Biografia Nacque a Milano nel 1756. Fu il primogenito del conte Ottavio Castiglioni e di Teresa Verri. Rimasto orfano di padre in tenera età, lui e il fratello Luigi studiarono presso un collegio barnabita a Milano, dal quale uscì nel 1775. Nel frattempo, l'imperatrice Maria Teresa aveva confermato il titolo nobiliare di conte per lui e per i suoi discendenti nel 1774. Nel 1777, lo zio e cognato Pietro Verri riuscì a garantire ai fratelli un vantaggioso contratto con un loro parente, rimasto privo di eredi. Nel 1779, contro il parere dello zio e protettore, si sposò con Eleonora Crivelli, dalla quale ebbe diversi figli. Appassionato di botanica, così come il fratello, pubblicò assieme a lui i primi quattro volumi dell'opera Storia delle piante forestiere le più importanti nell'uso medico ed economico.
Mentre il fratello si dedicò ad un lungo viaggio negli Stati Uniti, Alfonso rimase molto presto coinvolto nella vita politica milanese: già nel 1780 era divenuto un membro del Decurionato e nel 1791 divenne deputato nella Congregazione di Stato a Vienna. Dopo aver terminato il proprio mandato nel 1793, rimase ancora per un breve periodo nella capitale austriaca. Era già tornato a Milano quando le truppe di Bonaparte entrarono in città: per tutto il periodo rivoluzionario e anche per gran parte di quello napoleonico si tenne lontano dalla vita pubblica. In generale, non ebbe alcun tipo di simpatia per i repubblicani o per gli ideali della Rivoluzione francese, rimanendo sempre fedele alla causa austriaca. Nel corso degli anni il suo atteggiamento verso i francesi non cambiò minimamente, anzi, Castiglioni divenne uno dei punti di riferimento del partito filoaustriaco. Pare che tra il 1813 ed il 1814 ospitasse a Milano il conte Ghisleri, altro esponente di rilievo all'interno del partito filoaustriaco. Fu uno dei protagonisti della caduta del Regno d'Italia, gestendo parte degli intrighi che portarono alla fine dell'esperienza napoleonica in Italia e ai tentativi di indipendenza della penisola:. probabilmente fu uno degli organizzatori della rivolta del 20 aprile, oltre ad essere uno dei firmatari del documento portato quello stesso giorno in Senato, recante la richiesta della convocazione dei Collegi Elettorali..
Dopo il ritorno degli austriaci a Milano, Castiglioni fu riconfermato come conte e ricevette numerosi incarichi di prestigio all'interno del Regno Lombardo-Veneto: fu consigliere intimo, gran scudiere e gran ciambellano del regno. Venne eletto membro e poi vicepresidente di una giunta incaricata di estendere il catasto teresiano a tutto il nuovo stato. In particolare, venne affidato a lui il settore della contabilità. Morì a Milano il 14 gennaio 1835.
Note
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