La doccia (), noto anche come Shower o La doccia - Shower, è un film del 1999 diretto da Zhang Yang.

Trama Daming, indaffarato uomo d'affari di Shenzen, si precipita nella natìa Pechino dopo aver ricevuto per posta un disegnino da parte del fratello Erming che ritrae l'anziano padre, il signor Liu, costretto a letto. Si tratta però di un equivoco: quest'ultimo è vivo e vegeto. È solo il fratello, un minorato mentale, che sentiva la mancanza di Daming. Liu ed Erming mandano sempre avanti il loro diroccato bagno termale a conduzione familiare, attorno al quale ruota una variopinta clientela di pensionati, perdigiorno e altri abitanti del distretto storico della città ormai prossimo alla demolizione per far posto a un centro commerciale.

Daming, la cui vita è ormai l'opposto dei placidi ritmi tradizionali rappresentati dal bagno, vorrebbe ripartire il prima possibile, ma, accompagnato da Erming a comprare il biglietto aereo, lo perde di vista nella calca. Litiga quindi col padre, che non gli ha mai perdonato l'abbandono e teme ora di aver perso anche un secondo figlio. Fortunatamente, Erming riappare sulla soglia di casa il mattino seguente, indenne e ignaro del trambusto causato. Avendo perso il volo, Daming si trattiene un altro po', ma, la notte prima della partenza, il padre si ammala mentre ripara le infiltrazioni sul tetto durante un temporale, costringendo Daming a rimanere per accudirlo e aiutare Erming a portare avanti il bagno in sua vece.

Nel corso della convalescenza, Daming riscopre la funzione sociale ricoperta dal bagno, aiutando il padre nel ruolo implicito di mediatore e confidente dei clienti e i loro problemi: rappacifica un uomo e sua moglie, aiuta un ragazzo pieno di debiti a rimettersi in sesto e calma le dispute tra due vecchietti appassionati di combattimenti tra grilli. Pure Erming, a modo suo, aiuta un giovanotto capace di cantare soltanto "sotto la doccia" ad esibirsi in pubblico intonando 'O sole mio. Anche il rapporto tra i fratelli migliora e Daming inizia ad accompagnare il minore nelle sessioni notturne di jogging come faceva il padre. Il signor Liu, contento di vedere la famiglia riunita e affiatata come una volta, muore serenamente una sera facendo il bagno.

Erming fatica molto ad accettarlo e la demolizione del vicinato incombe. Daming vorrebbe portarlo con sé a Shenzen, nonostante le proteste della moglie, ma prima lo piazza in una casa di cura, avendo bisogno di qualche giorno per sistemare delle faccende. Se ne pente non appena assiste a Erming reagire con violenza verso se stesso e gli infermieri e decide di riaprire il bagno, portando avanti ancora un po' il sogno del padre, per la gioia di Erming e dei clienti. Il giorno della demolizione, Daming e i clienti aiutano i muratori a sgomberare il bagno. Ultimo a lasciare l'edificio ormai spoglio, Erming intona mestamente O sole mio.

Produzione Pre-produzione È stato il terzo film prodotto dalla IMAR Film dell'americano Peter Loehr, la prima casa di produzione cinematografica indipendente attiva in Cina. Come i precedenti, non ha avuto problemi di censura sia in fase di sviluppo che durante le riprese.

Il budget del film era compreso tra i e dollari, una cifra medio-bassa per il cinema cinese del periodo. La doccia automatica che compare nella scena iniziale era in realtà un set che aveva richiesto dollari e un'équipe di studenti d'ingegneria aeronautica per essere progettato e costruito.

Casting A causa delle ristrettezze economiche della produzione e la natura indipendente del film, tutto il cast ha dovuto accettare una paga ridotta. Coi personaggi per cui avevano già in mente degli attori precisi, Loehr e il regista Zhang Yang hanno scelto di approcciare ognuno di questi uno per volta, supplicandoli e giurando loro che fossero "l'unico attore giusto per la parte" finché non accettavano.

Per il ruolo di Erming, Zhang aveva inizialmente accarezzato l'idea di scritturare invece un attore non professionista, visitando svariati istituti di igiene mentale, senza però essere soddisfatto da nessuna della persone provinate. Nel frattempo a Jiang Wu, che aveva recitato da protagonista in un'altra produzione della IMAR (Měilì xīn shìjiè, 1999), era capitata in mano la sceneggiatura e sgomitava per aggiudicarsi la parte, ma Zhang era scettico, volendo evitare i cliché della rappresentazione "strappalacrime, sopra le righe" della malattia mentale da parte di neurotipici. Per provare d'esser in grado di calarsi nel personaggio, Jiang ha preso ad accompagnare Zhang nei suoi sopralluoghi ospedalieri per osservare da vicino i degenti, oltre a ingrassare di quasi 19 kg e rendere più impacciata la propria parlata portando l'apparecchio tutto il giorno. Loehr e Zhang ne sono rimasti colpiti e si sono trovati concordi nell'affidargli la parte. Durante la pre-produzione, attore e regista hanno provato a lungo le scene di Erming per trovare il modo di "far risaltare" la condizione del personaggio senza cadere nella macchietta o nel cattivo gusto. A Jiang sono servite due settimane dalla fine delle riprese per uscire completamente dal personaggio.

