Storie naturali (Histoires naturelles) è una raccolta di racconti dello scrittore francese Jules Renard, pubblicata per la prima volta nel 1896 e accresciuta nelle edizioni successive. I "racconti" sono dei bozzetti, degli schizzi, dei brevi componimenti in prosa che, nell'opera di Renard, descrivono situazioni legate alla quotidianità rurale. La raccolta ispirò illustratori prestigiosi; cinque di questi componimenti, infine, furono musicati da Maurice Ravel nel 1906.

Storia editoriale

L'idea su una raccolta dedicata agli animali fu registrata da Renard nel suo Diario 1887-1910) già il 17 gennaio 1889«Joindre à ce livre une série sur les animaux : le cochon, sa mort, etc.» (Jules Renard, Journal 1887-1892). La prima edizione delle Histoires naturelles, pubblicata da Flammarion nella primavera del 1896, comprendeva quarantacinque "racconti" (récit), brevi ritratti di animali e piante, la maggior parte dei quali erano già stati pubblicati in precedenza sul Mercure de France o su La revue blanche.. Qualche mese prima, il 26 dicembre 1895, Renard registrava nel suo Diario il progetto, suggeritogli dall'amico Lucien Descaves, di approntare un volume costituito da una raccolta di una cinquantina di histoires naturelles; Toulouse-Lautrec si offriva invece di illustrare otto di queste Histoires da vendere a 25 franchi ciascuna«Descaves veut me persuader qu'il me faut cinquante Histoires naturelles pour faire un volume. Ce n'est pas seulement son avis : c'est celui de copains, etc. Lautrec me propose d'en illustrer une huitaine et d'en vendre cent exemplaires à 25 francs chacun. Nous partagerons les bénéfices.» ().. La prima edizione conteneva tre illustrazioni di Félix Vallotton., il cui nome tuttavia non era menzionato nel volume.. Nel 1899 l'editore d'arte Henri Floury pubblicò un'edizione di lusso di soli 100 esemplari numerati, di grande formato (310 × 220 mm); l'edizione conteneva solo ventidue récit, tutti riguardanti animali, ciascuno accompagnato da una litografia di Toulouse-Lautrec stampata a mano ("presse à bras") dalla ditta Henri Stern.. Renard continuò a scrivere brevi storie di argomento compagnolo alcune delle quali furono incorporate nel 1901 nella raccolta Il Vignaiolo nella sua vigna (Le Vigneron dans sa vigne). e furono infine accolte nelle due edizioni successive delle Histoires naturelles: l'edizione di Flammarion del 1904 costituita da settanta racconti illustrati da Pierre Bonnard. e un'edizione economica pubblicata nel 1909 in fascicoli mensili dalla Librairie Arthème Fayard comprendente ottantatré racconti illustrati da Benjamin Rabier.. Nel 1906 Maurice Ravel dette elegante veste musicale a cinque liriche per canto e pianoforte eseguite per la prima volta nel 1907.. Altri due récit inediti furono aggiunti infine nelle Oeuvres complètes de Jules Renard, curate postume da Henri Bachelin per le edizioni Bernouard, portando il totale a 85..

Le Histoires naturelles sono state tradotte più volte in lingua italiana a partire dal 1922 — anno in cui fu pubblicata dalla Sonzogno un'edizione tradotta da Decio Cinti con le illustrazioni di Sergio Tofano (Sto). — corredate di disegni di artisti quali il già citato Sto, Luigi Servolini, Bruno Angoletta e Luigi Serafini.

Contenuto L'edizione definitiva delle Histoires naturelles contiene i seguenti 85 racconti. I titoli italiani sono quelli dell'edizione Garzanti del 1987 tradotta da Renata Debenedetti. seguiti, fra parentesi tonde, dai titoli originali francesi dell'edizione postuma del 1926 curata da Henri Bachelin.

