e un Gruppo nebbiogeno con sede a Ferrara, comandato dal capitano Nicola Balzanelli.

I Reggimento Ar.Co. al comando del centurione Alfonso Amerio: I Gruppo Ar.Co. "Amerio": già costituito direttamente il 9 settembre 1943 a La Spezia per iniziativa del centurione Alfonso Amerio,Successivamente Amerio fu promosso tenente colonnello per merito di guerra. esso traeva le sue origini dalla batteria "Monte" dotata di cannoni da 102/35 Mod. 1914. Tale reparto rimase sempre in servizio, recuperando su iniziativa di Amerio molte armi provenienti da altre batterie. Entro la fine del mese di settembre 1943 erano state messe in postazione altre 4 batterie da 90/53 Mod. 1939, integrate da alcuni cannoni dal 100/47 provenienti dalla Regia Marina. I suoi pezzi entrarono in azione per la prima volta il 20 settembre, ed il primo abbattimento confermato avvenne il 25 dicembre. Il Gruppo " Amerio" lasciò La Spezia il 13 aprile 1944, quando i cannoni e parte del personale passarono direttamente agli ordini della Kriegsmarine tedesca, venendo riposizionato a San Michele Extra, nell'area di Verona. A quel tempo era equipaggiato con 7 batterie, ognuna su 4 pezzi da 90/53, 2 cannoni Bofors 40 mm e 2 mitragliere Breda 35 da 20 mm. La 7ª Batteria fu posizionata a Gargano, a diretta protezione della sede della RSI. Una volta sabotati i pezzi, si ritirò in Val d'Adige (BZ) ove si sciolse il 28 aprile 1945.. III Gruppo Ar.Co. "Gambassini": fu costituito a Mestre, Venezia, nel dicembre 1943, al comando del maggiore Gambassini. Il reparto fu posto a difesa delle zone industriali di Mestre e Marghera. Il gruppo era dotato di 4 batterie, ciascuna composta da 4 pezzi da 90/53 e 2 cannoni Breda Mod.35 da 20/65 mm. Il 2 maggio 1945 il gruppo si sciolse a Mestre. IV Gruppo Ar.Co. "Cavalli": fu costituito a Vicenza, nel dicembre 1943, al comando del maggiore Cavalli. Il reparto fu posto a difesa dell'area vicentina. Il gruppo era dotato di 4 batterie, ciascuna composta da 4 pezzi da 90/53 e 2 cannoni Breda Mod.35 da 20/65 mm. Il 28 aprile 1945 il gruppo si sciolse a Vicenza.

V Reggimento Ar.Co. al comando di Giovanni Buffa: II Gruppo Ar.Co. "Frattini": fu costituito a Madonna di Campagna (Torino) nel novembre 1943 al comando del maggiore Frattini, e poi trasferito a Verona. Il reparto attuò un attento schieramento, con molte false postazioni al fine di evitare il più possibile gli attacchi dell'aviazione nemica.. Il gruppo era dotato di 4 batterie, ciascuna composta da 4 pezzi da 90/53 e 2 cannoni Breda Mod.35 da 20/65 mm. Il 24 aprile 1945 il gruppo entrò in azione per l'ultima volta e poi, sabotati i pezzi, si ritirò a Bolzano dove si sciolse il 29 aprile 1945. V Gruppo Ar.Co. "Lattanzi": fu costituito a Verona, nel dicembre 1943, al comando del maggiore Lattanzi. Il reparto fu posto a difesa dello snodo strategico ferroviario di Verona, via di collegamento principale dove passava la ferrovia per il Brennero e la Germania. Il gruppo era dotato di 4 batterie, ciascuna composta da 4 pezzi da 90/53 e 2 cannoni Breda Mod.35 da 20/65 mm. Il 28 aprile 1945 il gruppo si sciolse a Verona. VI Gruppo Ar.Co. "Paganuzzi": fu costituito a Vicenza nel gennaio 1944, al comando del maggiore Paganuzzi. Il reparto fu posto a difesa dell'area vicentina. Il gruppo era dotato di 4 batterie, ciascuna composta da 4 pezzi da 90/53 e 2 cannoni Breda Mod.37 da 37/54 mm. Il 28 aprile 1945 il gruppo si sciolse a Verona.

Le batterie disponevano di pezzi a lunga gittata (8 km in verticale) asserviti, per i bersagli in distanza a centrali di tiro ottiche G.B.S. di provenienza italiana e Zeis tedesche. I telemetri della centrale ottica segnalavano automaticamente ai cannoni l'elevazione e la direzione di puntamento e il tempo di graduazione della spoletta. Tutti i radar rimasero sotto il controllo del personale tedesco, mentre il personale italiano della rete rete di avvistamento ottico dotata di potenti binocoli.. Gli aeroporti furono difesi da cannoni da 20/65 integrati da mitragliatrici Breda-SAFAT MC.7,7 e Breda-SAFAT MC.12,7 installate su affusti di fortuna.

Le batterie miste Con la mobilitazione seguita all'8 settembre 1943 vennero chiamati a prestare servizio nell'Aeronautica Nazionale Repubblicana circa 78.000 persone.. Dato il forte esubero, circa 50.000 furono trasferiti ai reparti antiaerei tedeschi (Flak). Essi furono i primi ad entrare in combattimento con il 78. e 137. Flak Regiment, seguito successivamente dal 5. Flak Regiment impiegato sulla testa di ponte di Anzio. Combatterono poi nella difesa di Roma, a Cassino e sulla Linea Gotica. Almeno 16.000 artiglieri furono inviati in Germania presso i reparti della Fl.a.k. (Fliegerabwehrkanone), e con essi vennero costituiti anche reparti nebbiogeni schierati nel Baltico, al comando del colonnello Fedi, a protezione della basi dei della Kriegsmarine e della Wehrmacht. Tali unità nebbiogene operarono anche in Romania, dove un plotone di avieri venne catturato dai rumeni dopo il cambio di alleanza (agosto 1944), e consegnato ai russi divenendo prigionieri di guerra. Dalla primavera del 1944 il personale di queste unità mantenne divise e distintivi italiani, ed era sotto la giurisdizione dell'Ar.Co.

Note Annotazioni

Fonti

Bibliografia

Periodici

Collegamenti esterni

Categoria:Aeronautica Nazionale Repubblicana