È stato inoltre l'ultimo film dell'attore Feng Shun (1921–1999), deceduto due mesi dopo le riprese.

Riprese Le riprese del film sono durate 43 giorni, svolgendosi tra l'ottobre e il novembre 1998 a Pechino. A causa del budget contenuto e della natura indipendente della produzione, cast e troupe hanno lavorato per 18 ore al giorno e sei giorni su sette, facilitati dal fatto che il bagno pubblico che faceva da location primaria era stato contemporaneamente adibito a dormitorio per chi era fermo tra una scena e l'altra. Per ragioni di illuminazione, alcune finestre del bagno pubblico erano state rimosse, il che significava per gli attori recitare seminudi esposti al clima invernale di Pechino, di poche unità di gradi Celsius. Il primo piano del sedere del protagonista nella scena iniziale è in realtà quello del regista. Alcune scene minori sono state girate invece nei pressi di Yan'an e in Tibet.

Post-produzione La post-produzione del film è stata ultimata nel maggio 1999.

Promozione Prima dell'uscita in Cina, date le sue ridotte disposizioni finanziarie la IMAR ha deciso di massimizzare la capillarità del messaggio promozionale, ammortizzando allo stesso tempo il più possibile i costi che avrebbe comportato una vera campagna promozionale, pubblicizzando il film su delle scatole di salviette appositamente installate in taxi a Pechino al termine di un braccio di ferro burocratico tra Loehr e l'Ufficio amministrativo tassisti della capitale cinese durato quasi due anni.

Il trailer italiano del film è stato diffuso nel gennaio 2003.

Distribuzione Nonostante la post-produzione del film fosse stata ultimata nel maggio 1999, Loehr l'ha trattenuto per diversi mesi a prodotto finito siccome il mercato cinematografico cinese stava attraversando un periodo di magra, essendo convinto delle sue potenzialità. Ciò ha dato adito in Cina ad indiscrezioni riguardo l'effettiva qualità del film o il suo essere politicamente inviso al governo. Infine, Loehr si è risolto, contrariamente a quella che era stata fino ad allora la politica della IMAR, a lanciare il film all'estero prima che in patria.

Ha avuto quindi la sua anteprima al Festival internazionale del cinema di Toronto il 14 settembre 1999. In seguito all'accoglienza calorosa ivi tributatagli e la vittoria del premio della critica internazionale, il film è stato presentato a nove festival internazionali di cinema tra il settembre 1999 e il giugno 2000, come quelli di San Sebastián, Rotterdam e Seattle, vincendovi costantemente il primo premio o il premio del pubblico. In tutto il film è stato venduto in 56 Paesi, tra cui a fine settembre 1999 negli USA, Australia e Nuova Zelanda alla Sony Pictures Classics, che l'ha distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 7 luglio 2000. Già dopo un mese di tournée festivaliera, la IMAR aveva recuperato più del doppio del budget speso coi soli accordi di distribuzione internazionali che aveva firmato.

Forte di queste premesse, il film è stato immesso nel frammentario circuito cinematografico cinese nel novembre 1999, distribuito in maniera indipendente dalla stessa IMAR, raggiungendo le sale cinematografiche pechinesi alla fine di dicembre.

Presentato in anteprima in Italia al Far East Film Festival di Udine nell'aprile 2000, è stato ivi distribuito nelle sale cinematografiche dalla Key Films a partire dal 7 marzo 2003.

Accoglienza Incassi Il film ha avuto successo al botteghino cinese, battendovi sia la concorrenza straniera che una fastosa co-produzione cinese di successo altrimenti mondiale come La tigre e il dragone. Negli Stati Uniti è stato un discreto successo d'essai, incassando 1,2 milioni di dollari.

Critica Il film è stato accolto calorosamente dalla maggioranza della critica, spingendone diversi a ragionare su come si trattasse di «uno dei rari successi internazionali del cinema cinese a livello di (contemporaneamente) critica, pubblico e premi» dopo un lustro insoddisfacente da questo punto di vista scaturito dallo scemare della cosiddetta "quinta generazione". Beijing Scene, periodico indipendente in lingua inglese con sede a Pechino, ne ha riassunto il fenomeno, scrivendo che «nel dialogo confusionario e spesso strumentalizzato per scopi politici tra il cinema cinese e il resto del mondo [...] potrebbe diventare un pièce de résistance non meno importante di quanto lo furono a loro tempo il Sorgo rosso di Zhang Yimou o Addio mia concubina di Chen Kaige. Se il primo si era conquistato superlativi come "splendido" o "bellissimo" e il secondo era stato osannato in quanto "epico" e "da tour de force" [...] la parola con cui La doccia potrebbe essere ricordato, e forse il motivo del suo successo, sarebbe un puro e semplice... "divertimento". Oltre che "commovente" e "incredibilmente redditizio", sulla falsariga de La vita è bella».