Il cacciatore di immagini (Le Chasseur d'images) La gallina (La Poule) Galli (Coqs) Anatre (Canards) Tacchini (Dindes) La faraona (La Pintade) L'oca (L'Oie) I piccioni (Les Pigeons) Il pavone (Le Paôn) Il cigno (Le Cygne) Il cane (Le Chien) I cani (Les Chiens) Morte di didimo (Dédéche est mort) Il gatto (Le Chat) La vacca (La Vache) La morte di brunetta (La mort de Brunette) Il bue (Le Bœuf) Il toro (Le Taureau) Le mosche d'acqua (Les Mouches d'eau) La giumenta (La Jument) Il cavallo (Le Cheval) L'asino (L'Âne) Il maiale (Le Cochon) Il maiale e le perle (Le Cochon et les perles) Le pecore (Les Moutons) La capra (La Chèvre) Il capro (Le Bouc) I conigli (Les Lapins) La lepre (Le Lièvre) La lucertola (Le Lézard) La lucertola verde (Le Lézard vert) La biscia (La Couleuvre) La donnola (La Belette) Il riccio (Le Hérisson) Il serpente (Le Serpent) Il verme (Le Ver) Le rane (Les Grenouilles) Rospo (Le Crapaud) La cavalletta (La Sauterelle) Il grillo (Le Grillon) Lo scarafaggio (Le Cafard) La lucciola (Le Ver luisant) Il ragno (L'araignée) Il maggiolino (Le Hanneton) Le formiche (Les Fourmis) La lumaca (L'Escargot) Il bruco (La Chenille) La pulce (La Puce) La farfalla (Le Papillon) La vespa (La Guêpe) La libellula (La Demoiselle) Lo scoiattolo (L'Ecureuil) Il topo (La Souris) Le scimmie (Singes) Il cervo (Le Cerf) Il ghiozzo (Le Goujon) Il luccio (Le Brochet) La balena (La Baleine) I pesci (Poissons) In giardino (Au jardin) I papaveri (Les Coquelicots) La vigna (La Vigne) I pipistrelli (Chauves-souris) La gabbia senza uccelli (La Cage sans oiseaux) Il canarino (Le Serin) Il fringuello (Le Pinson) Il nido dei cardellini (Le Nid de chardonnerets) Il rigogolo (Le Loriot) Il passero (Le Moineau) Le rondini (les Hirondelles) La gazza (La Pie) Merlo! (Merle!) Il pappagallo (Le Perroquet) L'allodola (L'Alouette) Il martin pescatore (Le Martin-Pêcheur) Lo sparviero (L'Épervier) La cutrettola (La Bergeronnette) La ghiandaia (Le Geai) Il corvo (Le Corbeau) Le pernici (Les Perdrix) La beccaccia (La Bécasse) Una famiglia di alberi (Une famille d'arbres) Luna nuova (Nouvelle Lune) Chiusura della caccia (Fermeture de la chasse)

Sebbene gli 85 testi che compongono le Storie Naturali siano omogenei fra di loro — essendo tutti dedicati alla natura, e agli animali in particolare — sono tuttavia molto diversi nella forma e nella lunghezza, spaziando da poche righe o addirittura poche parole (per esempio, "Lo scarafaggio": «Nero e piatto come il buco della serratura.»; "Il serpente": «Troppo lungo.») a (poche) pagine.. Nello stesso tempo, l'espressione può essere più specificamente narrativa o satirica o assumere l'aspetto della poesia in prosa..

Critica Questa piccola raccolta fu il libro preferito di Jules Renard. La sua pubblicazione seguì di poco il trasferimento dello scrittore a Chaumot (Nièvre) in una piccola abitazione battezzata La Gloriette, e fa parte di una lunga serie di libri ispirati alla vita di campagna, inaugurata da "Le Vigneron dans sa vigne" (1894), e proseguita da "Les Bucoliques" (1898) e "Ragotte" (1908). Per Vittorio Lugli, Renard «qui è sopratutto poeta, cacciatore di immagini (così egli si definisce), e come in un albo luminoso fissa le figure degli animali, con linee brevi e ferme, giovandosi del più sottile gioco delle analogie, delle suggestioni coloristiche e musicali, per cui lo scolaro dei naturalisti sembra precorrere la lirica dei frammentisti, dei poeti puri». Renard è infatti famoso ancor oggi per le “frasi corte”, «esercizio e sfida di massima potenza di significato con il minor numero di parole».

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