La filibusta (anche filibuster dall'originale termine inglese) è una forma estrema di ostruzionismo caratteristica della politica parlamentare, soprattutto dei paesi anglosassoni. Essa, attuata particolarmente dai partiti di opposizione per ostacolare il passaggio di leggi sgradite, consiste nel tenere impegnato il parlamento con discorsi molto lunghi e spesso anche scollegati dall'oggetto del dibattito, al fine di allungare esageratamente i tempi delle consultazioni ed esasperare il processo decisionale.
Etimologia La parola deriva dall'olandese vrijbuiter, "razziatore", che dapprima andò a designare i pirati che infestavano i Caraibi nel XVII secolo. Il termine venne poi riutilizzato a partire dal XIX secolo nella politica degli Stati Uniti d'America, dove per la propria spregiudicatezza alcuni uomini politici vennero paragonati proprio ai filibustieri dei secoli precedenti.
Funzionamento Negli Stati Uniti sono presenti due aule parlamentari, la Camera dei rappresentanti e il Senato. Mentre alla Camera sono possibili ampie maggioranze afferenti al partito vincitore delle elezioni, il Senato, composto da soli 100 membri, tipicamente presenta maggioranze molto contenute, se non proprio risicate.
Secondo la legislazione statunitense, un disegno di legge una volta introdotto viene prima discusso nelle aule parlamentari e poi messo ai voti. Il voto non è possibile finché dura la discussione, e ciò col tempo ha portato alla scoperta di una falla nelle procedure legislative, che non pongono limiti di durata temporale al dibattito. Ciò rende quindi possibile trascinare la discussione per ore e a volte anche giorni in maniera ininterrotta, al solo fine di non consentire la messa ai voti del disegno di legge in discussione. Per evitare abusi, in caso di lunghe discussioni può essere proposta una mozione di chiusura, che se passata obbligherebbe quindi i parlamentari a votare; per metterla in pratica tuttavia serve una maggioranza netta, che se alla Camera è facile ottenere, al Senato invece risulta quasi impossibile, richiedendo una soglia di 60 favorevoli, numero che di solito le maggioranze senatoriali sono ben lontane dal raggiungere.
Storia I padri fondatori degli Stati Uniti d'America negli anni 1780 avevano previsto l'insorgenza della filibusta in seguito alla polarizzazione politica, e avevano quindi predisposto tra le possibilità dei parlamentari quella di proporre mozioni di chiusura ai dibattiti. Tuttavia nel 1806, dato che la mozione non era fino ad allora mai stata utilizzata, l'allora vicepresidente Aaron Burr ne ottenne l'abolizione durante una riforma per eliminare alcune leggi scarsamente applicate e quindi inutili.
In pochi anni tuttavia divenne evidente che gli abusi prevenuti dalle mozioni di chiusura non avevano più mezzi di contrasto, e quindi soprattutto al Senato si cominciò a sfruttare questa mancanza per trascinare lungamente le discussioni e impedire il passaggio di disegni di legge non graditi, costringendo quindi il partito di maggioranza a rinviare le decisioni e molte volte anche a rinunciarvi del tutto. Nel corso del XIX e anche del XX secolo si ebbero numerosi esempi di filibusta. Uno dei più clamorosi occorse nel 1917, quando il presidente Woodrow Wilson, poco dopo l'entrata degli Stati Uniti nella prima guerra mondiale, presentò un disegno di legge per permettere alle navi mercantili di armarsi e difendersi dagli attacchi della marina imperiale tedesca. Un nutrito gruppo di senatori del Partito Repubblicano si oppose a questa norma, e tenne impegnato il Senato con continui discorsi per 23 giorni di seguito per non far passare la legge. Wilson, molto irritato, cominciò una violenta campagna mediatica contro i filibustieri, proponendo anche di ristabilire le mozioni di chiusura per arginare questo fenomeno. Si arrivò quindi a un compromesso, ristabilendo le mozioni di chiusura, effettive solo con una maggioranza di almeno 67 senatori (abbassata a 60 nel 1975).
Nel XXI secolo i partiti statunitensi riuscirono in parte ad aggirare la filibusta introducendo la cosiddetta "opzione nucleare". Nel 2013 i democratici di Barack Obama riuscirono a modificare il regolamento del Senato, abbassando la soglia di approvazione delle mozioni di chiusura ad una maggioranza semplice quando inerenti alla nomina di funzionari governativi; stessa cosa fecero poi i repubblicani di Donald Trump nel 2017, quando estesero tale eccezione anche alle nomine dei giudici della Corte Suprema. Il presidente Joe Biden all'inizio del suo mandato nel 2021 si era detto contrario all'uso dell'opzione nucleare, cambiando poi idea per l'ostruzionismo repubblicano e minacciando più volte di ricorrervi.
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Politica degli Stati Uniti d'America Categoria:Dibattiti politici Categoria:Dissenso