Il neutralismo fu una posizione politica diffusa nel Regno d'Italia allo scoppio della prima guerra mondiale che consisteva nell'opposizione all'intervento militare italiano nel conflitto, sostenendo invece la necessità di mantenere una posizione di neutralità. Le principali forze politiche neutraliste furono i liberali giolittiani, i socialisti e i cattolici.
Storia Con lo scoppio della prima guerra mondiale in Italia andò a costituirsi un fronte interventista a sostegno dell'entrata in guerra della nazione. Nonostante ciò la gran parte del governo, a partire da Giovanni Giolitti, ex presidente del Consiglio dei ministri, si era schierata sul fronte neutralista: sulla linea giolittiana si erano posti in un primo tempo socialisti riformisti del calibro di Ivanoe Bonomi, Leonida Bissolati, l'allora direttore dellAvanti! Benito Mussolini (che faceva invece riferimento all'ala massimalista del socialismo italiano) e buona parte del fronte cattolico. Per Giolitti la guerra sarebbe costata un prezzo troppo alto per l'Italia, sia in termini umani sia in termini economici.
Posizioni politiche Giolitti e i liberali giolittiani (come buona parte dell'ex Sinistra storica e i liberali di tradizione risorgimentale-cavouriana, ossia coloro che costituiranno il PLI), che ritenevano di poter ottenere comunque dall'Austria almeno una parte delle terre irredente (come il Trentino) in cambio della neutralità e della non-aggressione; essi non erano pacifisti o neutralisti ad oltranza, avendo sostenuto l'impresa coloniale della guerra di Libia, ma ritenevano che l'Italia non fosse pronta per una guerra veloce contro gli imperi centrali, rapida e vittoriosa come affermato dai nazionalisti più convinti, e che invece avrebbe causato gravi danni ed ingenti perdite umane e materiali (come difatti accadrà). Fra essi vi era anche Benedetto Croce. Allo stesso modo una parte minoritaria dei radicali, come Ettore Sacchi, che evitò di pronunciarsi a favore della guerra, rimanendo isolato nel suo gruppo. Gli industriali che producevano per l'esportazione, che speravano di poter sostituire sui mercati internazionali la Germania impegnata nella guerra.
Sul fronte cattolico vi erano posizioni più diversificate: dalla posizione integrista, di un'ostilità allo Stato liberale animata da una base filosofica che descriveva la guerra come una punizione divina contro la degenerazione dei costumi politici e sociali, a quella democratico-popolare, che interpretava le esigenze delle classi medio-povere, ben lontane dalla guerra. Inoltre per i cattolici la guerra avrebbe significato un conflitto contro uno stato di grande tradizione cattolica: l'Impero austro-ungarico. La maggioranza dei cattolici assunse una posizione neutralista, sia per i principi evangelici sia per non andare contro la cattolicissima Austria-Ungheria o perché vedevano la guerra come espressione di ateismo. Il pontefice Pio X, che morì poco dopo lo scoppio della guerra (1914) era un oppositore di essa. Più avanti il papa Benedetto XV, nel 1917, userà il termine «inutile strage», cercando inutilmente di porvi fine con la Lettera ai Capi dei popoli belligeranti.
Per i militanti del Partito Socialista Italiano, la posizione neutralista fu una naturale conseguenza della tradizione internazionalista di costanza pacifista, ma in Italia questa assunse una sfumatura lievemente diversa, basata sulla formula del "né aderire né sabotare", seguendo la quale si discostarono dalla Seconda Internazionale negando alla Camera l'approvazione dei crediti di guerra. I socialisti vedevano inoltre nella guerra un affare per i ricchi industriali e i produttori di armamenti e come una strage inutile, dannosa soprattutto per i più poveri e i proletari. La posizione neutralista fu ribadita anche dagli anarchici, anche se taluni consideravano positiva la distruzione della Germania imperialista.Errico Malatesta, Anarchici pro-governo Taluni, come l'anarchico individualista Renzo Novatore (che disertò la chiamata alle armi), erano ostili alla guerra perché consideravano poco intelligente e inutile combattere e morire per lo Stato, un'idea che per loro non aveva senso.E le rane partirono... Partirono verso il regno della suprema viltà umana. Partirono verso il fango di tutte le trincee. Partirono.... E la morte venne! Venne ebbra di sangue e danzò macabramente sul mondo. Danzò con piedi di folgore... Danzò e rise... Rise e danzò... Per cinque lunghi anni. Ah, Come è volgare la morte che danza senza avere sul dorso le ali di un'idea... Che cosa idiota morire senza sapere il perché... (Dal poema Verso il nulla creatore)
Note
Bibliografia
Voci correlate Prima guerra mondiale Interventismo
Collegamenti esterni
Categoria:Italia nella prima guerra mondiale