Il più bel sogno (Le bonheur) è un film francese del 1934, diretto da Marcel L'Herbier. In Italia fu presentato nel 1935 alla Mostra del cinema di Venezia.
Trama Philippe Lutcher è un disegnatore che viene incaricato dal suo giornale anarchico di eseguire caricature di persone celebri. Una di queste è Clara Stuart, star del music-hall e del cinema, che torna in Francia dagli Stati Uniti dopo una lunga assenza. Alla Gare Saint-Lazare l'attende una folla di ammiratori e Philippe è fra questi, per disegnarne una caricatura ma, contro gli stupidi entusiasmi del pubblico, è convinto che Clara conduce una vita ingiusta e lontana dagli ideali in cui lui crede fermamente.
Una sera, Philippe assiste uno spettacolo di Clara con un amico e non riesce a vincere l'emozione sentendola cantare Le bonheur, la sua canzone preferita. Clara intanto, nel suo camerino, non apprezza il ritratto del caricaturista. All'uscita dal teatro, Philippe non riesce a controllarsi e, spinto da un disprezzo per tutto ciò che rappresenta, la ferisce con un colpo di pistola sparato attraverso la portiera della sua auto. La donna non è in pericolo di vita, ma si chiede quale sia il movente di questo attentato, data la generosità che ha sempre manifestato verso il pubblico.
Davanti alla Corte d'Assise, accusato di tentato omicidio, Philippe dichiara senza scomporsi che Clara simboleggia la decadenza di una società che ha bisogno di idoli che vivono nel lusso, accrescendo i propri guadagni con l'adulazione di un pubblico ai loro piedi. Contro ogni previsione, si verifica un'inaspettata svolta degli eventi: Clara intuisce che il vero movente dell'aggressione è stato l'amore e, al termine di una vibrante arringa, difende il suo aggressore e chiede alla giuria di assolverlo. Suo marito, il principe de Choppé, pur ammettendo di vivere alle spalle della moglie, chiede al giudice che l'imputato sia condannato a un anno e mezzo di prigione. Philippe Lutcher non è l'anarchico politico ignorante che si credeva fosse, ma una persona colta, educata e cinica.
Scontata la pena, Philippe al suo rilascio dalla prigione trova ad attenderlo Clara, innamorata di lui. Tra due persone così diverse nasce una attrazione così forte che persino il principe de Choppé, pur ferito dal tradimento della moglie, decide di farsi da parte. I due vivono felici per un certo periodo, ma Philippe non crede nella sincerità di Clara. I suoi dubbi trovano conferma quando vede Clara girare una scena di notte nella stazione ferroviaria di Saint-Lazare in cui un uomo spara a una star del cinema. Per Philippe, è la loro storia ad essere oggetto del film. Secondo lui, Clara vive la loro passione come una finzione, e per questo la lascia. Lei gli offre dei soldi, ma lui accetta solo cento franchi. D'ora in poi, il suo amore per Clara continuerà in silenzio e all'insaputa di tutti, guardandola nell'oscurità dello schermo del cinema, dove sogni, felicità e amore sono eterni.Centro Cattolico Cinematografico, Segnalazioni cinematografiche vol. XVIII, Roma, 1947, p. 56
Produzione Il dramma di Bernstein da cui è tratto il film fu adattato dallo stesso L'Herbier per la sceneggiatura, con Michel Duran che collaborò per i dialoghi. Il regista scelse di rimanere sostanzialmente fedele al testo originale ma utilizzando ovviamente mezzi di espressione visivi invece che verbali. Il cambiamento significativo fu lo sfondo, in cui l'ambiente cinematografico riceve maggiore enfasi e riceve un ulteriore elemento di autoreferenzialità nelle scene del "film nel film", girate negli studi di Joinville con Harry Stradling come operatore di macchina, lo stesso che ha veramente effettuato le riprese di Le Bonheur.
Le riprese si svolsero negli studi di Joinville e a Parigi tra settembre e ottobre del 1934. Nella prima fila di giornalisti, nella scena del processo, lavora come comparsa un Jean Marais ancora sconosciuto.
Verso la fine delle riprese, una pesante macchina da presa cadde addosso al regista, che riportò la frattura di un polso e danni permanenti a un occhio. L'Herbier intraprese una lunga vertenza legale contro la Pathé, sostenendo il suo status di "autore" del film e non di semplice tecnico dipendente dalla società. Alla fine vinse la causa, e fu la prima volta in Francia che a un regista cinematografico venne legalmente riconosciuto il diritto di paternità sulle sue opere.
Distribuzione Il film esordì a Parigi il 15 settembre 1934 e fu presentato alla prima edizione del Festival di Mosca nel febbraio 1935 e alla Mostra del cinema di Venezia il 16 agosto dello stesso anno.
Accoglienza Il Corriere della Sera riferisce una tiepida accoglienza alla Mostra del Cinema: *«Film tutto dialogato, si sostiene quasi esclusivamente per la forza degli attori, specie Charles Boyer, che dà, accanto a Gaby Morlay, un'interpretazione ammirevole del suo personaggio. L'eccessiva lentezza e la faticosa regìa hanno intiepidito l'applauso finale»Corriere della Sera, 17 agosto 1935, p. 7
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Film drammatici