La battaglia dell'Iller, nota anche come battaglia di Erolzheim, è stato uno scontro, avvenuto il 5 giugno 1800 nel contesto della guerra della Seconda coalizione, tra le forze dell'Armata del Reno del generale Moreau e l'esercito austriaco del generale Kray.

Contesto storico

Nel 1799 le forze europee si allearono nuovamente per tentare di rovesciare il regime repubblicano francese. Dopo un anno di guerre, gli unici due fronti attivi rimasti erano quello italiano, dove il generale Massena con la sua armata presidiava la Liguria e si opponeva all'esercito dell'austriaco von Melas, e quello tedesco, dove viveva uno stallo, creatosi in seguito alla ritirata di Jourdan oltre al Reno e alla debacle delle forze della coalizione in Svizzera.

Dopo il colpo di Stato del 18 brumaio, Bonaparte era salito al potere come Primo Console. La posizione di Napoleone, però, era ancora precaria e il generale corso avrebbe dovuto guadagnare in fretta il supporto popolare per legittimare la propria presa di potere. L'obiettivo del nuovo governo francese fu quindi di portare la guerra alla sua conclusione il più velocemente possibile. Secondo il piano di Bonaparte, Moreau avrebbe dovuto avanzare in Germania, liberare la zona dalle armate di Kray e creare un corridoio in cui fare passare alcuni rinforzi da inviare poi in Italia a supporto dell'Armata di Riserva.. Moreau iniziò la propria campagna il 25 aprile, attraversando il Reno. L'attraversamento fu effettuato in più punti e il grosso dell'esercito francese si radunò nei primi giorni di maggio nella Germania meridionale. Il 3 maggio le forze repubblicane e quelle imperiali si scontrarono per la prima volta nei pressi di Stockach ed Engen, ripetendosi due giorni dopo a Messkirch: Moreau riuscì a vincere entrambi gli scontri e a cacciare indietro l'armata di Kray. Il generale austriaco tentò di prendere una posizione favorevole a Biberach il 9 maggio ma il generale Saint-Cyr, che guidava una delle ali dell'esercito repubblicano, riuscì a notare le manovre nemiche e attaccò il contingente austriaco, sbaragliandolo. Un giorno dopo, il generale Lecourbe riuscì a prendere Memmingen, città tedesca con vari depositi di scorte e importante snodo di collegamento per Ulma e Monaco..

Antefatti

Mentre Kray indietreggiava, il ministro della guerra francese Lazare Carnot giunse di persona al cospetto di Moreau per ricordargli che aveva promesso di inviare uomini attraverso la Svizzera in Italia per aiutare Bonaparte nella sua campagna. Sebbene riluttante, Moreau acconsentì, inviando il generale Moncey verso sud. L'esercito repubblicano, nonostante la partenza di un cospicuo numero di soldati, si mosse comunque incontro ai nemici: Kray e la sua armata si erano posizionati nei pressi di Ulma, una posizione difensivamente solida dalla quale bloccare la strada lungo la valle del Danubio... L'armata francese si avvicinò alla posizione degli imperiali ma non si impegnò in alcuna manovra offensiva diretta: da una parte, Moreau temeva che un assalto non fosse possibile, dall'altra attendeva notizie dall'Italia.. I francesi attuarono delle manovre per attirare gli imperiali fuori dalla fortezza, ma questi non si mossero.. Tuttavia, il 16 maggio, notata la lontananza dell'ala sinistra repubblicana dal resto dell'armata, le forze di Kray sferrarono un violento attacco contro la posizione occupata dagli uomini del generale Sainte-Suzanne: attaccati per circa 12 ore dagli austriaci, i francesi riuscirono a resistere sino all'arrivo delle truppe del generale Saint-Cyr, giunto in loro soccorso. Terminato il combattimento, le due parti tornarono ad osservarsi vicendevolmente, senza ingaggiare apertamente battaglia, con l'eccezione di una forte ricognizione austriaca nei pressi di Dellmensingen. Nei giorni seguenti, l'armata francese andò in contro ad una nuova e profonda riorganizzazione:. dopo numerosi diverbi con Moreau a causa della scarsità di provviste e dell'inattività repubblicana, il generale Saint-Cyr abbandonò l'armata, seguito per motivi simili anche da Sainte-Suzanne. A quest'ultimo, così come al generale Souham, fu affidato un posto di comando nel Basso Reno.. Il generale Vandamme, richiamato in Francia, cedette il comando della propria divisione a Gudin; Souham fu sostituito dal generale Richepanse, la cui divisione fu a sua volta assegnata a Decaen; Grenier rimpiazzò Saint-Cyr. Anche la struttura dell'esercito venne modificata: l'ala sinistra venne utilizzata come un corpo d'armata separato dal resto, destinato a manovre di aggiramento durante le offensive contro gli austriaci; l'ala sinistra venne sostituita nelle sue funzioni da due divisioni provenienti dal centro.

L'ala destra dell'esercito francese, comandata dal generale Lecourbe, si era mossa verso est, entrando ad Augusta con la propria avanguardia il 28 maggio, dopo aver conquistato il ponte di Landsberg sul Lech il giorno precedente.. Il resto dell'esercito repubblicano la seguì nel suo spostamento: nei giorni seguenti Moreau si posizionò tra il fiume Iller, coperto dalla sua ala sinistra, e il Lech, sorvegliato dagli uomini di Lecourbe. Spostandosi verso est, i francesi indebolirono le loro posizioni ad ovest e alcuni distaccamenti di volontari austriaci sotto il comando dei generali Walmoden e Mier attaccarono tali posizioni, cogliendo di sorpresa i francesi e respingendoli sino al Reno, forzandoli ad entrare a Sciaffusa e a Kehl. Comunque, il controllo francese sulla zona fu prontamente ripristinato. Nonostante queste manovre, Kray non si mosse da Ulma, dove intendeva rimanere e dove sperava di trattenere i francesi..

