Biografia

Spesso il suo cognome è scritto come Buffalini. Non risultano notizie certe sulla sua formazione, forse in relazione a Pietro da Cortona. Già ventenne si trovava nell’entourage di Cassiano dal Pozzo e nei circoli barberiniani.Caterina Volpi, «Pier Andrea Bufalini (?), Ritratto di Francesco Bracciolini», in I segreti di un collezionista. Le straordinarie raccolte di Cassiano dal Pozzo 1588–1657, catalogo della mostra, Biella 2001, p.147. Nel 1656 fu censito come pittore.

In effetti la sua prima attività documentata è quella di cartografo e incisore. Nel 1659 partecipa alla realizzazione della Nova Et Esatta Tavola Del Regno Di Francia, stampata a Roma. Sue sono le incisioni della pubblicazione di Giovanni Pietro Bellori "Fragmenta vestigii veteris Romae ex lapidibus Farnesianis" (1673) e collaborò ai rilievi per "Gli antichi Sepolcri, ovvero Mausolei romani ed etruschi trovati in Roma" di Pietro Santi Bartoli.

A partire dagli anni settanta i suoi interessi si spostarono sull'architettura e nel 1673 fu ammesso come architetto tra gli accademici di San Luca. Tuttavia la sua un'attività come progettista risulta poco documentata. Fu architetto del monastero di Santa Maria di Sette Dolori (oblate agostiniane) e della Congregazione di San Gregorio (comunità croata a Roma). Fu anche "maestro di strade", facente parte dell'ufficio che si occupava della manutenzione delle strade di Roma e sono conservate molte sue relazioni d'ispezione insieme a Tomasso Zanoli.

In vecchiaia finì in povertà; del 1688 è l'ultimo documento che lo indica ancora in vitaː una sua lettera al papa in cui chiedeva di essere accolto in un convento.

Opere La sua opera maggiore fu la cattedrale di Ragusa la cui vicenda costruttiva è assai singolare. La cattedrale dalmata era andata distrutta in un disastroso terremoto nel 1667. La confraternita di San Girolamo a Roma si offrì di fornire il progetto per la ricostruzione dell'importante edificio religioso, affidato appunto a Pier Andrea Bufalini. Furono inviati disegni e modelli in legno della chiesa e delle sue parti. Bufalini non si recò mai in cantiere che fu invece coordinato da capomastri inviati da Roma (tra cui Paolo Andreotti).

Il progetto che prevedeva una pianta a croce latina, tre navate, cappelle laterali e copertura a botte fu comunque seguito. Alla morte di Bufalini che risulta documentato in vita fino al 1688, la chiesa in qualche modo era giunta fino all'imposta delle coperture e così rimase per un periodo di inattività. Successivamente l'architetto domenicano Tommaso Maria Napoli completò la copertura sostituendo la volta a botte con volte a crociera per migliorare la luminosità.

Note