Intuendo che le dimostrazioni fatte fino a questo punto fossero insufficienti, Moreau si decise ad agire in maniera più netta, minacciando concretamente di tagliare le linee di rifornimento austriache. Dopo aver attraversato il Danubio a monte di Ulma, il 3 giugno Moreau fece attuare le seguenti disposizioni: Lecourbe avrebbe dovuto lasciare Augusta e Landsberg, lasciando solo una retroguardia in tale direzione, per poi riprendere la sua precedente posizione sui fiumi Günz e Kammel, occupando nel frattempo Mindelheim; il centro si sarebbe posizionato tra Oberroth e Illerrieden mentre alle divisioni della riserva fu ordinato di colmare i vuoti tra l'ala destra e il centro.. In ogni caso, Moreau si rifiutò di commettersi del tutto e spingersi in Baviera, consapevole che la sua sinistra, al momento schierata sull'Iller, fosse abbastanza esposta ad un possibile attacco austriaco. In effetti, mentre queste manovre si sviluppavano, il comandante austriaco stava preparando un attacco deciso contro il fianco sinistro e le retrovie dell'esercito repubblicano, sperando che una dimostrazione simile dissuadesse Moreau dal proseguire il suo piano e rimanere nei pressi di Ulma.

La battaglia

Nella notte tra il 4 e il 5 giugno Kray uscì da Ulma con circa uomini dell'ala destra del suo esercito, sotto il comando dell'arciduca Ferdinando. Un secondo gruppo di circa soldati rimase invece tra l'Iller e la Kammel per osservare e contenere il grosso dell'armata di Moreau, impedendole di intervenire rapidamente... Le forze austriache si divisero in cinque colonne: sulla sinistra austriaca il generale Baillet-Latour avrebbe impegnato la brigata Sahuc lungo l'Iller, al centro il generale Walther fu attaccato e respinto sino a Gutenzell mentre la colonna guidata dal generale Sporck stava tentando di inserirsi nello spazio creatosi tra le brigate Walther e Levasseur per separarle. Contemporaneamente, una divisione bavarese marciò su Ochsenhausen per tagliare la ritirata di Levasseur. Diversi reparti di cavalleria leggera furono inviate a Waldsee e Wurzach per disturbare le comunicazioni francesi.. L'attacco austriaco si dimostrò proficuo nelle fasi iniziali e l'intera linea francese si trovò sotto una tale pressione da dover retrocedere ovunque attaccata, nonostante stesse ponendo una strenua resistenza, anche in virtù della sproporzione tra le forze a disposizione dei due schieramenti. La situazione pareva grave e l'intera ala sinistra di Richepanse correva il concreto rischio di essere accerchiata dalle forze nemiche, specialmente perché il ponte di Kellmünz era la sua unica via di ritirata rimasta...

Moreau, alquanto compiaciuto della sortita austriaca, aveva previsto un evento simile e aveva istruito il generale Grenier di soccorrere Richepanse se ciò si fosse rivelato necessario. Il comandante del centro francese inviò la divisione Ney in soccorso dell'ala sinistra dell'esercito repubblicano.. Infatti, mentre tutto stava procedendo secondo i migliori auspici per l'armata asburgica, la divisione guidata da Ney si era messa in marcia per raggiungere la brigata Sahuc, che stava indietreggiando appositamente per guadagnare tempo in attesa di rinforzi. Dopo l'arrivo di Ney, i francesi furono in grado di respingere le truppe austriache e riuscirono a riprendere il villaggio di Oberbalzheim, perduto poco prima del suo intervento. Successivamente Grenier, venuto a conoscenza che una colonna nemica aveva effettuato un movimento laterale e stava minacciando la linea di ritirata via Kirchberg, ordinò a Ney di effettuare una contromarcia e neutralizzare la minaccia: la divisione Ney si precipitò sul luogo e sbarrò il cammino degli austriaci. Alla testa della brigata Bonnet, il generale francese ordinò una carica alla baionetta contro le batterie nemiche, mettendo in rotta la colonna austriaca che aveva di fronte a sé. Il terreno boscoso e il difficile percorso scelto dagli ufficiali asburgici resero la ritirata disordinata e i repubblicani ne approfittarono per catturare più di soldati....

Il successo di Ney permise a Richepanse di riprendere l'iniziativa. Le sue truppe contrattaccarono da Beuren verso Gutenzell, respingendo il centro dello schieramento imperiale dopo un violento combattimento. La quarta colonna, sotto il comando del generale Sporck, giunse in ritardo presso Reinstetten per completare l'aggiramento e trovò ormai compromessa la situazione. Lo stesso generale cadde prigioniero durante uno scontro con la cavalleria francese e i suoi uomini si ritirarono sulle alture di Hürbel, che abbandonarono al calare della notte per paura di dover affrontare da soli le forze nemiche.... Soltanto la brigata Levasseur, rimasta isolata durante la battaglia, dovette ripiegare verso Memmingen e quindi su Wurzach dopo aver forzato il passaggio attraverso Ochsenhausen occupata dai bavaresi. Constatato il fallimento dell'offensiva e l'arrivo dei rinforzi francesi, Kray ordinò il ripiegamento generale verso Ulma..

Conseguenze

Le perdite subite dai due schieramenti furono consistenti. Circa furono le perdite austriache tra caduti, feriti e soprattutto prigionieri; quelle francesi circa la metà. Allo stesso tempo, però, un'incursione della cavalleria austriaca nei pressi di Schwabmünchen portò alla distruzione di una guarnigione francese. Dei soldati presenti, solo 500 trovarono rifugio presso Türkheim...